Scarica Gratis

Sei Felice in Amore?

Make Up fotografico

Love Gratitude & Joy

♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥



Aggregatore notizie RSS

Clic Sound

Archivi del mese: maggio 2010

E’ evidente a qualsiasi serio sociologo, che tutti gli esseri umani condividono gli stessi bisogni, desideri e, in larga misura, anche il medesimo simbolismo, a prescindere dalla razza, dal colore, dal credo o dalla cultura. Ogni essere umano vuole ottenere ciò che possiamo sintetizzare con  “Amore, Potere e Armonia”.

L’amore è parte della nostra natura. E’ la sensazione di sentirsi felicemente connessi ad un altro essere umano o l’atto di essere “collegati”. Si tratta di estendere il nostro sé per includere qualcun altro. Non dobbiamo lottare per amore, a meno che non pensiamo di non averlo o di perderlo. Quando gli esseri umani stanno insieme in situazioni libere dalla paura, l’amore è lo stato naturale delle cose. Ho partecipato a tanti raduni in molti paesi diversi dove decine di sconosciuti diventavano affettuosamente Amici solo dopo due o tre giorni che stavano assieme. Quello che stavano facendo o perché si trovassero lì non sembrava avere importanza. La semplice vicinanza stretta e l’assenza di paura produceva amore senza sforzo.

Anche in tempi di pericolo l’amore si manifesta in modo naturale. Quando c’è una catastrofe o un incidente, le persone che non sono bloccate dalla paura, iniziano automaticamente ad aiutare quelli che hanno bisogno di soccorso. Non è necessario che queste persone siano “Maestri” o persone istruite, l’unica conoscenza necessaria è quella che riguarda il come aiutare meglio. Il desiderio di aiutare, che è una forma d’amore, sorge spontaneo. Questa risposta automatica d’amore è così grande che qualcuno sarà addirittura pronto a mettere  la propria vita in grande pericolo per aiutare un’altra persona. Noi chiamiamo queste persone “eroi”  quando si tuffano  senza pensarci nel fiume per salvare qualcuno che sta annegando, o si introducono in un edificio in fiamme per portare fuori un bambino, o una qualsiasi di centinaia di altre cose che la gente fa  con totale sprezzo per il pericolo pur di aiutare qualcuno in seria difficoltà. Eppure, quasi mai queste persone pensano a se stessi come a degli eroi. Il più delle volte riferiscono che l’hanno fatto perché era la cosa da fare, o l’ hanno fatto senza pensare. E’ stato un atto spontaneo di amore.

Il dubbio è l’unica cosa che indebolisce la connessione d’amore. Quando una persona dubita dell’esistenza dell’amore, allora quello è il momento in cui nasce la paura e l’amore comincia a morire. La paura interferisce con l’amore, perché è il contrario dell’amore. La paura deriva esattamente dalla sensazione di essere sconnesso, non collegato. Quando l’amore diminuisce, aumenta la paura, e quando la paura diminuisce, aumenta l’amore. Anzi direi di più, quando l’amore diminuisce, aumenta la paura e aumenta anche la necessità e il desiderio dell’amore.

La necessità e il desiderio di amare e di essere amati influenza tutte le nostre azioni e reazioni nella misura in cui sentiamo la mancanza dell’ amore. Oltre che dalla potente forza dell’amore sessuale, siamo spesso guidati anche dalla necessità di approvazione e di riconoscimento (Amore). Molti dei nostri comportamenti sono guidati dalla speranza di ottenere approvazione, o dalla reazione alla disapprovazione. E molte persone sono guidate da una ricerca di un riconoscimento, per quanto piccolo o temporaneo, in particolare quando l’affetto e l’approvazione non sembrano vicini. Grandi azioni a beneficio di tutta la società e anche grandi azioni dannose per tutti, derivano spesso dalla necessità e dal desiderio di riconoscimento. Quando manca il riconoscimento da parte delle persone lo si ricerca forzatamente, cercando il rispetto, forse con l’intenzione di fare qualcosa di utile, oppure con l’obiettivo di ottenere un falso rispetto provocando paura.

Quando la necessità di soddisfare il bisogno e il desiderio di amore di qualsiasi tipo è frustrato ne derivano malattie mentali o fisiche. Questo accade quando la paura che deriva dalla mancanza di amore non ha sbocco. Quando, secondo le proprie convinzioni, non c’è nulla che si possa fare, la paura provoca una chiusura in se stessi, che produce forti tensioni sul corpo e sulla psiche  e quindi provoca malesseri o addirittura vere e proprie malattie.

Il potere fa parte della nostra natura. Come l’amore, non dobbiamo lottare per ottenere il potere a meno che non siamo convinti di non averlo. Il “Potere” è di per sé l’atto di essere efficaci. Dal momento del concepimento siamo tutti nella potenzialità di esprimere il nostro potere, di fare tutto ciò che è efficace per la sopravvivenza e per il nostro piacere. Da quel momento, in ogni istante della nostra vita, siamo impegnati a esprimere la nostra potenza, più o meno efficacemente. Fisicamente, i nostri corpi sono impegnati nella manutenzione, riparazione, crescita, apprendimento e ricerca del piacere. Psicologicamente, le nostre menti sono impegnate nel risolvere i problemi, nell’essere creativi, nell’estendere la nostra influenza sul mondo che ci circonda. Siamo sempre potenti, ma per molte ragioni non sempre ce ne rendiamo conto. Quando l’espressione del potere non è efficace, la reazione naturale è quella di cercare una diversa soluzione per un problema o di trovare un altro modo per essere efficace. Gli inventori possono sperimentare migliaia di approcci diversi prima di ottenere dei risultati efficaci nel loro lavoro; le squadre sportive possono provare decine di strategie diverse per vincere contro gli avversari, i politici possono escogitare molti diversi piani economici e sociali per raggiungere i propri fini. Individualmente, le persone sperimentano tecniche di guarigione e approcci diversi, diverse carriere, rapporti diversi e diverse religioni, con l’obiettivo di essere più efficaci nella loro vita.

Ancora una volta, il dubbio è l’unica cosa che indebolisce la naturale espressione del potere.

Quando una persona dubita del suo potere personale, o della sua fonte di potere, allora nasce la rabbia e il potere comincia a sfuggire. Al diminuire della potenza, aumenta la rabbia, e come diminuisce la rabbia, la potenza aumenta. E’ come con l’amore, quando diminuisce il potere, contemporaneamente aumentano la rabbia e la necessità e il desiderio di potere.

La tecnica più utilizzata per cercare di riconquistare il potere, mentre il dubbio e la rabbia sono ancora attivi è il controllo. Molte persone confondono il potere con il controllo, ma il controllo è ciò che le persone usano quando si sentono impotenti. Il controllo attivo è usato per forzare la gente a fare quello che vuoi. E di solito prende la forma di intimidazione o di violenza. Il controllo passivo, detto anche aggressività passiva, si realizza nel cercare di convincere la gente a fare quello che vuoi, intimidendola, ricattandola più o meno palesemente, o facendola sentire in colpa sufficientemente perché faccia quello che vuoi tu. Oltre ad essere un male per le relazioni e oltre ad essere essenzialmente inefficace, il tentativo di controllo provoca molta tensione e bassa vibrazione in colui che tenta di controllare.

Quando il controllo non è possibile, un’altra tecnica utilizzata è a volte quella di commettere  atti di vandalismo, che risulta essere più che altro uno sfogo. Un bambino che si sente ferito e impotente può rompere le cose per manifestare la sua la rabbia. Questo funziona raramente per il controllo dei genitori, ma dimostra una reazione, che anche se inefficace dà almeno una piccola soddisfazione. Il bambino pensa: “non posso ottenere ciò che voglio, ma almeno posso rendere qualcuno infelice quanto me”. Si tratta di una  sostituzione dell’efficacia molto scarsa, ma si possono comparare i capricci infantili agli atti di vandalismo adolescenziale al terrorismo da adulti. E ognuno di questi atti è naturalmente carico di tensione.

Tuttavia, quando non c’è sbocco per la rabbia e non si riesce a ritornare al proprio potere reale, la rabbia viene diretta verso l’interno  di se stessi e il risultato il più delle volte si manifesta ancora nella malattia mentale e fisica.

Infine, c’è l’inclinazione naturale verso l’Armonia. Con armonia intendo l’integrazione reciprocamente vantaggiosa, la collaborazione delle persone con il loro ambiente sociale e naturale. Possiamo vederla più facilmente all’interno dei gruppi tribali isolati, ma esiste anche in molte piccole comunità, quartieri, gruppi, club o associazioni. Possiamo vedere i tentativi di creare armonia tra i singoli governi nazionali e le Nazioni Unite, ma più grande è il gruppo più difficile è la realizzazione dell’armonia. Questo in parte perché più grande è il gruppo più facile è essere impersonali. Cioè, è più facile perdere il senso di connessione e influenza personale. Ma l’armonia coinvolge più della persona ed ha davvero a che fare con il senso della propria “missione” e con lo scopo dell’umanità, é un riconoscimento di interdipendenza con il resto del mondo.

Quando una persona nutre dei dubbi sul fatto di meritare un’interdipendenza o di poterla ottenere e nutre dei dubbi circa il proprio posto nel mondo o il proprio scopo sulla terra, questo  dubbio è il seme dell’alienazione. Invece di “io e te o noi e loro insieme” diventa “io contro di te, tu contro di noi contro di loro”. L’alienazione, che spesso include estrema irrequietezza, apatia, confusione, disperazione, fino alla depressione, crea grande tensione interna e, naturalmente, può sfociare nella malattia mentale e/o fisica.

La soluzione per la malattia causata dalla paura è  quella di essere più amorevole, quella di dare  maggiore riconoscimento agli altri, ma anche a se stessi, maggiore apprezzamento, più ammirazione, tolleranza, misericordia, cura per aiutare sia gli altri che se stessi.

La soluzione per le malattie causate dalla rabbia è quella di aumentare le proprie conoscenze, le proprie abilità e la fiducia in se stessi.

La soluzione per le malattie causate dall’alienazione è quella di cercare prima di tutto un’armonia spirituale più alta e profonda con il proprio essere, e quindi cercare quello spirito in tutte le cose.

Se si vuole una soluzione rapida, bisogna mantenere un sano scetticismo quando è necessario, ma rifiutando di mettere in dubbio il proprio valore, il valore degli altri, e il valore del mondo.

Serge Kahili King

Huna.org

traduzione di Josaya

Cosa fondamentale è  focalizzare il nostro Intento di leggerezza. Questo su tutti i livelli che ci compongono.

Il dialogo interiore è continuo e spietato: togliere, ridurre, levare, ridimensionare sono termini punitivi che possono “inquietare” il nostro Sè.
Facendolo sentire in “ristrettezza” e in difficoltà provocando una reazione magari contraria al nostro progetto.
Ma noi vogliamo alleati al nostro Potere e questo verrà acquisito immettendo lievità in ogni nostra deprogrammazione e conseguente programmazione.

Prendiamoci tempo per noi. NON è vero che non ne abbiamo, quando ragioniamo così sono fondamentalmente scuse per non perfezionare quei cambiaMenti che ci porterebbero ad essere la persona che siamo.
E non c’è bisogno di spazi, attrezzi e chissà quant’altro…  Bastano pochi minuti, chiudere gli occhi, respirare e immaginare.

Almeno tre volte al giorno trovare quei pochi minuti dove emanare ed espandere l’immagine dell’esistenza che desideriamo, usando solo la respirazione, la gratitudine e l’amore per noi stessi.

Il respiro è il canale che ci tiene allacciati a questo piano di esistenza e usarlo al meglio per questi nostri momenti ci espande nell’infinito, poichè la pulitura interna che si verifica ottiene anche un cambio di dimensione. E da quel luogo da dove agiremo, un posto assolutamente privato, assolutamente personale ci condurremo con un totale, tenero, comprensivo amore per noi stessi unendo l’immaginazione e partendo per un breve ma Potente viaggio creativo.

Entriamo nel nostro paese delle meraviglie e cominciamo a “muoverci” con la forma ideale che diventerà la condensazione di ogni nostro desiderio. Immaginiamoci esattamente come e dove vogliamo essere. Dedichiamoci al gioco facendo un’ottima regia del nostro (e solo nostro!) film. Ma ne siamo anche l’attrice (o attore) principale e quindi avremo tutti i riflettori su di noi, potendo esprimere tutto il nostro fascino e le nostre capacità. Naturalmente siamo anche il nostro pubblico e godremo dello spettacolo più coinvolgente e carismatico che riusciremo a mettere sullo schermo della nostra mente.

Annulliamo ciò che crediamo di sapere di noi e viviamo questo momento proiettando il Meglio di noi, senza timori, debolezze, incertezze.

Osiamo.

Qui possiamo sperimentare e imparare tutto ciò che riteniamo importante. Questa non è “solo” una fantasia ma un diverso livello di realtà che porterà il suo eco nell’ esistenza di tutti i giorni. E ci porterà in situazioni molto simili e anche superiori a quelle che più riusciremo a rappresentare in modo emotivamente profondo qui, in questo luogo di Potere.
I Kahuna delle Hawaii (sciamani dell’avventura di cultura Huna) agiscono in questa dimensione per portare benefici a se stessi e al mondo plasmando gli eventi e modificando, sempre con la più alta etica ed il massimo rispetto, i piani energetici che compongono questa dimensione.

Sentiamoci liberi di volare leggeri come farfalle, della stessa lievità. Cioè agiamo in sicurezza, sfarfallando senza il razionale, seguiamo l’istino e il profumo dei fiori (ovvero il nostro piacere).
Esprimiamo ogni nostro lato: qui ci siamo solo noi ad applaudire, incitare e a comprendere qualsiasi performance ne venga fuori. E qui possiamo liberamente sperimentare, provare, esercitarci. Qui abbiamo il potere di imparare ad amarci e a crearci come fossimo Madre Natura. Perchè lo siamo. Siamo nel luogo dell’Unità e del nostro Intero Potere. Siamo il Tutto.


Ogni volta che torniamo in questo mondo aggiungiamo sempre un pò più di coinvolgimento e di partecipazione emotiva. Progettiamo questo nostro postonei minimi dettagli. Qui ci ritroveremo con tutte le parti del nostro Sè nel modo più “integro” e perfettamente realizzato come nel migliore dei nostri pensieri.

Curiamo ogni particolare, focalizziamo e godiamone: del nostro atteggiamento, il nostro abbigliamento, il nostro tono di voce, del nostro portamento. E approfittiamo per rilassarci, divertirci, svagarci in questa porzione di infinito.

Giochiamo e portiamo esperienza alla nostra mente che dovrà poi elaborare e fondere queste nuove “applicazioni” per espanderle nel nostro vissuto quotidiano.

Maggiore intensità sentiremo con questa figura affascinante e desiderosa d’essere desiderata (NOI) maggiori connessioni cerebrali si creeranno insieme alle vibrazioni energetiche allineate con l’Universo e maggiore sarà la rapidità con cui esporteremo questa “immaginazione” nella nostra vita. E’ talmente potente questa parola… Immaginazione significa “in me mago agere”, ovvero faccio vivere il mago in me, la mia parte creativa.
Quindi creiamo il Meglio senza darci nè ordini nè precisi punti di arrivo. Per adesso seguiamo l’istinto nel formare l’immagine più corrispondente al nostro “io” più puro. Intanto lasciamolo parlare, lasciamolo agire, lasciamolo Libero.

Libero di volare e raccontarci chi davvero E’ e ciò che davvero vuole. E cominciamo a trovare i punti di contatto tra noi e la splendida figura che sta nascendo davanti (o dentro) ai nostri occhi.

(continua)

Silvia Paola

La mente in molte faccende tende a condurre in luoghi che non desideriamo. Sembra per certi versi una nemica che travolge ogni nostra buona intenzione e si avvia dove può avere una gratificazione immediata, travolgendo il nostro buon senso e i nostri migliori programmi, lasciandoci deboli e amareggiati testimoni della nostra presunta incapacità di gestirla.

E se questo si somma ad altre prove fallite conferma al nostro Sé che “noi non siamo in grado di condurci con responsabilità ed entusiasmo” e cominciamo a vivere al di sotto dei nostri desideri e delle nostre potenzialità. Una forma fisica attraente e ammirata, innanzitutto da noi stessi, innalza autostima, forza e potere e queste sensazioni attraggono fatti, circostanze persone in allineamento a queste emanazioni.

Il difficile non è arrivare ad un risultato ma mantenere la relazione d’amore con noi stessi rendendoci consci e del dare valore alla forma che ci piace di noi, che è intessuta in una serie di livelli sui quali dobbiamo necessariamente giocare.
Creare ciò che vogliamo esprimere godendone “per sempre”, perdonando la parte che si accontenta rendendosi poi fragile, infelice e insoddisfatta.

Lo so …per esperienza diretta!

Dobbiamo riassestare questa zona ogni giorno per smatellare la programmazione mentale che le ha dato tanta forza e potenza condizionando come un dittatore il nostro vissuto fino ad ora.

La prima cosa da fare è un’approfondimento realistico di ciò che siamo. L’immagine che vogliamo darci di noi deve combaciare con l’Io profondo perchè è da lì che proviene la forza reale per mettere in pratica quello che ci piace.

A volte si hanno sogni o immaginazioni che non nascono dal profondo nostro essere, sono “sottopersonalità” o forse imitazioni di qualcuno che vorremmo essere.
Non ci sono modelli da imitare, eventualmente immagini che ci affascinano e rinforzano a cui ispirarsi, da cui trarre esempio ma la vera alleanza sarà con l’essenza unica e irripetibile che è l’espressione di cui siamo composti.
Indaghiamoci, passiamo del tempo dentro di noi a far emergere la nostra verità più sincera, unica e irripetibile e divertiamoci a migliorarla.

Stabiliamo l’immagine di noi stessi, creiamola in ogni dettaglio, innamoriamocene e riportiamola a noi il più spesso possibile. Comportiamoci come già fossimo quella persona che ci piace tanto. Muoviamoci con la grazia che sappiamo esserle connaturata, usiamo il tono di voce che la rende più gradevole anche alle nostre orecchie, lasciamola esprimere come ci piace possa essere.

Mentre lo facciamo siamo GIA’ quella persona. Sentiamoci fondere con questa figura che non vede l’ora di venire allo scoperto per esprimere la propria migliore personalità. Allineiamoci al nostro Meglio.

Questa essenza deve prendere forza e potere, reale e autonomo. Dobbiamo diventare chi siamo nei nostri migliori pregi e talenti.

Prima mossa: sostituire la parola devo con voglio alternandola a scelgo.

Voglio amarmi con tutta me stessa e scelgo di mettere ME e le mie priorità, con gioia e gratitudine, in cima ai miei pensieri. Nessuno mi distoglierà da quest’intento, neppure io.

Non ci sono scuse per non iniziare ad esprimere all’esterno la nostra vera natura, bellezza compresa, se ne troviamo anche solo una è il momento in cui abbiamo più bisogno di fare il punto della situazione.

L’energia ed il benessere che da il piacersi completamente è impareggiabile, si irradia da dentro a fuori attirando ulterirmente ciò che ci serve per fare di noi il nostro capolavoro creativo.

Una cosa importante da fare: pulizia su tutta la linea. Quindi impietosamente eliminare dalla nostra vita cose, oggetti, la roba inutile, il superfluo che intasa il nostro ambiente e la nostra vita.

Bisogna avere molto coraggio ma la liberazione non sarà solo fisica ma soprattutto psicologica.

La mente per ben funzionare ha bisogno di molto spazio.

Per l’abbigliamento alcune dritte piene di autostima: quello che non si usa almeno da un anno: fuori! I colori sbagliati, i tagli che non valorizzano, tutto quello che non sentiamo “nostro”, tutto quello che è “troppo” comodo e rasenta la trascuratezza, quello che non metteremmo mai se ci fosse qualcuno a cui teniamo.

Facciamo un bel ripulisti e riordiniamo il guardaroba con l’intento di utilizzare solo ciò che ci fa sentire belli, a proprio agio, sicuri.

Anche in casa abituiamoci a usare le cose “belle”, quelle che si acquistano per chissà quali occasioni, mettiamole per noi stessi, ci faranno sentire subito più allineati e potenti.

Le cose peggiori eliminarle definitivamente, quella ancora mettibili un bel sacco (o due o tre come mi è già capitato !) e diamole in pasto ai contenitori sparsi dappertutto che li ricicleranno per chi ne ha più bisogno di noi.
Liberi!

Riguardo i capi che vogliamo tornare a indossare tra qualche chilo vale la stessa regola, solo cose che ci piacciono immensamente e che ci stanno Bene! Ci stimoleranno ad aver pazienza nel viaggio alla ricerca del nostro Io migliore e a prenderci cura di noi.

Quindi anche se abbiamo ridotto all’osso il guardaroba abbiamo tenuto il Meglio. Al prossimo giro di shopping rifletteremo che è meglio un acquisto di qualità che troppa roba non all’altezza della quota su cui abbiamo deciso di volare o che resta inutilizzata per mille altri motivi.

Abituiamoci a questo concetto. Io merito il meglio. Di quello che posso scelgo il meglio e qui rimango in allineamento.

Già questa presa di consapevolezza fa posizionare la mente e la stima di sé stessi in ciò che intendiamo dirci e darci.

Nessuno deve e può  farci sentire a disagio o fuori posto: tutto quello che sono, che ho, che uso e che mangio lo scelgo per la qualità e con l’intento di trattarmi Bene.
Non devo certo lamentarmi quando qualcuno non mi tratta bene se non riesco a farlo io per prima.

Questo è un perno essenziale nella gestione di noi, senza questa visione si plana nel pressapochismo che scivola nel lasciarsi andare. E nell’insoddisfazione da compensare magari mangiando troppo…

Quindi ripulisco iniziando dalla parte che voglio: fisica, mentale, ambientale. O meglio tutto assieme.Tenendo fede ai propositi strepitosi che altrimenti rimarrebbero da depennare sulla lista che con tanto impegno abbiamo compilato.

Quindi l’Azione subito a seguito del pensiero. O meglio ancora farli agire appaiati. Subito!

Silvia P

Bella è bella Chiara Grandin senza alcun dubbio. Ma che sia anche così avvolgente, dolce e autorevole è una gran bella sensazione! Il suo nome è veramente azzeccato e io resto dell’idea che la bellezza è un qualcosa che si irradia nei vari strati del tutto, persone comprese: come Trismegisto docet “Come sopra così sotto, come sotto così sopra”.

Ne ho già parlato tempo fa sull’altro mio blog cerchiamo.net con Chiara ho trascorso una bellissima giornata a Milano la primavera scorsa partecipando ad un corso organizzato con il suo compagno Alessandro Saramin e gli altri componenti di Modelli di Pensiero il gruppo con cui collaborano.

Chiara è specializzata nell’universo dell’amore e della relazione di coppia su cui propone corsi e consulenze a riguardo. Potete seguirla nel suo blog chiaragrandin.com

“Raccontare la mia storia è un pretesto per raccontare che quando ci permettiamo di vivere pienamente le emozioni che proviamo, e continuiamo a credere in noi stessi, anche nei momenti difficili, accadono delle cose meravigliose. Io li chiamo i miracoli della vita quotidiana.”

“Una sacca da viaggio e un paio di ciabatte infradito. Una gonna rossa, ampia, da gitana. Una ragazza che si precipita in aeroporto e vola a Madrid inseguendo un ideale. E che in quella stessa città, piena di luce e di colori, conosce il buio dello sconforto e della solitudine, ma proprio allora impara a risollevarsi e diventa più forte. Chiara offre il resoconto di un viaggio in cui le calles madrilene si intrecciano con le corse in metropolitana, con storie d’amore e d’amicizia, e poi con la voglia di crescere, di conoscere, di sperimentare. Un viaggio che diviene, inevitabilmente, scoperta di sé e delle proprie inclinazioni naturali, esperienza unica di un carattere che si va formando, mentre lo sguardo sul mondo si fa più limpido e consapevole.”
Il libro è in VENDITA on-line. Per ACQUISTARLO fai click QUI

Hoseki Maria Vannini, Amica che sicuramente proviene da essenze di altre vite, e come ci siamo conosciute ed amate lo conferma,  ha scritto questo articolo che condivido in ogni senso. e come le ho risposto mi associo totalmente.

Da questo ulteriori riflessioni e ricerca. Le radici delle parole insegnano molto su di noi e sulla realtà che crediamo a volte vera verità.  Riscoprendo con fantasia magici percorsi dobbiamo, il più spesso possibile, riscrivere la nostra vita e la nostra storia con più Immaginazione ed Entusiasmo.

Immaginazione significa “In me mago agere”, ovvero faccio vivere il mago in me, la mia parte creativa.
Riguardo la definizione di Entusiasmo, copioincollo da wikipedia: deriva dal greco antico enthusiasmòs, formato da en (in) con theos (dio). Letteralmente si potrebbe tradurre con “con Dio dentro di sé”, o “indiamento”, “invasamento divino”.

La verità felice è piena di entusiastica immaginazione: creando la mia verità io creo la mia realtà!

E buffo è che l’etimologia di Verità sia infinita, non c’è una definizione precisa e univoca.
E’senza confini, senza definizioni: una, nessuna, centomila.

“Non se può più di sentir parlare sempre e solo della verità e della sua ineffabile perfezione ! Tutti inseguono, da secoli, la VERITA’, tutti la cercano a prezzo di incredibili sacrifici…Eppure, la verità, in qualunque contesto e nel migliore dei casi, fa male! Sempre!

Da tempo immemorabile, ogni essere umano si è prefisso il nobile scopo di raggiungere questa “mai vista Signora”, non ha mai provato seriamente a raggiungere la felicità, la ricchezza, la gioia, ma la verità..Per farne cosa?

E, quale verità, la mia, la tua, quella su Dio, sulla Natura, sull’Essere, sulla politica, sulla religione, sul vicino di casa, sul significato di un’opera d’arte ?
La verità si nasconde dappertutto e tutti, ad un certo punto, proclamano la loro verità e spesso questa fa spargere sangue innocente !
Questa incessante e, a mio parere, inutile ricerca produce discussioni interminabili, odi,separazioni…E, poi, ammesso che la si trovi, o si creda d’averla trovata, quanto è difficile spiegarla …

Io amo la bugia, la bugia lieve, la dolce bugia …La bugia che consola, che nasconde o corregge le pecche di ognuno di noi, i difetti, le brutture; la bugia che rimodella la realtà che dispiace, che cela il dolore o lo presenta nel modo meno invasivo…

La bugia che protegge, che fa discutere, ma non divide, bensì tenta di riunire, di calmare, di risolvere..
Eppure, provate a definirvi bugiardi e vedrete che coro di insulti, proteste o sorrisini ironici vi faranno eco. Perchè nessuno ha mai intuito il potere pacificatore della bugia, il suo voler aggiustare ciò che non va, accontentare, placare gli animi? La bugia, è vero, deforma, spesso, la realtà, ma a fin di bene, la verità la mostra in tutta la sua crudeltà!

Se imparassimo ad usare correttamente la bugie quante piccoli e grandi eventi potrebbero essere vissuti in modo più costruttivo e divertente ..

Se rimodellassimo una circostanza di vita a nostro piacimento, se pensassimo ad una faccenda in una prospetiva più aderente ai nostri desideri non saremmo più felici? E, se è vero, che la nostra mente, come da più autorevoli fonti viene spiegato, non distingue un fatto reale da uno immaginario e vive entrambe la circostanze alla stessa maniera e con le stesse emozioni, non è più sensato cominciare a “prenderci in giro”e a riscriverci la nostra storia e la nostra verità?

Neville Goddard narra la parabola dell’ingiusto maggiordomo( LA FACOLTA’ CREATIVA DELL’IMMAGINAZIONE , pg 38 e sgg. ) per chiarire come un accadimento reale rivissuto nella nostra immaginazione e dunque nella nostra vita, possa cambiare, adattarsi al nostro sentire, ai nostri desideri se”giustamente” falsificato.
E,quindi qualunque evento negativo si può trasformare, grazie ad una menzogna!!
Una vicenda sgradevole può diventare in un’esperienza aderente ai nostri bisogni se impariamo ad usare la nostra fantasia per cambiare il brutto di una cosa in bello…

E’ proprio tanto difficile fare questo tentativo ? Dimenticare per un istante la tirannia della verita’ e provare a mentirci, a mentire? Se questo può essere il modo per addomesticare una nostra esperienza di vita e sgravarla dal dolore che comporta perchè non farlo? Che c’è di male nel perseguire la felicità anche a costo di una bugia?”


Hoseki Maria Vannini

Facebook profile

La categoria del cliente meno amata dai commercianti e quella che, qualsiasi cifra spenda, chiede lo sconto. Ci sono persone che hanno un automatismo che le porta a basare i propri acquisti dove possano pensare, oltre che gratificarsi con un piacevole acquisto, di poter fare anche un “affare”.

Che sia la spesa al super (che fanno solo supportata dalle montagne di depliant che intasano ogni cassetta della posta dei paesi civilizzati gridando offerte e 3 X 2) o magari per il jeans ricoperto di strass a cui fanno la voglia,  così conducono la loro vita e la loro carta di credito alla ricerca implacabile del “buono sconto”.

E a volte, soprattutto nell’abbigliamento sono doppioni, triploni o più, di cose che intasano armadi e guardaroba ma tale è la frenesia di avere a che fare con qualcosa che sembra un’occasione che accumulano strati di vestiario ed accessori senza neanche riuscire ad utilizzare tutto, anzi magari sbarazzandosene ancora con l’etichetta dopo qualche anno di stallo, per intasamento dello spazio vitale ma col cuore pacificato dall’aver fatto un affare mentre lo stavano acquistando.

Non che non ci siano cose in cui il contrattare è quasi d’obbligo: voler diventare proprietari di un appartamento, visto i capitali che ci vogliono per poterci riuscire ha insito un sistema di contrattazione che è diventato la norma e giusto è che la concessionaria che fa il contratto migliore sia la vincitrice e ci possa vedere felici clienti di un’automobile nuova presso di loro.

Il problema diventa (per alcuni quasi una mania) quando tutto passa attraverso l’insana passione della formula “mi fa lo sconto?” sviluppando un’abitudine conclamata e costante. Si diventa quegli (inconsapevoli ahimè) clienti che si trascinano questa nomina sgradevole da un negozio all’altro, i cui esercenti fanno passa parola con i colleghi e che sanno benissimo che alla conclusione della vendita l’agghiacciante domanda farà la sua comparsa.

Ognuno deve e può vederla come gli pare ma io credo che chiedere sempre e comunque una riduzione su quello che si vorrebbe avere o peggio basare la propria decisione di acquisto sulle offerte speciali non è una cosa corretta. Innanzi tutto nei confronti di sé stessi.

La valutazione che scelgo di fare nei miei confronti è che quando mi piace una cosa decido se o non posso “permettermela” in questo momento. Se “non posso” la metto nella lista dei desideri da esaudire.
E lo vivo con un’estrema dignità, centratura e la signorile visione del mio Io che conseguentemente mi sorride con soddisfazione.

Non che mi diverta a buttarli via (i soldini) ma mi voglio considerare una persona Speciale che sceglie il Meglio perchè mi piace e perchè posso farlo, sennò lo rimando a quando potrò se l’oggetto in questione mi piacerà ancora. Mi vieto di essere una persona che si da il valore di un’offerta speciale. E’ una visione che detesto, che non apprezzo in nessuno.

La parte attiva più divertente ed interessante è che ho imparato a come focalizzare l’energia della mia mente sull’allineamento e a chiedere all’Universo.

Chiedere quella cosa ed essere certa che arriverà, se davvero mi piace e la voglio troverò la strada per far sì che appaia nella mia realtà, facendo tutti contenti: me e chi tramite il suo lavoro può felicemente vendermela inondandomi di genuina gratitudine e soddisfazione che poi si rifletterà in tutti gli ambiti della mia vita, spianandomi ancor più rapidamente la strada alla realizzazione dei miei desideri.


Questo atteggiamento è anche portare rispetto a chi lavora e alla valutazione di ciò che offre senza mettere nella condizione di frustrazione dal continuo tentativo di mercanteggiare che molti clienti impongono (senza contare il sacrosanto profitto che ne deve avere l’esercente – anche lui paga le tasse, magari l’affitto della sua attività, passa la vita in orari infiniti e faccende di doveri e commercialisti, cercando di lavorare col sorriso, gentilezza e pazienza come dovrebbe essere il venditore etico e professionale).
O che ha voglia e diritto di farsi magari delle belle vacanze, per ritemprarsi e poter vivere con soddisfazione, con l’ingresso economico che ha scelto come sua professione di negoziante, di cui parte sono gli “spicci” che clienti maldestri ritengono un giusto “diritto” tenersi mercanteggiando allo sconto. Ogni cliente, ogni giorno, tutti i mesi, tutto l’anno fanno in totale una montagnetta di soldi che il commerciante per non dispiacere o per convenzione in un certo senso costrittiva non incassa.

Un’amica che ha un bellissimo negozio di abbigliamento, (tra l’altro alle clienti fisse e alle amiche offre un trattamento di “favore”) una sera dopo cena raccontando episodi su quelli che di chiedere lo sconto ne hanno fatto una professione:
“non sono arrabbiata è che faccio una grande fatica a mantenere una linea di comportamento e nessuno si sogna quante grane personali, lavorative  e burocratiche col sorriso devo affrontare ogni giorno ed è logico che cerco sempre di accontentare il cliente, a volte sono la prima io a fare lo sconto se capisco che mi facilita la vendita, ma trovo davero poco rispettoso chiederlo. Anche da Armani funziona così? O chesso’ dal medico privato? E allora perchè da me sì?”

Una cosa molto importante da imparare nei confronti di se stessi, e conseguentemente anche verso le altre persone (essendo tutti Uno) è: avere il massimo rispetto. Usare lo stesso metro che ci piacerebbe “gli altri” usassero con noi, la stessa sensibilità, la stessa comprensione.
Valutando tutte quelle cose che a volte non sembrano importanti ma se le facessero a noi ne rimarremmo davvero amareggiati.

Seconda cosa, fidarsi ed usare il Potere che abbiamo di indirizzare le nostre energie per ottenere ciò che davvero vogliamo in modo certo e veloce. E crederci davvero. Creando e facendo felice tutto il creato. Funziona!

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare l'articolo anche qui, gli articoli precedenti qui.

Il 20 maggio al ristorante Felix di Milano Marittima Balò organizza una serata per raccogliere fondi utili a far sì che gli attuali 75 bimbi da loro sostenuti possano avere un’attenzione sicura, concreta e costante.

Gli eventi organizzati dall’Associazione ideata dall’avvocato Elisabetta Ravaioli sono sempre deliziosi magici momenti in location particolari che consentono di fare del Bene trascorrendo Bene davvero anche il proprio prezioso tempo!

Mentre mangeremo delizioso finger food e Berlucchi come sponsor della serata ci farà bere ghiacciate bollicine, sarà presentata la collezione Elipervoi.


I proventi, come sempre, saranno destinati interamente ai bambini di Calcutta dove Elisabetta si reca più volte all’anno per coordinarne personalmente i programmi e l’organizzazione.

Io ci sarò con molti altri amici, Vi aspettiamo numerosi dalle 19,30 !

info e prenotazioni scrivetemi: silviapaolamussinichiocciolagmail.com o direttamente a Balò 347 240 46 11

josaya.com con Balò

Su CerchiAmo.net il particolare cena-party Balò organizzato al Museo della Marineria di Cesenatico novembre 2009.

AMORE da conquistare e con cui stare