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Amicizia

Un antico Imperatore Cinese fece un giorno un solenne giuramento: “Conquisterò e cancellerò dal mio regno tutti i miei nemici”.
Un po’ di tempo dopo, i sudditi sorpresi videro l’imperatore che passeggiava per i giardini imperiali a braccetto con i suoi peggiori nemici, ridendo e scherzando.

“Ma…” gli disse sorpreso un cortigiano “non avevi giurato di cancellare dal tuo regno tutti i tuoi nemici?”

“Li ho cancellati infatti” rispose l’imperatore. “Li ho fatti diventare tutti miei amici!”

(Vinenzo De Giovanni sul Gruppo FaceBook “Energia del Pensiero Vivente“)

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Ieri tramite Facebook ho ricevuto un bel regalo. Già era avvenuto con una cara amichetta delle elementari, Silvia anche lei, con cui ho riallacciato i contatti, ma, soprattutto per colpa mia siamo ancora in attesa di abbracciarci fisicamente cosa che davvero mi farebbe tanto piacere.

Ieri appunto ho trovato, o meglio mi ha trovato un, se pur brevemente frequentato, carissimo amico romano. Io e Lorenzo, con cui ho avuto una platonica e colta amicizia filosofica, per un insieme di straordinarie situazioni ci siamo perduti ben…28 anni fa e abbiamo creato un “buco” di connessione che durava dal 1982. Ci eravamo conosciuti su un set (Grand Hotel Excelsior con Celentano) dove lui era aiuto regista e io una comparsa giornaliera e subito abbiamo legato profondamente con molta allegria e una marea di cose di cui parlare.

Ci siamo scritti molte lettere, all’epoca era l’unico modo di comunicare e indimenticabile fu il concerto di Franco Battiato visto assieme in un teatro di Roma, in quel periodo fortemente mediorientale in cui il mio cantante del cuore esibiva barba e baffi e sedeva a gambe incrociate per tutte le ore della sua performance su seriosi tappeti persiani.

Ci siamo detti solo ieri che tutti e due avevamo avuto la speranza che potesse nascere qualcosa di più tra noi ma entrambi poco coraggiosamente non ce lo eravamo mai confidato, per la sensazione che l’altro avesse solo intenzioni di profonda amicizia.

Poi la vita porta a percorsi, svolte, cammini differenti e ci siamo inoltrati per altre strade perdendo ogni contatto. Ieri ci siamo scritti tante cose, abbiamo azzerato con naturalezza lo spazio-tempo che aveva interrotto il nostro colloquio. Adulti, appagati, con il desiderio di migliorare, di vivere al meglio la vita che stiamo vivendo. E’ sereno e ha due figli che adora, un ottimo rapporto di coppia, un lavoro gratificante. E io gli ho raccontato del mio matrimonio, della separazione, del mio compagno attuale con il quale ho una gran bella relazione di amore e di amicizia. E delle mie inquietudini esistenziali che hanno preso la saggia strada del costruttivo e della creazione consapevole.

La riflessione che mi viene… niente accade per caso, e di questo io personalmente ne sono certa, nella vita abbiamo tutti centinaia di episodi di questo genere, dettagli incompiuti, situazioni mozzate, strade interrotte. Percorsi che dovevano fare altre esperienze esistenziali.

Il destino, o meglio le nostre creazioni sono anche questo, sicuramente qualcosa io e Lorenzo abbiamo da dirci, forse sostenerci in qualche progetto o creare qualche realtà che è “giusta” solo qui e ora. E vedo con occhi grati questo reincontro, senza la minima sensazione di disagio o di rimpianto, io ho avuto una vita molto felice, malgrado me stessa, l’unica persona che mi ha creato dei veri problemi. Vivere veramente il qui e ora fa amare qualsiasi cosa si materializzi dando il giusto valore alle immense opportunità quotidiane che ci consente la vita finché siamo in questa dimensione terrena. Ogni giorno, malgrado gli echi di un Ego spropositato che ci fa ragionare razionalmente, pianificare, avere aspettative e la sensazione di meritare dei “diritti”, cerchiamo di guardare con occhi nuovi e colmi di fiducia ogni dettaglio che ci viene regalato dall’esistenza. Non teniamo le mani strette, rigide e impaurite di perdere qualcosa.

Tutto transita, tutto è in prestito. Noi, le nostre cose, i nostri figli, i nostri pensieri, la nostra esistenza. Impariamo a fluire. Prima lo facciamo prima riusciremo a vivere al Meglio le nostre opportunità e potenzialità senza perdere energie in qualcosa che non è certo che debba essere quando lo vorremmo noi.

Quindi mai dispiacersi o vivere “male” quello che accade “strada facendo”, niente si perde, tutto torna se deve, se servirà a qualcosa, se è dato che sia nella nostra esperienza.

Qui e Ora e Avanti, aspettandoci sempre e solo il meglio!

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E’ evidente a qualsiasi serio sociologo, che tutti gli esseri umani condividono gli stessi bisogni, desideri e, in larga misura, anche il medesimo simbolismo, a prescindere dalla razza, dal colore, dal credo o dalla cultura. Ogni essere umano vuole ottenere ciò che possiamo sintetizzare con  “Amore, Potere e Armonia”.

L’amore è parte della nostra natura. E’ la sensazione di sentirsi felicemente connessi ad un altro essere umano o l’atto di essere “collegati”. Si tratta di estendere il nostro sé per includere qualcun altro. Non dobbiamo lottare per amore, a meno che non pensiamo di non averlo o di perderlo. Quando gli esseri umani stanno insieme in situazioni libere dalla paura, l’amore è lo stato naturale delle cose. Ho partecipato a tanti raduni in molti paesi diversi dove decine di sconosciuti diventavano affettuosamente Amici solo dopo due o tre giorni che stavano assieme. Quello che stavano facendo o perché si trovassero lì non sembrava avere importanza. La semplice vicinanza stretta e l’assenza di paura produceva amore senza sforzo.

Anche in tempi di pericolo l’amore si manifesta in modo naturale. Quando c’è una catastrofe o un incidente, le persone che non sono bloccate dalla paura, iniziano automaticamente ad aiutare quelli che hanno bisogno di soccorso. Non è necessario che queste persone siano “Maestri” o persone istruite, l’unica conoscenza necessaria è quella che riguarda il come aiutare meglio. Il desiderio di aiutare, che è una forma d’amore, sorge spontaneo. Questa risposta automatica d’amore è così grande che qualcuno sarà addirittura pronto a mettere  la propria vita in grande pericolo per aiutare un’altra persona. Noi chiamiamo queste persone “eroi”  quando si tuffano  senza pensarci nel fiume per salvare qualcuno che sta annegando, o si introducono in un edificio in fiamme per portare fuori un bambino, o una qualsiasi di centinaia di altre cose che la gente fa  con totale sprezzo per il pericolo pur di aiutare qualcuno in seria difficoltà. Eppure, quasi mai queste persone pensano a se stessi come a degli eroi. Il più delle volte riferiscono che l’hanno fatto perché era la cosa da fare, o l’ hanno fatto senza pensare. E’ stato un atto spontaneo di amore.

Il dubbio è l’unica cosa che indebolisce la connessione d’amore. Quando una persona dubita dell’esistenza dell’amore, allora quello è il momento in cui nasce la paura e l’amore comincia a morire. La paura interferisce con l’amore, perché è il contrario dell’amore. La paura deriva esattamente dalla sensazione di essere sconnesso, non collegato. Quando l’amore diminuisce, aumenta la paura, e quando la paura diminuisce, aumenta l’amore. Anzi direi di più, quando l’amore diminuisce, aumenta la paura e aumenta anche la necessità e il desiderio dell’amore.

La necessità e il desiderio di amare e di essere amati influenza tutte le nostre azioni e reazioni nella misura in cui sentiamo la mancanza dell’ amore. Oltre che dalla potente forza dell’amore sessuale, siamo spesso guidati anche dalla necessità di approvazione e di riconoscimento (Amore). Molti dei nostri comportamenti sono guidati dalla speranza di ottenere approvazione, o dalla reazione alla disapprovazione. E molte persone sono guidate da una ricerca di un riconoscimento, per quanto piccolo o temporaneo, in particolare quando l’affetto e l’approvazione non sembrano vicini. Grandi azioni a beneficio di tutta la società e anche grandi azioni dannose per tutti, derivano spesso dalla necessità e dal desiderio di riconoscimento. Quando manca il riconoscimento da parte delle persone lo si ricerca forzatamente, cercando il rispetto, forse con l’intenzione di fare qualcosa di utile, oppure con l’obiettivo di ottenere un falso rispetto provocando paura.

Quando la necessità di soddisfare il bisogno e il desiderio di amore di qualsiasi tipo è frustrato ne derivano malattie mentali o fisiche. Questo accade quando la paura che deriva dalla mancanza di amore non ha sbocco. Quando, secondo le proprie convinzioni, non c’è nulla che si possa fare, la paura provoca una chiusura in se stessi, che produce forti tensioni sul corpo e sulla psiche  e quindi provoca malesseri o addirittura vere e proprie malattie.

Il potere fa parte della nostra natura. Come l’amore, non dobbiamo lottare per ottenere il potere a meno che non siamo convinti di non averlo. Il “Potere” è di per sé l’atto di essere efficaci. Dal momento del concepimento siamo tutti nella potenzialità di esprimere il nostro potere, di fare tutto ciò che è efficace per la sopravvivenza e per il nostro piacere. Da quel momento, in ogni istante della nostra vita, siamo impegnati a esprimere la nostra potenza, più o meno efficacemente. Fisicamente, i nostri corpi sono impegnati nella manutenzione, riparazione, crescita, apprendimento e ricerca del piacere. Psicologicamente, le nostre menti sono impegnate nel risolvere i problemi, nell’essere creativi, nell’estendere la nostra influenza sul mondo che ci circonda. Siamo sempre potenti, ma per molte ragioni non sempre ce ne rendiamo conto. Quando l’espressione del potere non è efficace, la reazione naturale è quella di cercare una diversa soluzione per un problema o di trovare un altro modo per essere efficace. Gli inventori possono sperimentare migliaia di approcci diversi prima di ottenere dei risultati efficaci nel loro lavoro; le squadre sportive possono provare decine di strategie diverse per vincere contro gli avversari, i politici possono escogitare molti diversi piani economici e sociali per raggiungere i propri fini. Individualmente, le persone sperimentano tecniche di guarigione e approcci diversi, diverse carriere, rapporti diversi e diverse religioni, con l’obiettivo di essere più efficaci nella loro vita.

Ancora una volta, il dubbio è l’unica cosa che indebolisce la naturale espressione del potere.

Quando una persona dubita del suo potere personale, o della sua fonte di potere, allora nasce la rabbia e il potere comincia a sfuggire. Al diminuire della potenza, aumenta la rabbia, e come diminuisce la rabbia, la potenza aumenta. E’ come con l’amore, quando diminuisce il potere, contemporaneamente aumentano la rabbia e la necessità e il desiderio di potere.

La tecnica più utilizzata per cercare di riconquistare il potere, mentre il dubbio e la rabbia sono ancora attivi è il controllo. Molte persone confondono il potere con il controllo, ma il controllo è ciò che le persone usano quando si sentono impotenti. Il controllo attivo è usato per forzare la gente a fare quello che vuoi. E di solito prende la forma di intimidazione o di violenza. Il controllo passivo, detto anche aggressività passiva, si realizza nel cercare di convincere la gente a fare quello che vuoi, intimidendola, ricattandola più o meno palesemente, o facendola sentire in colpa sufficientemente perché faccia quello che vuoi tu. Oltre ad essere un male per le relazioni e oltre ad essere essenzialmente inefficace, il tentativo di controllo provoca molta tensione e bassa vibrazione in colui che tenta di controllare.

Quando il controllo non è possibile, un’altra tecnica utilizzata è a volte quella di commettere  atti di vandalismo, che risulta essere più che altro uno sfogo. Un bambino che si sente ferito e impotente può rompere le cose per manifestare la sua la rabbia. Questo funziona raramente per il controllo dei genitori, ma dimostra una reazione, che anche se inefficace dà almeno una piccola soddisfazione. Il bambino pensa: “non posso ottenere ciò che voglio, ma almeno posso rendere qualcuno infelice quanto me”. Si tratta di una  sostituzione dell’efficacia molto scarsa, ma si possono comparare i capricci infantili agli atti di vandalismo adolescenziale al terrorismo da adulti. E ognuno di questi atti è naturalmente carico di tensione.

Tuttavia, quando non c’è sbocco per la rabbia e non si riesce a ritornare al proprio potere reale, la rabbia viene diretta verso l’interno  di se stessi e il risultato il più delle volte si manifesta ancora nella malattia mentale e fisica.

Infine, c’è l’inclinazione naturale verso l’Armonia. Con armonia intendo l’integrazione reciprocamente vantaggiosa, la collaborazione delle persone con il loro ambiente sociale e naturale. Possiamo vederla più facilmente all’interno dei gruppi tribali isolati, ma esiste anche in molte piccole comunità, quartieri, gruppi, club o associazioni. Possiamo vedere i tentativi di creare armonia tra i singoli governi nazionali e le Nazioni Unite, ma più grande è il gruppo più difficile è la realizzazione dell’armonia. Questo in parte perché più grande è il gruppo più facile è essere impersonali. Cioè, è più facile perdere il senso di connessione e influenza personale. Ma l’armonia coinvolge più della persona ed ha davvero a che fare con il senso della propria “missione” e con lo scopo dell’umanità, é un riconoscimento di interdipendenza con il resto del mondo.

Quando una persona nutre dei dubbi sul fatto di meritare un’interdipendenza o di poterla ottenere e nutre dei dubbi circa il proprio posto nel mondo o il proprio scopo sulla terra, questo  dubbio è il seme dell’alienazione. Invece di “io e te o noi e loro insieme” diventa “io contro di te, tu contro di noi contro di loro”. L’alienazione, che spesso include estrema irrequietezza, apatia, confusione, disperazione, fino alla depressione, crea grande tensione interna e, naturalmente, può sfociare nella malattia mentale e/o fisica.

La soluzione per la malattia causata dalla paura è  quella di essere più amorevole, quella di dare  maggiore riconoscimento agli altri, ma anche a se stessi, maggiore apprezzamento, più ammirazione, tolleranza, misericordia, cura per aiutare sia gli altri che se stessi.

La soluzione per le malattie causate dalla rabbia è quella di aumentare le proprie conoscenze, le proprie abilità e la fiducia in se stessi.

La soluzione per le malattie causate dall’alienazione è quella di cercare prima di tutto un’armonia spirituale più alta e profonda con il proprio essere, e quindi cercare quello spirito in tutte le cose.

Se si vuole una soluzione rapida, bisogna mantenere un sano scetticismo quando è necessario, ma rifiutando di mettere in dubbio il proprio valore, il valore degli altri, e il valore del mondo.

Serge Kahili King

Huna.org

traduzione di Josaya

AMORE da conquistare e con cui stare