Scarica Gratis

Sei Felice in Amore?

Make Up fotografico

Love Gratitude & Joy

♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥



Aggregatore notizie RSS

Clic Sound

Archivi del mese: settembre 2010

Come è possibile che a tutto ci sia un limite? Hai mai sentito dire questa espressione: “A tutto c’è un limite!” Allora se il tutto ha un limite non è il Tutto.


L’uomo utilizza delle frasi già fatte per comunicare con gli altri e quasi è convinto che siano farina del proprio sacco. Ma non proviene da lui ciò che dice: è stata l’influenza dell’educazione ricevuta: i genitori, gli insegnanti, gli amici…

Questo Tutto con dei limiti : se vengono identificati dei limiti significa  che possono essere superati solo per il semplice fatto che siano manifesti. Così l’Essere coraggioso cerca e trova il modo per andare avanti, per scavalcare qualsiasi ostacolo/limite.

Chi invece che coraggio non ha acquieta le sue paure dell’ignoto standosene mesto nel suo recintino di limiti. E la sua vita scorre senza che abbia mai assaporato ad esempio la deliziosa sensazione di fermarsi ad annusare l’aria. La forza del Nostro Spirito è in grado di portarci al di là e scoprire, osservando i propri limiti che c’è il Tutto anche lì.

Nei limiti c’è il Tutto.

Sandro Flora

TeStesso.com

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare l'articolo anche qui, gli articoli precedenti qui.

AndiaAMO a NY ? leggi QUI

Ieri tramite Facebook ho ricevuto un bel regalo. Già era avvenuto con una cara amichetta delle elementari, Silvia anche lei, con cui ho riallacciato i contatti, ma, soprattutto per colpa mia siamo ancora in attesa di abbracciarci fisicamente cosa che davvero mi farebbe tanto piacere.

Ieri appunto ho trovato, o meglio mi ha trovato un, se pur brevemente frequentato, carissimo amico romano. Io e Lorenzo, con cui ho avuto una platonica e colta amicizia filosofica, per un insieme di straordinarie situazioni ci siamo perduti ben…28 anni fa e abbiamo creato un “buco” di connessione che durava dal 1982. Ci eravamo conosciuti su un set (Grand Hotel Excelsior con Celentano) dove lui era aiuto regista e io una comparsa giornaliera e subito abbiamo legato profondamente con molta allegria e una marea di cose di cui parlare.

Ci siamo scritti molte lettere, all’epoca era l’unico modo di comunicare e indimenticabile fu il concerto di Franco Battiato visto assieme in un teatro di Roma, in quel periodo fortemente mediorientale in cui il mio cantante del cuore esibiva barba e baffi e sedeva a gambe incrociate per tutte le ore della sua performance su seriosi tappeti persiani.

Ci siamo detti solo ieri che tutti e due avevamo avuto la speranza che potesse nascere qualcosa di più tra noi ma entrambi poco coraggiosamente non ce lo eravamo mai confidato, per la sensazione che l’altro avesse solo intenzioni di profonda amicizia.

Poi la vita porta a percorsi, svolte, cammini differenti e ci siamo inoltrati per altre strade perdendo ogni contatto. Ieri ci siamo scritti tante cose, abbiamo azzerato con naturalezza lo spazio-tempo che aveva interrotto il nostro colloquio. Adulti, appagati, con il desiderio di migliorare, di vivere al meglio la vita che stiamo vivendo. E’ sereno e ha due figli che adora, un ottimo rapporto di coppia, un lavoro gratificante. E io gli ho raccontato del mio matrimonio, della separazione, del mio compagno attuale con il quale ho una gran bella relazione di amore e di amicizia. E delle mie inquietudini esistenziali che hanno preso la saggia strada del costruttivo e della creazione consapevole.

La riflessione che mi viene… niente accade per caso, e di questo io personalmente ne sono certa, nella vita abbiamo tutti centinaia di episodi di questo genere, dettagli incompiuti, situazioni mozzate, strade interrotte. Percorsi che dovevano fare altre esperienze esistenziali.

Il destino, o meglio le nostre creazioni sono anche questo, sicuramente qualcosa io e Lorenzo abbiamo da dirci, forse sostenerci in qualche progetto o creare qualche realtà che è “giusta” solo qui e ora. E vedo con occhi grati questo reincontro, senza la minima sensazione di disagio o di rimpianto, io ho avuto una vita molto felice, malgrado me stessa, l’unica persona che mi ha creato dei veri problemi. Vivere veramente il qui e ora fa amare qualsiasi cosa si materializzi dando il giusto valore alle immense opportunità quotidiane che ci consente la vita finché siamo in questa dimensione terrena. Ogni giorno, malgrado gli echi di un Ego spropositato che ci fa ragionare razionalmente, pianificare, avere aspettative e la sensazione di meritare dei “diritti”, cerchiamo di guardare con occhi nuovi e colmi di fiducia ogni dettaglio che ci viene regalato dall’esistenza. Non teniamo le mani strette, rigide e impaurite di perdere qualcosa.

Tutto transita, tutto è in prestito. Noi, le nostre cose, i nostri figli, i nostri pensieri, la nostra esistenza. Impariamo a fluire. Prima lo facciamo prima riusciremo a vivere al Meglio le nostre opportunità e potenzialità senza perdere energie in qualcosa che non è certo che debba essere quando lo vorremmo noi.

Quindi mai dispiacersi o vivere “male” quello che accade “strada facendo”, niente si perde, tutto torna se deve, se servirà a qualcosa, se è dato che sia nella nostra esperienza.

Qui e Ora e Avanti, aspettandoci sempre e solo il meglio!

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare l'articolo anche qui, gli articoli precedenti qui.

La felicità non è altro che il profumo del nostro animo. Coco Chanel

La consapevolezza di essere qui e ora seguendo le direttive dell’anima ci porta in zona zero limiti. Non ci sono regole, ognuno ha la sua natura. Il primo passo è scoprire la propria.

Se si rispetta la propria natura si è allineati e felici, se andiamo contro non solo non si è felici ma neppure si hanno intuizioni.

Solo Io so qual è la mia strada e solo Io posso seguirla e realizzarla.

Questa mia estate strana mi ha fatto un grande regalo: ho per l’ennesima volta compreso ancora più profondamente che per “stare bene” il lavoro va fatto continuativamente, attentamente, con delicata pazienza e tanta leggerezza. Ho dovuto mettere davvero in pratica tutta la serie di cambiamenti a cui ero arrivata ma evidentemente non li avevo davvero materializzati concretamente. Questo 2010 ha fatto in modo di farmi connettere a ogni strato del mio essere minacciando grandi squilibri se così non avessi fatto.

Il periodo storico ha portato molte scentrature, che ci crediamo o no il 2012 ha la sua valenza sia cosmica che emotiva, caricata da millenni di attenzione, domande e qualche timore a questa data e lo stare bene qui e ora amando se stessi con tutto il sentimento che riusciamo a far sgorgare dal nostro cuore è di essenziale importanza. Essenziale come il prendersi cura di noi sotto ogni aspetto.

Quello esteriore, il corpo, che a volte consideriamo di second’ordine (o superficiale) rispetto alla cura della nostra anima è di onorevolissima importanza: è il nostro modo di comunicare con il mondo, il veicolo che ci porta in questa porzione concreta di eternità, quello che parla per noi mantenendo visibilità e relazioni, è ciò che consente lo sviluppo e la continuazione della specie, è la nostra creatività.

Il termine esteriore è selettivo, ma come dentro così fuori, come sopra così sotto, Tutto è collegato quindi avanti con la messa a punto di ciò che ci fa riconoscere al meglio innanzi tutto ai nostri occhi.

Visto che in questo blog mi occupo di integrare le (mie) parti mi piace il cambio di stagione per divertirmi a sperimentare con la zona dell’esteriore o meglio l’armonia dell’estetica e delle forme, stati che racchiudono Amore, Potere e Bellezza che ritengo ingredienti principali di Centro e della mia centratura.

Finito il grande caldo che ci ha fatto vestire con veli di cotone e hawaianas colorate, partiamo dall’armadio, carico “come un albero di frutti”, come canta Ivano Fossati, croce e delizia di tutte le donne. Il cambio di stagione ci porta a reimpostare un po’ tutto il nostro essere e sempre è un’occasione strepitosa per riguardare la quantità di cose che dobbiamo eliminare per darci spazio (dentro e fuori) e poter far entrare forme e colori nuovi per rappresentarci al meglio in questo momento della vita.

Sicuramente non ci occorrono molte cose, un po’ più che in estate unicamente per la temperatura, ma illuminante l’esperimento del blog sixitemsorless.com dove si è proposto di indossare 6 (e solo 6) capi sceltissimi e ben ragionati per un mese intero. C’è da specificare che ognuno dei sei pezzi poteva essere anche decuplicato, c’è chi ha usato dieci magliette nere identiche, interessante per non aver un abbonamento alla lavanderia quotidiano e l’assoluta via libera è stata data a calzature, accessori e intimo.

L’idea era di far comprendere quando l’eccessivo guardaroba con cui condividiamo la vita sia un caleidoscopio zavorrato più che un dispensatore di piaceri. Un centinaio i partecipanti alla prova, anche maschi!, hanno scritto le loro testimonianze (e continuano a scriverne) sul blog dandosi consigli e coraggio reciproco in questa avventura detossinante che in molti hanno considerata profondamente terapeutica.

http://www.youtube.com/watch?v=DNZFBMuNFio

Quest’anno ho eliminato una quantità strepitosa di “roba” (non solo di abbigliamento), già da tempo giravo attorno alla questione rimandandola a oltranza (e ogni volta che mi cimentavo trovavo importanti ricordi di un passato che non è più oppure veri tesori ma anche cose davvero superate in ogni molecola o inutilizzate da secoli) bisogna davvero chiudere gli occhi, il cuore e aprire al massimo la razionalità !!).

Complice la necessità di spazio per la nuova convivenza (un fidanzato pieno di quasi altrettanta roba che ho obbligato a selezionare senza pietà e Leo, il gatto arrivato con il fidanzato, che è insperatamente diventato pure più buono e tranquillo) definitivamente decisa e spronata dalla lettura di Zen to Done di Leo Babauta (emh…ancora ne ho da eliminare ma ora procedo con più leggerezza, il grosso è stato fatto) ho deciso di dare una svolta al mio modo di intendere il guardaroba e la casa in generale.

Ho sempre navigato in un eccesso di cose, due traslochi negli ultimi 4 anni non hanno snellito la situazione, anzi, la passione per i mercatini con la scusa di utilizzare molti oggetti particolari per il mio lavoro (allestisco vetrine e ambienti vetrina e creo gioielli mischiando i più contrastanti materiali), le collezioni di elefanti, cuori, pappagalli (finti, a centinaia, ovunque come nella foresta amazzonica), le stoffe, i manichini, le riviste di arredamento e a rotazione altre passioni ingombranti che ho sempre fatto entrare senza far uscire qualcos’altro, insomma mi sono ritrovata a vivere in un bazar allucinato, allegro, simpatico, confuso, artistico …e da tempo era diventato una dimensione soffocante e di complicata gestione.

Sicuramente sono cambiata, il “vuoto” interiore ha riecheggiato e la sensazione di spazio mi da respiro, forse apprezzo di più la semplicità e ho più rigore nell’immagine dove ora mi riconosco al meglio, non ho più bisogno di riempire ogni spazio come se fosse quasi un’esigenza fisica e forse sono anche stanca di non riuscire neppure a far girare l’aspirapolvere su se stesso, insomma ho preso la strada delle mamme sagge “pochi pezzi ma proprio belli”.

Quindi quest’anno ho buttato (tra il molto altro) decine di storici (nel più esteso significato del termine) capispalla divertenti e particolari e fatto entrare una delle passioni di mia sorella, il cappotto di cachemire color cammello (mia mamma non ci crede ma giubila dicendomi che sarà eterno, beato lui) e un giacchino imbottito stile Corto Maltese, nero, un autentico Burberry molto inglese. Ho dato alla parrocchia decine di borse e sacche di ogni forma e colore e fatto entrare la borsa (nera!) per cappotto cammello e quella a effetto invecchiato, stile bisaccia cow boy per i jeans. Entrato il pantalone a quadri scozzesi, vabbè anche uno mimetico sui toni del blu, due paia di stivali neri con fibbiette laterali (tacco alto e tacco basso, però qui sono un po’ in pecca…la mia collezione di stivali, non dico la quantità…è praticamente intatta pur avendone eliminato varie paia). Ho aggiunto qualche maglia nera sottile e felpe e bel pigiama a righe (visto che lavoro in casa questi ci vogliono) e altri dettagli per coordinare il tutto. Tutto comodo comodo nell’armadio. Caspita! Mai visto tanto spazio da millenni !

La cosa interessante, non avrei il tempo e neppure mi piace girare per negozi, ci avrei messo mesi per trovare tutte le cose che ho comprato cercate esattamente  come le desideravo, l’abitudine agli acquisti on line ormai fa parte del mio stile di vita, veloce, sicuro, facile, comodo e internazionale.

Meno ma Meglio: sono pronta svoltare stagione esteriore e interiore.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare l'articolo anche qui, gli articoli precedenti qui.

AMORE da conquistare e con cui stare