dentro e fuori di me: Amore,Potere,Bellezza.

E’ stata davvero una week end magico a Carpeneto e come da programma ci siamo divertiti davvero un mondo! Innanzitutto abbiamo soggiornato in un bed and breakfast delizioso, La Meridiana nella via principale del paese. Il sito non rende davvero la bellezza e la cura che i gentilissimi e disponibilissimi proprietari, marito e moglie, che abitano una porzione di questa dimora di fine 800 per tutta l’estate, hanno per questa proprietà loro da generazioni. Una ampia corte rivestita di vite canadese si apre varcando il grande portone di legno d’ingresso, le camere ampie, eleganti con balconata sui giganteschi pini del giardino, il bagno di dimensioni imperiali nella sua rustica signorilità. Piacevolissima la colazione con focaccia appena sfornata nella bella cucina comune colorata di azzurro e come tutta la casa arredata con evidente amore. Ogni dettaglio e ogni comfort, da starci una settimana!
Un piccolo gioiello che ha reso questo tempo ancora più piacevole e dove contiamo di tornare appena ci sarà un motivo che ci porterà sulle colline monferratesi.

La festa intanto dal tardo pomeriggio ferveva per esplodere con un fiume initerrotto di migliaia di persone, molte delle quali vestite per l’occasione (anch’io da strega!!!) , che hanno passeggiato per tutta la notte riempiendo di sorrisi e allegria ogni via e vicolo di Carpeneto. Tra banchi erboristici e di artigianato in tema stregonesco, giocolieri professionisti e improvvisati, gruppi di ragazzini vestiti da incantevoli maghetti e streghette, le farinate e la focaccia di Recco servite al Castello con birra gelata e sangria, la musica e i gioichi nella piazzetta principale e naturalmente la trafficata strada dedicata ai consulti. Io e Sandro siamo stati parecchio in questa zona visto che “la scusa” della gita è stata quella di poter riabbracciare Gio (Lunarivelata) e il suo compagno Luca con il quale ci siamo divertiti e chiacchierato quasi tutta la sera mente Gio aveva una fila nostop di persone che hanno voluto parlare con Erasmo, il suo Spirito Guida.

Come per ogni suo evento pubblico Lunarivelata regala a fine consulto una Runa positivizzata su misura per le esigenze specifiche della persona.
Se volete un’altra occasione per poter festeggiare la vostra magica vena e sfoggiare un bel cappello a punta la prossima festa, una delle più suggestive in Italia, è il 22 agosto a Triora (Imperia).
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Rivedrò finalmente la mia carissima amica Giovanna Schirru a Carpeneto (AL) venerdi 6 agosto alla Notte Magica, una manifestazione nel centro storico di questo delizioso paesino medioevale situato sulle splendide colline dell’Alto Monferrato. Giovanna parteciperà con i suoi tarocchi e le sue pietre runiche positivizzate e preparate apposta per l’occasione. Ha scritto queste parole per noi tutti e riteniamo possano essere di Luce e Gioia per molti. Io e Gio’ ci conosciamo da molti anni e molte volte, durante le mie mie non poche scivolate mi ha supportato generosamente con le sue visioni e il suo cuore dandomi coraggio, tempo e tanto Amore.
Se qualcuno della zona vuole raggiungerci io e Sandro staremo tutta la notte a goderci la Festa delle Streghe nella magia di questa calda estate.
Silvia Paola

Messaggera:
Un giorno, dopo varie vicissitudini personali, ho incontrato il mio spirito guida, mi ha detto che sono una messaggera.
Messaggera, tramite, mezzo, strumento, veicolo, i sinonimi sono davvero tanti, ma sono sempre io. Attualmente, stiamo lavorando alla mia crescita spirituale e anche alla sua (dice), cresciamo insieme. Per entrambi e’ la prima esperienza di contatto e comunicazione tra due mondi che qualcuno definirebbe separati ma strettamente connessi perche’ parliamo di interscambio di energia.
Non ci sono separazioni nette tra le due energie ma il filo sottile che ci lega e’ trasparente come una goccia d’acqua pura.
Ogni essere umano e’ in grado di comunicare? Si, tutti noi possiamo comunicare e con il trascorrere del tempo sempre piu’ persone riescono a farlo senza timore, senza blocchi mentali e culturali che schermano e non permettono di aprire quella porta.
Non e’ una porta blindata, non ha una chiave d’accesso con i codici segreti, ne’ una frase rituale da ripetere, si apre con un soffio di vento, con la leggerezza delle ali di farfalla.
Perche’ il contatto? L’umanita’ deve evolvere e i messaggeri sono chiamati a riportare ai fratelli umani cio’ che viene detto attraverso la scrittura intutiva o automatica. Nel mio caso intuitiva perche’ so’ cosa mi viene trasmesso proprio un attimo prima di riportarlo con parole comprensibili a tutti. E’ la mia mente che lo rielabora? Pare di no, lo spirito guida dice che e’ l’anima a tradurlo e riportarlo il piu’ precisamente possibile.
Sono una medium? No, perche’ nella terminologia comune la figura del medium e’ legata alla trance profonda e allo spiritismo, invece vivo quel che accade consapevolmente. Sono una channeler? Forse si, perche’ canalizzo le energie che sento intorno a me e le riporto attraverso i messaggi che ricevo dallo spirito guida. Questo in uno stato di meditazione quando posso farlo per poter poi riportare i messaggi “puliti” cosi’ come se leggessi su di una lavagna immaginaria e chi mi sta’ accanto sente le parole che pian piano si formano e prendono vita davanti a me. Ma anche in stato di veglia con la scrittura intuitiva cercando di riportare i messaggi con la massima esattezza e chiarezza.
Il mio channeling e’ psichico o spirituale? Prima psichico, perche’ inizialmente legato alla mente, divinazione, previsioni, sensibilita’ estrema, ma e’ sempre e comunque trasmissione della mente. Poi, con il trascorrere del tempo spirituale, perche’ strettamente legato all’ evoluzione interiore, alla meditazione e raggiunto il silenzio riesco pian piano a “sentire”.
Sono ancora decisamente impreparata davanti a tutto questo, con la massima umilta’ cerco di capire, studiare, formarmi, prepararmi, confrontarmi, insomma, devo cambiare ancora tante cose della mia vita, sono ancora alle prime armi e compio appena i primi passi del mio cammino spirituale.
Per tutti questi motivi, chiedo scusa sin d’ora a chi ha una preparazione in questo campo e riscontra errori nella stesura dei miei pensieri e delle nozioni acquisite, nel caso, sarei lieta di ricevere pareri e consigli.

Vi lascio con un messaggio che il mio spirito guida vuole comunicare a tutte le persone che avranno la bonta’ di leggere:
Gli angeli esistono,
ma non li vediamo,
non possiamo vederli
perche’ non crediamo
abbastanza in noi stessi.
Gli angeli sono fra noi
e ci ascoltano
quando siamo tristi,
non possiamo negare
che siano accanto a noi,
perche’ ogni giorno
loro ascoltano e vedono
cosa succede sulla terra.
Gli angeli ci aiutano
a superare le difficolta’
della vita quotidiana,
ma se noi
non ci affidiamo a loro,
non possiamo avere conforto.
Gli angeli non sono
diffidenti come noi,
ma sono esseri di luce
e vogliono aiutare
le persone della terra
a evolversi spiritualmente.
Giovanna Schirru (Lunarivelata)
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Un momento di raccoglimento interiore questo rito celtico che onora il Dio Lugh, il Dio sole discendente nel prossimo cambio di stagione che prelude all’inverno.
Ora festeggiamo il raccolto e i primi risultati delle nostre azioni intreprese nei mesi precedenti, e ci prepariamo al futuro, coordinati alla natura. La ruota deve rimanere in equilibrio se vogliamo che la vita proceda nel suo fluire, è quindi un momento di grande consapevolezza del ciclo che ci accomuna tutti: vita e morte e conseguente rigenerazione di tutte le cose esistenti. Ora siamo nel momento più fiorente ma anche nel passaggio che porta al suo processo di declino.
Questo stato è visto come una trasformazione, un raggiungimento di qualcosa di più profondo, di più importante. Come il pane che esiste per il sacrificio del grano nato e vissuto fino a essere maturo e splendente per giungere (a donarsi) alle mani del fornaio e da lì essere prezioso (in modo pratico e simbolico) elemento della nostra vita.
Ecco come Lughnasadh è simbolicamente la festa della trasformazione e della rinascita all’interno di un’unica legge naturale.
Tutti i cereali, le erbe, la frutta matura, la verdura e anche noi siamo “maturi” per un nostro raccolto personale. La Grande Madre ci dona i frutti del suo ventre e il Dio che si avvia a compiere l’estremo sacrificio in quanto le giornate cominciano lentamente ad accorciarsi fenomeno contrario rispetto alla festa del Solstizio d’Estate quando invece il Sole regnava sovrano dominando con la sua luce in espansione sulla notte del mondo.
Questo non è certo motivo di tristezza ma il naturale e necessario percorso perchè il cerchio possa continuare a girare mantenendo l’equilibrio necessario al cambiamento. Il nostro compito è di riunirci per raccogliere le abbondanti ricchezze del qui e ora, meditare sul ciclo morte vita e rinascita che è nostro conduttore e festeggiare il seme di Dio che nel grembo della Madre ci fa essere nel momento della massima abbondanza potendo gioire dei frutti di tanto lavoro e tanta paziente consapevolezza della Natura.

Cosa sostiene energeticamente questa festa:
-un profondo benessere psicofisico e una grande carica di energia vitale
-abbondanza e prosperità in ogni settore della vita soprattutto legati al materiale
-serenità e fiducia
-la forza e la determinazione di interrompere relazioni o frequentazioni che non hanno sbocchi o positività
-una grande purificazione e protezione in ogni settore dell’esistenza.
I colori da preferire sono quelli legati a questo momento energetico ovvero giallo e arancio per scegliere candele, tovaglie e tovaglioli, frutta, verdura, spighe mature e pannocchie, aglio e cipolle e ancora per le ciotole con le farine che sono il frutto dei cereali maturi appena macinati. L’incenso puro lo bruceremo su carboncini insieme a petali di girasole e valeriana e propiziatorio sarà mangiare pane impastato con erbe aromatiche (aneto, basilico, timo, erba cipollina) fatto da noi.

Esotericamente esistono delle pratiche purificatorie e propiziatorie:
-bruciare bacche di ginepro o rametti di alloro (o tenerne un pezzetto addosso o nel proprio portafoglio)
-usare della menta nelle insalate e nelle bevande
-rosmarino da tenere addosso o nel portafoglio come amuleto, tiglio nella stessa modalità per proteggersi dai pericoli.
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Ecco alcune ricette veloci e piacevoli per i pranzi estivi in questo periodo di caldo tropicale. anche adatte nelle lunghe giornate in spiaggia al posto di panini, pizzette e altre “pesantezze”. Ottime anche fredde vanno benissimo nella nostra borsa temica. Tanto gusto e una generosa considerazione nei riguardi della salute e del benessere. Ingredienti freschi con un pieno di vitamine e betacarotene (principalmente contenuto in frutta e verdura di colore arancio, giallo e rosso, favorisce la produzione di melanina favorendo l’abbronzatura e proteggendo la pelle dall’invecchiamento precoce).
Insalata di pollo
Ingredienti per 4 persone: 300 g di petto di pollo a fettine, 100 g di insalatina, formaggio emmenthal, carote, sedano, peperoni e olive, maionese, olio, senape, sale e pepe
Grigliare le fettine di pollo e tagliarle a striscioline. Unire l’insalata ben lavata e asciugata, le verdure tagliate a julienne e il formaggio a dadini; condire con emulsione di olio aceto e senape e legare il tutto con maionese. Questa insalata, molto “americana” è un vero “must” del pic-nic da spiaggia e si accompagna molto bene con il pane integrale. Si può realizzare anche sostituendo il pollo con il tacchino.

La panzanella
Ingredienti per 4 persone: 4 fette di pane casalingo (tipo toscano), 2 pomodori, 1 cipolla rossa, 1 cetriolo, 2 coste di sedano, basilico, olio extravergine di oliva, sale, pepe.
Ricetta tipicamente estiva, classica della cucina “povera” toscana: basta un po’ di pane raffermo e verdura di stagione per un piatto fresco e gustoso.
Mettere le fette di pane in una ciotola con acqua fredda e farle ammorbidire per 15 minuti, strizzarle bene con le mani e sbriciolarle in una ciotola.
Tagliare a fettine sottili tutte le verdure e unirle al pane. Mescolare bene per fare insaporire. Alla fine aggiungere olio sale e basilico e mescolare ancora.
Insalata tropicale
Ingredienti per 4 persone: 100 g di gamberetti sgusciati, 1/2 melone, 1 papaia, un avocado, un’arancia, lattuga verde, spinaci freschi, qualche gheriglio di noce, semi di sesamo, limone, sale e pepe.
Sbucciare l’avocado, la papaia e il melone, tagliali a dadini e bagnarli con il succo del limone.
Aggiungere le foglie di spinaci, i gamberetti, i gherigli di noce, i semi di sesamo e l’arancia privata della buccia e tagliata a fettine sottili. Condire a piacere.
Insalata di farro e tonno
Ingredienti per 4 persone: 250 g di farro perlato, 2 cipollotti, 2 pomodori, 50 g di fagioli cannellini, ½ gambo di sedano, prezzemolo, 1 scatoletta di tonno, 1 filetto di acciuga.
Lessare in abbondante acqua salata farro e fagioli separatamente. Scolarli e farli raffreddare, metterli in un’insalatiera con il tonno, il sedano e i cipollotti tritati, i pomodori tagliati a cubetti il filetto d’acciuga sbriciolato. Condire tutto con olio, sale e pepe.
Cous cous vegetariano
Ingredienti per 4 persone: 1 cipolla rossa di Tropea, 2 carote, 1 peperone verde, 1 melanzana, 2 zucchine, 1 pomodoro maturo, sedano, spezie a piacere (cumino, curcuma, paprika, zenzero), cous cous, olio extravergine d’oliva
Tagliare le verdure a pezzettini piuttosto piccoli e farle soffriggere in un’ampia padella antiaderente con tre cucchiai d’olio. Aggiungere le spezie e un bicchiere d’acqua e proseguire la cottura per una decina di minuti.
Nel frattempo preparare il cous cous in una pentola e infine mescolarlo al condimento di verdure.
Farfalle tonno e zucchine
Ingredienti per 4 persone: 350 g di farfalle, 200 g di tonno fresco, 1 spicchio d’aglio, 2 zucchine, 1 limone, olio extravergine di oliva, sale, pepe, menta fresca.
Fate saltare le zucchine tagliate a julienne in una padella antiaderente con l’olio e l’aglio. Dopo pochi minuti aggiungere il tonno fresco tagliato a cubetti e proseguite la cottura per un paio di minuti.
Nel frattempo cuocete la pasta al dente e passatela nella padella del condimento.
Regolate di sale, pepe e olio e guarnite con foglioline di menta fresca. Ottima servita fredda.

benvenutosole.it
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Marcela Lobos è un guaritore appassionato che ha tracciato i passi del guerriero per diventare una donna di medicina seguendo le tradizioni delle Ande e dell’Amazzonia. Ha trasformato le sue ferite in fonti di compassione e di saggezza e questo le ha permesso di ispirare e aiutare gli altri nel riuscire a parlare all’anima e ai mondi sottili.
Fin dalla tenera età comunicava con il mondo dello Spirito attraverso i sogni e nei suoi vent’anni è stata chiamata a collaborare con le machis, le donne medicina della sua terra in Cile. Queste sciamane le hanno insegnato i loro metodi di comunicare con la Terra e gli elementi conducendola nell’ attivazione della sua saggezza.
In gioventù, Marcela è stata un’atleta e ha viaggiato in tutto il Nord e il Sud America praticando sport estremi. Durante questo tempo, ha avuto l’opportunità di esplorare e imparare dalle diverse culture indigene il loro onorare “la via del femminile”.
Più tardi, si è formata con The Four Winds Society diventando un Senior Teacher di questa scuola in tutto il mondo. E ‘membro della Medicina Energy Foundation e lavora con il Dr. Alberto Villoldo, Fondatore e Direttore della The Four Winds Society, insegnante di medicina energetica in America Latina.

Oggi, Marcela ha una profondissima pratica di guarigione sciamanica, viaggia in tutto il Nord America e in Europa l’insegnando la tecnica della Ruota di medicina. Essendo nata sulle Ande conduce spedizioni in quelle zone dove insegna a lavorare con le sciamane di una società matriarcale che detiene ancora la saggezza e la passione della Madre Terra. La sua specialità è portare le persone attraverso i “riti di passaggio” ispirandosi alle tradizioni della medicina indigena, per, assieme favorire la presa di possesso del proprio potere, della propria bellezza nel senso più ampio e della propria saggezza.
Nella sua comunità di Limache e Olmue, V Regione del Cile conduce cerimonie e naturalmente pratica la medicina sciamanica nella sua vita quotidiana con i suoi figli e il marito.
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Capita… Certo che capita e non è per niente piacevole! A volte pur sapendo tutto arrivano giorni neri dove malgrado non ci sia niente di particolarmente “oggettivo” (alle situazioni gravi si reagisce spesso con lucidità, coraggio e una grande dose di energia trovata nelle riserve della sopravvivenza acuta di noi stessi !) sembra che la mente si concentri solo sulle (e sembrano infinite) cose da risolvere, su quello che è in sospeso, sui tanti piccoli intoppi che ogni vita che vive ha. E questo focus pare implacabilmente veritiero: ti fa notare al millimetro tutte le piccolezze della tua vita e ti allontana da far sembrare irraggiungibile da ciò che fino a poco prima era un ragionevole obbiettivo. E dulcis in fundo la fiducia diventa un ghigno che ridicolizza tutto il programma che con impegno ti eri fatto fin’ora.
Chissà come e perché accade (ti interroghi senza capacitarti… ho mangiato qualcosa che ha sballato la chimica del tuo tutto? quadrature planetarie pesanti e complicate di cui non ero a conoscenza ? un momento di stanchezza cosmica o l’esplosione di un dettaglio, una battuta, un sogno, un pensiero del Provocatore Interiore che si è infiltrato e ha coalizzato altri pensieri diventando un’autorità all’interno del tuo sistema in momentanea bassa difesa o in troppo relax?)
Fatto stà che accade e ti senti solo, smarrito e senza vie di uscita. O molto peggio.

Il colmo è che davvero neppure volendo riesci a fare qualcosa per “distrarti” da queste faccende insidiose che trascinano a catena tutto ciò che riescono ad arruolare dentro la tua mente, il tuo stomaco e il tuo cuore.
Qualche anno fa quando un già strepitoso Fabio Marchesi faceva fatica a raccogliere qualche decina di persone ai suoi seminari, (ho partecipato a tre dei suoi indimenticabili week end insieme ai, all’epoca, pochissimi, fortunati iscritti) ci diceva che quando gli arrivano questi black out lui si chiudeva in casa, annullava tutti gli impegni e si prendeva cura di se stesso…facendo il meno possibile. Così evitava anche di portare in giro le sue basse frequenze non “facendo ulteriori guai” a sé stesso e agli altri. Quindi ottimizzava quel tempo per prendersi una pausa anche dal proprio essere. Marchesi oltre a inventare straordinarie soluzioni per utilizzare la Luce (e molti altri brevetti) è scrittore quindi con tempi personali privilegiati rispetto alla media delle persone, però anche i comuni mortali in queste fangose pozze di crisi, qualcosa possono fare per traghettare in modo relativamente indolore questo tempo di fragilità.
Questi momenti arrivano in modo abbastanza inaspettato e se li lasci dilatare più di tanto faranno sicuramente dei danni. Da giorni neri devono essere vissuti come grigio chiaro che si ricoloreranno veloci perché farai in modo di ricaricarti senza “esigerlo”, senza disperarti, senza arrabbiarti, senza niente. Momenti che viaggerai con un filo di gas, comprendendoti e osservandoti senza importi niente. Niente di niente.

Ora devi fermarti per un pò. Anche la mente più eccelsa ha bisogno di una piccola vacanza su tutta la linea, di “uscire” davvero da sé stessa. Poter galleggiare in libertà. Ha diritto e bisogno di sapere che può farlo. Allo stesso tempo sarà un momento in cui ti prenderai cura di te in modo speciale.
Una cosa pratica e immediata è: bere più acqua, ancora meglio acqua solarizzata blu (come insegna la tecnica di Ho-oponopono e al seminario di Verona 2009 il dottor Ihaleakala Hew Len ci ha più volte raccomandato, ovvero berne in quantità). L’acqua lava l’organismo sciogliendo ed eliminando tossine e scorie permettendo migliori connessioni psicofisiche. E’ molto più importante di quanto sembri. Sulle bottiglie di vetro blu lasciate al sole o alla luce di una lampadina a incandescenza per almeno mezz’ora e possibilmente all’ascolto di musica classica (Mozart e Bach per esempio) scrivi o applica etichette con affermazioni positive. Questa energia delle parole e delle intenzioni passerà per risonanza all’acqua e di conseguenza riempirà il tuo organismo di corrispondenti vibrazioni sostituendo quelle che vanno contro il tuo equilibrio e il tuo Potere. E tutto questo aumenterà la tua Bellezza e l’Amore per Te.
Riduci più possibile gli impegni, e comunque sii attivo in modalità ridotta, neutra. Accompagnati come se conducessi un convalescente che ha bisogno di tranquillità per ristabilirsi al meglio. Stai accanto a te, al di “fuori” di te, dentro tornerai appena la forza sarà di nuovo in ogni tua cellula, ora pazienta e abbi comprensione per te.
Non guardare o ascoltare notiziari e altre informazioni che aggiungerebbero elementi di destabilizzazione (questo sarebbe da fare come igiene generale il più spesso possibile). Scegli di divertirti e di non pensare, ideali cartoni animati e film allegri.
Nutriti con alimenti leggeri, meglio ancora pasti a base di frutta e verdura cruda che aumentano l’idratazione e le vitamine e ti aiutano a disintossicare ulteriormente il tuo ambiente fisico.
Elimina qualche oggetto che non ti serve e che non utilizzi da tempo: fatti spazio attorno, l’eccesso di cose e di attrezzi non indispensabili bloccano l’energia utile e ti sovraccaricano ulteriormente di confusione interna.
Datti tre giorni di tregua, tre al massimo e sii consapevole che è una pausa, che il tuo sistema ti ha richiesto una micro vacanza per ripristinare circuiti e poter sentire che può decidere di “stare anche male” e che si prende questo tempo per poter “stare al meglio” in brevissimo tempo. Per poter sperimentare con ancora più potenza la tua Gratitudine e la tua Gioia di esistere.

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E’ uno stato di eccitazione mentale (emozione) e fisico, affiora spontaneo libero di fare il suo percorso indisturbato.
È vita che entra nella nostra mente senza chiedere il permesso e senza per forza tradursi in un atto sessuale vero e proprio.
L’immagine erotica nasce nella corteccia frontale, e si mescola e amplifica con stimoli sensoriali visivi, olfattivi, tattili…
Poi attraverso dei mediatori chimici và ad attivare l’ipotalamo (da cui dipendono le funzioni fondamentali dell’organismo quali il sonno, l’appetito, l’attività sessuale…)
ed il sistema limbico.
Da qui si traduce il messaggio ormonale che investe beneficamente tutta la periferia dell’organismo: il sistema immunitario, il sistema nervoso autonomo vegetativo, (attraverso quest’ultimo, l’onda eccitatoria, ha un influenza benefica stimolando la funzionalità di cuore, reni, polmoni, apparato digerente), in pratica tutte le funzioni vitali del corpo.
Solo il nostro atteggiamento mentale è in grado di filtrare e inibire il nostro eros, oppure di rendere più diretta ed efficace l’azione dei mediatori chimici potenziandolo a nostro favore e contribuendo alla nostra salute su tutti i livelli.
Gli effetti positivi che esercita l’eros sul nostro organismo sono molteplici:
giova al cuore perché dà carica vitale attraverso la produzione di adrenalina e noradrenalina, donando un effetto cardiostimolante ed energetico.
Tiene allenato il cuore che accelera i suoi battiti.
Giova alla circolazione.
Combatte l’insonnia, perché diminuisce l’ansia, favorendo l’assopimento stimolando endorfine che determinano uno stato di serenità.
Stimola le difese immunitarie.
Allunga la vita perché l’erotismo incrementa la dopamina, il neurotrasmettitore che a sua volta stimola l’ossitocina.
Questo ormone aumentando nel plasma durante l’orgasmo ha un effetto benefico, rilassante, per cui combatte lo stress.
Se l’immaginario erotico esce dalla nostra vita o pretende di deciderne tempi e modi, si finisce per bloccare il libero fluire dell’energia, mettendo le basi per l’insorgere delle malattie come:
Obesità, il cibo perde il suo valore
Cellulite, il segno della resa
Cefalea, quando si gioca solo “di testa”
Cardiopatie, quando c’è un eccesso di controllo
Ipertensione, se non si allentano i freni
Perdita di capelli, mai frenare la fantasia.
Le fantasie erotiche vengono definite, come la facoltà della mente di immaginare cose non percepite sensorialmente.
Le fantasie sessuali sono spesso trasgressive e vengono utilizzate come stimolo erotico, oppure per prolungare nel tempo l’eccitazione.
Il valore “terapeutico” delle fantasie erotiche stà nel ruolo liberatorio che esse esercitano sulla psiche dell’individuo.
Sono positive se ne riconosciamo e ne accettiamo il valore strumentale utilizzandolo a scopo eccitatorio.
Qualora si trasformassero in obbiettivi da realizzare “ a tutti i costi” o in idee fisse ci troveremmo di fronte ad una manifestazione patologica.
Attraverso le nostre fantasie sessuali possiamo trarre ottimi spunti, indizi, per comprenderci meglio, per capire quali sono le nostre dinamiche nel relazionarci, oppure prendere consapevolezza dei nostri condizionamenti, delle nostre insicurezze.
Il solo cogliere, osservare come avvengono e attraverso quali fantasie erotiche abbiamo, ci darà un ottimo spunto per vivere in armonia questa rappresentazione così importante dell’Amore.
Inizieremo con il citare le fantasie più ricorrenti.
L’Orgia, in gruppo per sentirsi meno responsabili …
Il rituale orgiastico in antichità costituiva un momento fondamentale di purificazione e rinascita dell’individuo all’interno del gruppo.
Rappresenta un ritorno ad una sessualità più istintiva, più primitiva, dove si trovano regole diverse e su tutte vige quella di soddisfare qualsiasi tipo di desiderio, un mondo fantastico dove tutto è lecito.
Legare
Rivela il desiderio di condurre il gioco.
Attualmente è diventata una fantasia femminile, oggi la donna può permettersi nel quotidiano un ruolo più intraprendente ed attivo, la sua affermazione sociale e culturale ha contribuito a modificare il suo immaginario.
Superdotati
È una fantasia tipo, di una donna mascolina, oppure in una sessualità stanca.
Nell’immaginario erotico femminile quest’uomo appare come quello che presenta tutti i requisiti per stimolare, risvegliare e riattivare fantasie e desideri assopiti.
Le proporzioni mitizzate del suo pene e le leggende sulla sua capacità amatoria fanno di lui un amante desiderabile.
Il colore nero della sua pelle richiama simbolicamente l’incontro con un mondo oscuro, istintuale, proibito.
Il fantasticato incontro con “l’uomo nero” diventa la possibilità immaginaria di amplificare i confini limitati della propria sessualità per viverla in modo più appassionante e completo.

Mercimonio sulle pareti delle terme antiche di Pompei
Prostituta
Il denaro una “scusa” per sentirsi più libera.
L’atto di pagare sembra essere la principale fonte di eccitazione:
con il denaro si costringe una donna a sottoporsi al proprio piacere, l’uomo che paga ha il diritto di pretendere prestazioni sessuali che non osa chiedere alla propria partner ed al tempo stesso può esercitare, anche se per poche ore il completo possesso del corpo della donna.
Se è la donna ad immaginarsi prostituta può permettersi di vestirsi, comportarsi e agire in modo trasgressivo, può cioè permettersi di incontrare le parti di sé più istintive e disinibite che nella realtà quotidiana tende ad allontanare perchè generano in lei dei sensi di colpa.

Posizioni del kamasutra sulle pareti delle terme di Pompei antica
Sesso orale/anale
Un gran bisogno di sentirsi accettato.
Nel primo caso questa fantasia risponde al profondo bisogno di sentirsi accettato e coccolato.
Per quanto riguarda invece il rapporto anale, occorre dire che è una fantasia maschile in cui emerge il tema arcaico dell’animalità del maschio che aggredisce la femmina sottoponendola ad un coito doloroso.
L’erotismo enfatizza l’amore fisico nella letteratura e nell’arte, è come un’estasi….
Oggi forse pur conoscendo molto, l’eros è sempre un po’ bistrattato, confuso e spesso che che se ne dica temuto .
Imparare a vivere e cogliere anche questa diversa visione dell’Amore può farci stare molto meglio, addirittura come abbiamo visto anche in buona salute.
L’Amore per il nostro partner ma, anche l’Amore che abbiamo verso noi stessi acquisisce più colore, magia attraverso l’eros.
L’erotismo è una delle rappresentazione più sublimi dell’Amore, L’Amore è in tutto, l’Amore è Vita .
Gabriella Galbiati
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E’ evidente a qualsiasi serio sociologo, che tutti gli esseri umani condividono gli stessi bisogni, desideri e, in larga misura, anche il medesimo simbolismo, a prescindere dalla razza, dal colore, dal credo o dalla cultura. Ogni essere umano vuole ottenere ciò che possiamo sintetizzare con “Amore, Potere e Armonia”.
L’amore è parte della nostra natura. E’ la sensazione di sentirsi felicemente connessi ad un altro essere umano o l’atto di essere “collegati”. Si tratta di estendere il nostro sé per includere qualcun altro. Non dobbiamo lottare per amore, a meno che non pensiamo di non averlo o di perderlo. Quando gli esseri umani stanno insieme in situazioni libere dalla paura, l’amore è lo stato naturale delle cose. Ho partecipato a tanti raduni in molti paesi diversi dove decine di sconosciuti diventavano affettuosamente Amici solo dopo due o tre giorni che stavano assieme. Quello che stavano facendo o perché si trovassero lì non sembrava avere importanza. La semplice vicinanza stretta e l’assenza di paura produceva amore senza sforzo.
Anche in tempi di pericolo l’amore si manifesta in modo naturale. Quando c’è una catastrofe o un incidente, le persone che non sono bloccate dalla paura, iniziano automaticamente ad aiutare quelli che hanno bisogno di soccorso. Non è necessario che queste persone siano “Maestri” o persone istruite, l’unica conoscenza necessaria è quella che riguarda il come aiutare meglio. Il desiderio di aiutare, che è una forma d’amore, sorge spontaneo. Questa risposta automatica d’amore è così grande che qualcuno sarà addirittura pronto a mettere la propria vita in grande pericolo per aiutare un’altra persona. Noi chiamiamo queste persone “eroi” quando si tuffano senza pensarci nel fiume per salvare qualcuno che sta annegando, o si introducono in un edificio in fiamme per portare fuori un bambino, o una qualsiasi di centinaia di altre cose che la gente fa con totale sprezzo per il pericolo pur di aiutare qualcuno in seria difficoltà. Eppure, quasi mai queste persone pensano a se stessi come a degli eroi. Il più delle volte riferiscono che l’hanno fatto perché era la cosa da fare, o l’ hanno fatto senza pensare. E’ stato un atto spontaneo di amore.

Il dubbio è l’unica cosa che indebolisce la connessione d’amore. Quando una persona dubita dell’esistenza dell’amore, allora quello è il momento in cui nasce la paura e l’amore comincia a morire. La paura interferisce con l’amore, perché è il contrario dell’amore. La paura deriva esattamente dalla sensazione di essere sconnesso, non collegato. Quando l’amore diminuisce, aumenta la paura, e quando la paura diminuisce, aumenta l’amore. Anzi direi di più, quando l’amore diminuisce, aumenta la paura e aumenta anche la necessità e il desiderio dell’amore.
La necessità e il desiderio di amare e di essere amati influenza tutte le nostre azioni e reazioni nella misura in cui sentiamo la mancanza dell’ amore. Oltre che dalla potente forza dell’amore sessuale, siamo spesso guidati anche dalla necessità di approvazione e di riconoscimento (Amore). Molti dei nostri comportamenti sono guidati dalla speranza di ottenere approvazione, o dalla reazione alla disapprovazione. E molte persone sono guidate da una ricerca di un riconoscimento, per quanto piccolo o temporaneo, in particolare quando l’affetto e l’approvazione non sembrano vicini. Grandi azioni a beneficio di tutta la società e anche grandi azioni dannose per tutti, derivano spesso dalla necessità e dal desiderio di riconoscimento. Quando manca il riconoscimento da parte delle persone lo si ricerca forzatamente, cercando il rispetto, forse con l’intenzione di fare qualcosa di utile, oppure con l’obiettivo di ottenere un falso rispetto provocando paura.
Quando la necessità di soddisfare il bisogno e il desiderio di amore di qualsiasi tipo è frustrato ne derivano malattie mentali o fisiche. Questo accade quando la paura che deriva dalla mancanza di amore non ha sbocco. Quando, secondo le proprie convinzioni, non c’è nulla che si possa fare, la paura provoca una chiusura in se stessi, che produce forti tensioni sul corpo e sulla psiche e quindi provoca malesseri o addirittura vere e proprie malattie.
Il potere fa parte della nostra natura. Come l’amore, non dobbiamo lottare per ottenere il potere a meno che non siamo convinti di non averlo. Il “Potere” è di per sé l’atto di essere efficaci. Dal momento del concepimento siamo tutti nella potenzialità di esprimere il nostro potere, di fare tutto ciò che è efficace per la sopravvivenza e per il nostro piacere. Da quel momento, in ogni istante della nostra vita, siamo impegnati a esprimere la nostra potenza, più o meno efficacemente. Fisicamente, i nostri corpi sono impegnati nella manutenzione, riparazione, crescita, apprendimento e ricerca del piacere. Psicologicamente, le nostre menti sono impegnate nel risolvere i problemi, nell’essere creativi, nell’estendere la nostra influenza sul mondo che ci circonda. Siamo sempre potenti, ma per molte ragioni non sempre ce ne rendiamo conto. Quando l’espressione del potere non è efficace, la reazione naturale è quella di cercare una diversa soluzione per un problema o di trovare un altro modo per essere efficace. Gli inventori possono sperimentare migliaia di approcci diversi prima di ottenere dei risultati efficaci nel loro lavoro; le squadre sportive possono provare decine di strategie diverse per vincere contro gli avversari, i politici possono escogitare molti diversi piani economici e sociali per raggiungere i propri fini. Individualmente, le persone sperimentano tecniche di guarigione e approcci diversi, diverse carriere, rapporti diversi e diverse religioni, con l’obiettivo di essere più efficaci nella loro vita.
Ancora una volta, il dubbio è l’unica cosa che indebolisce la naturale espressione del potere.
Quando una persona dubita del suo potere personale, o della sua fonte di potere, allora nasce la rabbia e il potere comincia a sfuggire. Al diminuire della potenza, aumenta la rabbia, e come diminuisce la rabbia, la potenza aumenta. E’ come con l’amore, quando diminuisce il potere, contemporaneamente aumentano la rabbia e la necessità e il desiderio di potere.
La tecnica più utilizzata per cercare di riconquistare il potere, mentre il dubbio e la rabbia sono ancora attivi è il controllo. Molte persone confondono il potere con il controllo, ma il controllo è ciò che le persone usano quando si sentono impotenti. Il controllo attivo è usato per forzare la gente a fare quello che vuoi. E di solito prende la forma di intimidazione o di violenza. Il controllo passivo, detto anche aggressività passiva, si realizza nel cercare di convincere la gente a fare quello che vuoi, intimidendola, ricattandola più o meno palesemente, o facendola sentire in colpa sufficientemente perché faccia quello che vuoi tu. Oltre ad essere un male per le relazioni e oltre ad essere essenzialmente inefficace, il tentativo di controllo provoca molta tensione e bassa vibrazione in colui che tenta di controllare.
Quando il controllo non è possibile, un’altra tecnica utilizzata è a volte quella di commettere atti di vandalismo, che risulta essere più che altro uno sfogo. Un bambino che si sente ferito e impotente può rompere le cose per manifestare la sua la rabbia. Questo funziona raramente per il controllo dei genitori, ma dimostra una reazione, che anche se inefficace dà almeno una piccola soddisfazione. Il bambino pensa: “non posso ottenere ciò che voglio, ma almeno posso rendere qualcuno infelice quanto me”. Si tratta di una sostituzione dell’efficacia molto scarsa, ma si possono comparare i capricci infantili agli atti di vandalismo adolescenziale al terrorismo da adulti. E ognuno di questi atti è naturalmente carico di tensione.
Tuttavia, quando non c’è sbocco per la rabbia e non si riesce a ritornare al proprio potere reale, la rabbia viene diretta verso l’interno di se stessi e il risultato il più delle volte si manifesta ancora nella malattia mentale e fisica.
Infine, c’è l’inclinazione naturale verso l’Armonia. Con armonia intendo l’integrazione reciprocamente vantaggiosa, la collaborazione delle persone con il loro ambiente sociale e naturale. Possiamo vederla più facilmente all’interno dei gruppi tribali isolati, ma esiste anche in molte piccole comunità, quartieri, gruppi, club o associazioni. Possiamo vedere i tentativi di creare armonia tra i singoli governi nazionali e le Nazioni Unite, ma più grande è il gruppo più difficile è la realizzazione dell’armonia. Questo in parte perché più grande è il gruppo più facile è essere impersonali. Cioè, è più facile perdere il senso di connessione e influenza personale. Ma l’armonia coinvolge più della persona ed ha davvero a che fare con il senso della propria “missione” e con lo scopo dell’umanità, é un riconoscimento di interdipendenza con il resto del mondo.

Quando una persona nutre dei dubbi sul fatto di meritare un’interdipendenza o di poterla ottenere e nutre dei dubbi circa il proprio posto nel mondo o il proprio scopo sulla terra, questo dubbio è il seme dell’alienazione. Invece di “io e te o noi e loro insieme” diventa “io contro di te, tu contro di noi contro di loro”. L’alienazione, che spesso include estrema irrequietezza, apatia, confusione, disperazione, fino alla depressione, crea grande tensione interna e, naturalmente, può sfociare nella malattia mentale e/o fisica.
La soluzione per la malattia causata dalla paura è quella di essere più amorevole, quella di dare maggiore riconoscimento agli altri, ma anche a se stessi, maggiore apprezzamento, più ammirazione, tolleranza, misericordia, cura per aiutare sia gli altri che se stessi.
La soluzione per le malattie causate dalla rabbia è quella di aumentare le proprie conoscenze, le proprie abilità e la fiducia in se stessi.
La soluzione per le malattie causate dall’alienazione è quella di cercare prima di tutto un’armonia spirituale più alta e profonda con il proprio essere, e quindi cercare quello spirito in tutte le cose.
Se si vuole una soluzione rapida, bisogna mantenere un sano scetticismo quando è necessario, ma rifiutando di mettere in dubbio il proprio valore, il valore degli altri, e il valore del mondo.
Serge Kahili King
Huna.org
traduzione di Josaya
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Cosa fondamentale è focalizzare il nostro Intento di leggerezza. Questo su tutti i livelli che ci compongono.
Il dialogo interiore è continuo e spietato: togliere, ridurre, levare, ridimensionare sono termini punitivi che possono “inquietare” il nostro Sè.
Facendolo sentire in “ristrettezza” e in difficoltà provocando una reazione magari contraria al nostro progetto.
Ma noi vogliamo alleati al nostro Potere e questo verrà acquisito immettendo lievità in ogni nostra deprogrammazione e conseguente programmazione.
Prendiamoci tempo per noi. NON è vero che non ne abbiamo, quando ragioniamo così sono fondamentalmente scuse per non perfezionare quei cambiaMenti che ci porterebbero ad essere la persona che siamo.
E non c’è bisogno di spazi, attrezzi e chissà quant’altro… Bastano pochi minuti, chiudere gli occhi, respirare e immaginare.
Almeno tre volte al giorno trovare quei pochi minuti dove emanare ed espandere l’immagine dell’esistenza che desideriamo, usando solo la respirazione, la gratitudine e l’amore per noi stessi.
Il respiro è il canale che ci tiene allacciati a questo piano di esistenza e usarlo al meglio per questi nostri momenti ci espande nell’infinito, poichè la pulitura interna che si verifica ottiene anche un cambio di dimensione. E da quel luogo da dove agiremo, un posto assolutamente privato, assolutamente personale ci condurremo con un totale, tenero, comprensivo amore per noi stessi unendo l’immaginazione e partendo per un breve ma Potente viaggio creativo.

Entriamo nel nostro paese delle meraviglie e cominciamo a “muoverci” con la forma ideale che diventerà la condensazione di ogni nostro desiderio. Immaginiamoci esattamente come e dove vogliamo essere. Dedichiamoci al gioco facendo un’ottima regia del nostro (e solo nostro!) film. Ma ne siamo anche l’attrice (o attore) principale e quindi avremo tutti i riflettori su di noi, potendo esprimere tutto il nostro fascino e le nostre capacità. Naturalmente siamo anche il nostro pubblico e godremo dello spettacolo più coinvolgente e carismatico che riusciremo a mettere sullo schermo della nostra mente.
Annulliamo ciò che crediamo di sapere di noi e viviamo questo momento proiettando il Meglio di noi, senza timori, debolezze, incertezze.
Osiamo.
Qui possiamo sperimentare e imparare tutto ciò che riteniamo importante. Questa non è “solo” una fantasia ma un diverso livello di realtà che porterà il suo eco nell’ esistenza di tutti i giorni. E ci porterà in situazioni molto simili e anche superiori a quelle che più riusciremo a rappresentare in modo emotivamente profondo qui, in questo luogo di Potere.
I Kahuna delle Hawaii (sciamani dell’avventura di cultura Huna) agiscono in questa dimensione per portare benefici a se stessi e al mondo plasmando gli eventi e modificando, sempre con la più alta etica ed il massimo rispetto, i piani energetici che compongono questa dimensione.
Sentiamoci liberi di volare leggeri come farfalle, della stessa lievità. Cioè agiamo in sicurezza, sfarfallando senza il razionale, seguiamo l’istino e il profumo dei fiori (ovvero il nostro piacere).
Esprimiamo ogni nostro lato: qui ci siamo solo noi ad applaudire, incitare e a comprendere qualsiasi performance ne venga fuori. E qui possiamo liberamente sperimentare, provare, esercitarci. Qui abbiamo il potere di imparare ad amarci e a crearci come fossimo Madre Natura. Perchè lo siamo. Siamo nel luogo dell’Unità e del nostro Intero Potere. Siamo il Tutto.

Ogni volta che torniamo in questo mondo aggiungiamo sempre un pò più di coinvolgimento e di partecipazione emotiva. Progettiamo questo nostro postonei minimi dettagli. Qui ci ritroveremo con tutte le parti del nostro Sè nel modo più “integro” e perfettamente realizzato come nel migliore dei nostri pensieri.
Curiamo ogni particolare, focalizziamo e godiamone: del nostro atteggiamento, il nostro abbigliamento, il nostro tono di voce, del nostro portamento. E approfittiamo per rilassarci, divertirci, svagarci in questa porzione di infinito.
Giochiamo e portiamo esperienza alla nostra mente che dovrà poi elaborare e fondere queste nuove “applicazioni” per espanderle nel nostro vissuto quotidiano.
Maggiore intensità sentiremo con questa figura affascinante e desiderosa d’essere desiderata (NOI) maggiori connessioni cerebrali si creeranno insieme alle vibrazioni energetiche allineate con l’Universo e maggiore sarà la rapidità con cui esporteremo questa “immaginazione” nella nostra vita. E’ talmente potente questa parola… Immaginazione significa “in me mago agere”, ovvero faccio vivere il mago in me, la mia parte creativa.
Quindi creiamo il Meglio senza darci nè ordini nè precisi punti di arrivo. Per adesso seguiamo l’istinto nel formare l’immagine più corrispondente al nostro “io” più puro. Intanto lasciamolo parlare, lasciamolo agire, lasciamolo Libero.
Libero di volare e raccontarci chi davvero E’ e ciò che davvero vuole. E cominciamo a trovare i punti di contatto tra noi e la splendida figura che sta nascendo davanti (o dentro) ai nostri occhi.
(continua)
Silvia Paola
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La mente in molte faccende tende a condurre in luoghi che non desideriamo. Sembra per certi versi una nemica che travolge ogni nostra buona intenzione e si avvia dove può avere una gratificazione immediata, travolgendo il nostro buon senso e i nostri migliori programmi, lasciandoci deboli e amareggiati testimoni della nostra presunta incapacità di gestirla.
E se questo si somma ad altre prove fallite conferma al nostro Sé che “noi non siamo in grado di condurci con responsabilità ed entusiasmo” e cominciamo a vivere al di sotto dei nostri desideri e delle nostre potenzialità. Una forma fisica attraente e ammirata, innanzitutto da noi stessi, innalza autostima, forza e potere e queste sensazioni attraggono fatti, circostanze persone in allineamento a queste emanazioni.
Il difficile non è arrivare ad un risultato ma mantenere la relazione d’amore con noi stessi rendendoci consci e del dare valore alla forma che ci piace di noi, che è intessuta in una serie di livelli sui quali dobbiamo necessariamente giocare.
Creare ciò che vogliamo esprimere godendone “per sempre”, perdonando la parte che si accontenta rendendosi poi fragile, infelice e insoddisfatta.
Lo so …per esperienza diretta!
Dobbiamo riassestare questa zona ogni giorno per smatellare la programmazione mentale che le ha dato tanta forza e potenza condizionando come un dittatore il nostro vissuto fino ad ora.
La prima cosa da fare è un’approfondimento realistico di ciò che siamo. L’immagine che vogliamo darci di noi deve combaciare con l’Io profondo perchè è da lì che proviene la forza reale per mettere in pratica quello che ci piace.
A volte si hanno sogni o immaginazioni che non nascono dal profondo nostro essere, sono “sottopersonalità” o forse imitazioni di qualcuno che vorremmo essere.
Non ci sono modelli da imitare, eventualmente immagini che ci affascinano e rinforzano a cui ispirarsi, da cui trarre esempio ma la vera alleanza sarà con l’essenza unica e irripetibile che è l’espressione di cui siamo composti.
Indaghiamoci, passiamo del tempo dentro di noi a far emergere la nostra verità più sincera, unica e irripetibile e divertiamoci a migliorarla.

Stabiliamo l’immagine di noi stessi, creiamola in ogni dettaglio, innamoriamocene e riportiamola a noi il più spesso possibile. Comportiamoci come già fossimo quella persona che ci piace tanto. Muoviamoci con la grazia che sappiamo esserle connaturata, usiamo il tono di voce che la rende più gradevole anche alle nostre orecchie, lasciamola esprimere come ci piace possa essere.
Mentre lo facciamo siamo GIA’ quella persona. Sentiamoci fondere con questa figura che non vede l’ora di venire allo scoperto per esprimere la propria migliore personalità. Allineiamoci al nostro Meglio.
Questa essenza deve prendere forza e potere, reale e autonomo. Dobbiamo diventare chi siamo nei nostri migliori pregi e talenti.
Prima mossa: sostituire la parola devo con voglio alternandola a scelgo.
Voglio amarmi con tutta me stessa e scelgo di mettere ME e le mie priorità, con gioia e gratitudine, in cima ai miei pensieri. Nessuno mi distoglierà da quest’intento, neppure io.
Non ci sono scuse per non iniziare ad esprimere all’esterno la nostra vera natura, bellezza compresa, se ne troviamo anche solo una è il momento in cui abbiamo più bisogno di fare il punto della situazione.
L’energia ed il benessere che da il piacersi completamente è impareggiabile, si irradia da dentro a fuori attirando ulterirmente ciò che ci serve per fare di noi il nostro capolavoro creativo.
Una cosa importante da fare: pulizia su tutta la linea. Quindi impietosamente eliminare dalla nostra vita cose, oggetti, la roba inutile, il superfluo che intasa il nostro ambiente e la nostra vita.
Bisogna avere molto coraggio ma la liberazione non sarà solo fisica ma soprattutto psicologica.
La mente per ben funzionare ha bisogno di molto spazio.
Per l’abbigliamento alcune dritte piene di autostima: quello che non si usa almeno da un anno: fuori! I colori sbagliati, i tagli che non valorizzano, tutto quello che non sentiamo “nostro”, tutto quello che è “troppo” comodo e rasenta la trascuratezza, quello che non metteremmo mai se ci fosse qualcuno a cui teniamo.
Facciamo un bel ripulisti e riordiniamo il guardaroba con l’intento di utilizzare solo ciò che ci fa sentire belli, a proprio agio, sicuri.
Anche in casa abituiamoci a usare le cose “belle”, quelle che si acquistano per chissà quali occasioni, mettiamole per noi stessi, ci faranno sentire subito più allineati e potenti.
Le cose peggiori eliminarle definitivamente, quella ancora mettibili un bel sacco (o due o tre come mi è già capitato !) e diamole in pasto ai contenitori sparsi dappertutto che li ricicleranno per chi ne ha più bisogno di noi.
Liberi!
Riguardo i capi che vogliamo tornare a indossare tra qualche chilo vale la stessa regola, solo cose che ci piacciono immensamente e che ci stanno Bene! Ci stimoleranno ad aver pazienza nel viaggio alla ricerca del nostro Io migliore e a prenderci cura di noi.
Quindi anche se abbiamo ridotto all’osso il guardaroba abbiamo tenuto il Meglio. Al prossimo giro di shopping rifletteremo che è meglio un acquisto di qualità che troppa roba non all’altezza della quota su cui abbiamo deciso di volare o che resta inutilizzata per mille altri motivi.
Abituiamoci a questo concetto. Io merito il meglio. Di quello che posso scelgo il meglio e qui rimango in allineamento.
Già questa presa di consapevolezza fa posizionare la mente e la stima di sé stessi in ciò che intendiamo dirci e darci.
Nessuno deve e può farci sentire a disagio o fuori posto: tutto quello che sono, che ho, che uso e che mangio lo scelgo per la qualità e con l’intento di trattarmi Bene.
Non devo certo lamentarmi quando qualcuno non mi tratta bene se non riesco a farlo io per prima.
Questo è un perno essenziale nella gestione di noi, senza questa visione si plana nel pressapochismo che scivola nel lasciarsi andare. E nell’insoddisfazione da compensare magari mangiando troppo…
Quindi ripulisco iniziando dalla parte che voglio: fisica, mentale, ambientale. O meglio tutto assieme.Tenendo fede ai propositi strepitosi che altrimenti rimarrebbero da depennare sulla lista che con tanto impegno abbiamo compilato.
Quindi l’Azione subito a seguito del pensiero. O meglio ancora farli agire appaiati. Subito!
Silvia P
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