Ho fatto un nuovo, bellissimo sito, o meglio Sandro ha sviluppato nel concreto-virtuale il mio amore per l’estetica e la bellezza, passioni che per me significano armonioso piacere. PhotoMaquillage.com è un luogo di magia e splendore dove poter trasformare la propria immagine al meglio della corrispondenza di ciascuno di noi. E’ un servizio di miglioramento fotografico per tirare fuori dalle proprie fotografie di cui siamo insoddisfatti, quell’”io” che non si sente bello come vuole e sa di poter essere. Perchè se ci credo io posso fare del mio meglio!
A volte abbiamo voglia di un immagine nuova e fresca con cui esporci e camminare per il mondo. A volte ne abbiamo bisogno per presentarci al meglio, magari solo sulla carta. Un aspetto che ci rappresenti per come ci sentiamo, per esprimere il meglio di noi, per fonderci con quell’immagine che è noi, solo ripulita dal velo del tempo e dei pensieri depotenzianti che coprono il nostro vero essere. La Bellezza esiste sempre in noi e nel tutto intorno a noi, manifesta o da riscoprire.
Il tempo è una concezione della memoria, spesso ammantata di ricordi inevitabili o negativi. Crediamo in ciò che abbiamo sentito dire e in ciò che guardiamo, non che vediamo, in quello che sembra vero per tutti, in quello che è tradizione accada. Ma non è detto che sia la verità e neanche la realtà.
Se è vero quello che il percorso della fisica quantistica ci indica, ovvero che noi creiamo tutto quello che ci circonda. Se è vero, e dimostrato, che possiamo sciogliere un tumore solo sapendo che è in nostro potere farlo, potrebbe non essere vero il nostro potere di riportare un pò indietro nel tempo il nostro aspetto fisico a momenti in cui ci piacciamo completamente e che possiamo dimostrare al mondo la nostra bellezza su tutti i piani? Come diceva Ermete Trismegisto leggendario alchimista “Come sopra così sotto, a creare il miracolo di Una cosa”.
La Bellezza è un dono e una conquista, uno specchio di ciò che siamo: come sopra così sotto, il dentro che riflette il fuori, a creare il miracolo di una cosa. La Bellezza è uno stato fisico oggettivo e ben oltre. E’ la grazia di Dio in ogni cosa. La conquista è quella della propria mente allineata al Tutto.
Scegliere di sperimentare il nostro potere passa anche in percorsi che per alcuni sono superficiali, ma ho ancora da conoscere qualcuno, maschio o femmina che sia, che non vorrebbe mantenere un involucro sano, giovane e radioso, libero dalla credenza dell’inevitabilità dell’umano percorso.
Credere e sapere non sono la stessa cosa. Credere è un affidare a qualcos’altro il nostro destino, a qualche essere superiore che interverrà per portarci dove “crediamo” sia il posto giusto per noi. Sapere significa essere già nel posto giusto, quello del potere insito in noi come parte olografica del Tutto.
Ci sono esercizi di antica magia che adesso si chiamerebbero di Legge di Attrazione, fisica quantistica o di vibranza con il Tutto, che ci insegnano a concentrarci su ciò che vogliamo, perchè ciò che desideriamo sia nostro.
Riguardo l’aspetto del nostro esteriore dal Magico Grimorio alcuni esercizi una volta chiamati incantesimi. Sono molto più efficaci e potenti di quello che si potrebbe supporre, provare, utilizzando il proprio sapere, per crederci.
Visita il mio nuovo sito www.photomaquillage.com
Il favoloso incantesimo della bellezza è mia
Durante il giorno, allo scadere esatto di ogni ora (sempre che sia possibile non attirare l’attenzione degli altri) chiudete gli occhi e rivolgete la faccia al sole. Dite (o pensate):
“Raggi curativi cominciano ora a creare nuova salute e bellezza germogliando profusamente”.
Immergetevi per qualche istante pensando come vi piacerebbe essere. Ricordate le persone che avete ammirato e pensate quali dei loro attributi vi andrebbero bene.
Cominciate questo incantesimo il giorno dopo la luna piena e continuatelo per 28 giorni.
Lo stupendo incantesimo della giovinezza recuperata
Prendete una vostra foto, scattata quando eravate giovane e pieno di salute (usate la foto in cui siete più raggiante). Riempite un bicchiere d’acqua e copritelo con un piattino: Prima di mezzogiorno mettete il bicchiere sul parapetto di una finestra, che guarda preferibilemente a sud. Scegliete un giorno assolato.
A mezzanotte (il momento ideale è la luna piena) sedetevi in una stanza buia, illuminata da una sola candela su un tavolo.
Mettete il bicchìere sul tavolo alla destra della candela. Togliete il piattino. Rilasciatevi sulla sedia, reggendo la foto con entrambe le mani sul grembo, in modo che venga illuminata dalla luce della candela. Fissate le foto e dite:
“Cammina indietro nel tempo il tuo costante fluido
Nel corpo e nella mente io vado indietro
Lontano verso i signori dello spazio io mi innalzo
Bevo di nuovo alla Fonte della Giovinezza”
Mettete la foto alla sinistra della candela e bevete l’acqua.
Rifate questo incantesimo ogni giorno, finchè volete.
L’eccitante incantesimo di fulgidezza per me
Questo incantesimo funziona meglio se si fa per la prima volta tre giorni prima della luna piena, sia fuori che dentro la finestra con la luce della luna che splende sul vostro viso.
Guardate il disco della luna e dite solennemente:
“Luna, luna trasparente e chiara, libera la mia mente, il mio spirito, la mia vista. Lascia che cresca una fiamma di splendore. Tutto mi è chiaro. Vedo. So..”
Sedetevi su una comoda poltrona e restate con gli occhi chiusi per un minuto. Dopo aprite un libro che non sia di finzione (nè una rivista nè un periodico) e leggete a caso per dieci minuti come minimo. Alzatevi, mettetevi di fronte alla luna e dite “Luna, ti ringrazio”.
“Che tu creda di riuscirci o no avrai comunque ragione” Henry Ford
Chissà se è una scusa per mollare il durissimo, per la maggior parte del genere femminile, impegno perché l’ago della bilancia stia in bilico tra quello che decidiamo il peso “giusto” o massimo più due chili ma (finalmente!) sembra che la donna donna, ovvero quella che da morbida viaggia verso la rotondezza sia una nuova icona di desiderio. Desiderio che gli uomini uomini hanno sempre manifestato quando appare alla loro visuale una donna che ha il coraggio di essere e di sembrare tale. Dall’anno scorso anche Vogue ha dedicato alle morbide e felici un vasto settore in una sezione del sito chiamato Vogue Curvy dove possiamo trovare sempre più foto, moda, filosofia e informazioni per la felicità per chi delle diete non ne vuole più sapere o altamente se ne infischia.
Che sia un fatto personale o finalmente il coraggio delle donne che nella maggior parte dei casi ha scelto di essere bella qualunque forma abbia, trovo che questa grande libertà non possa che fare bene a noi stesse, al mondo dell’immagine e dell’autostima globale a prescindere. Abbiamo passato troppo tempo a confrontarci con dei modelli che sono quantomeno improbabili, almeno per la maggior parte degli umani, confondendo il termine “bellezza” con quello di standard veramente difficili da raggiungere e soprattutto da mantenere.
“Credo fermamente che a rendere una donna sexy e bella non sia la sua taglia o il colore di rossetto che porta. Quello che rende davvero sexy è quello che proietta, la fiducia in se stessa, la consapevolezza di sé, il senso dell’umorismo e l’intelligenza” afferma Kate Dillon top model curvy.
La sua storia? Scoperta a San Diego quando aveva sedici anni. Si è trasferita a New York, partecipando al concorso Elite model of the Year. In pochissimo tempo è diventata una top degli anni 90. Piegata dall’anoressia, ha abbandonato la moda nel 1993 quando ha iniziato a rimettere su peso. Si è laureata all’ Università del Texas in Relazioni Internazionali, a giugno dello scorso anno ha concluso un master a Harvard. Dieci anni dopo, è tornata in passerella come modella plus size finalmente raggiungendo la sua massima popolarità.
Christian Siriano stilista USA giovanissimo e in forte ascesa “Penso che il corpo sia molto importante, non importano le sue dimensioni, grandi o piccole che siano. Sono convinto che la cosa bella della moda sia che ogni persona appaia diversa indossando un capo. Mi piace molto che molte delle mie clienti abbiano curve formose” e aggiunge “Ho sempre creato vestiti per donne reali. Ho creato abbigliamento per donne che portano taglie dalla 32 alla 50, e ne vado molto fiero. Penso che tutti noi vorremmo delle donne con misure più varie”

Per il mondo curvy iniziano ad aprirsi orizzonti nuovi: Patrizia Mirigliani, patron del concorso di Miss Italia, annuncia come “rivoluzione” del 2011 l’entrata della taglia 44. “Ci vuole una reginetta anticrisi, dalle linee morbide e rassicuranti, lontana dal velinismo”. Potersi iscrivere al concorso senza l’incubo della taglia è una libertà in più per le nostre ragazze e per la donna in generale.
“Da sempre ci sta a cuore il discorso etico. Questa rivoluzione è l’ennesima espressione della nostra filosofia di vita” annuncia orgogliosa. Una donna che sia simbolo della ragazza della porta accanto. Basta corpi irraggiungibili, bellezze senza imperfezioni. “Se le curve sono al posto giusto, posso valutare anche bellezze taglia 46″.
Al passo con i tempi anche il concorso di bellezza più famoso d’Italia. Ritorna il modello della donna del dopoguerra come icona del ventunesimo secolo. E come allora, la bellezza delle curve, come fonte di sicurezza e femminilità.
Come dire, siamo a una svolta nella vera sovranità di espressione della nostra immagine. Ognuno di noi (anche i maschietti please!) sono nell’epoca giusta per allineare la propria esteriorità a qualcosa di più che un involucro (impossibilmente) perfetto. Questo non sta a significare sciatteria o trascuratezza, ma celebrazione dell’essere, meraviglioso, che sappiamo di essere.
Mostrare esternamente ciò che sentiamo dentro è una grande conquista: l’amore per noi stessi, la bellezza, la fantasia e l’allegria con cui scegliamo di farlo dona a noi stessi la libertà che riteniamo più giusta e più opportuna e tutta l’autenticità che sappiamo di avere.
Capodanno sta arrivando al galoppo e finite le corse ai regali della settimana scorsa possiamo prepararci alla serata di festa per accogliere l’anno nuovo col migliore entusiasmo e la massima gratitudine che abbiamo! Non ci sono regole va bene tutto, qualsiasi sia il progetto!

La notte del 31 dicembre è un simbolo e un impegno con noi stessi e scegliere di trascorrerlo come ci dice il cuore è il “dovere” che abbiamo nei nostri stessi confronti. Poichè questo atteggiamento preluderà allo stesso tipo di stato, il più congeniale, che ci porterà nel prossimo splendente, prospero e gioioso tempo della nostra vita e, lasciando “ragionare” il cuore, il punto più vero e sincero di noi, faremo il nostro affare migliore.
Nei miei tanti capodanni ho sperimentato molti modi di festeggiare: in famiglia, con amici, in coppia, in barca, con amiche, in ritiro spirituale, a ballare, in montagna, ai tropici e anche, più volte, in solitaria. E anche se l’anno in cui mi sono separata ho festeggiato piangendo poichè mischiavo lacrime dello stato di pauradoloresmarrimento della mia nuova situazione allo strappo della ceretta che avevo deciso di fare per arrivare alla mezzanotte… non rinunciando però alla mia flute di champagne per un brindisi a me sola sentendo che comunque tutto ciò che stavo vivendo era, come sempre, una mia scelta.

L’atteggiamento di responsabilità al 100% di qualsiasi nostra situazione e condizione è il primo proposito per l’anno che sta arrivando, insieme alla gioia e alla gratitudine di essere qui e ora. Il dovere, o meglio, il piacere nei confronti di noi stessi è di non cedere all’autocommiserazione, e quello di allinearci al (nostro) meglio, come dice la mia amica Luisa, e finalmente di accogliere ogni nuovo giorno come un’ opportunità per dimostrarci quanto Amore abbiamo nei nostri confronti e in quelli di tutti e tutto ciò che ci circonda. Iniziando dalle piccole cose, una piccola cosa per volta.
Le liste che facevo da ragazzina erano infinite e spesso ambiziose, molte di quelle cose non le ho mai fatte, ma molte più cose di quelle che non avevo scritto sì. La priorità ora è “stare bene”, avere gioia ogni giorno, non focalizzare più sogni o velleità che forse non mi appartenevano veramente.
Tutto si può fare, tutto è fattibile ma il rendersi conto che c’è già Tutto per poter essere “al posto giusto” dentro se stessi dona un’immediata centratura e qualità di vita che straordinariamente mettono in moto opportunità mentali, sentimentali e materiali neanche immaginate.
Una data molto particolare, anzi eccezionale quella di oggi 21 dicembre 2010: il Solstizio d’Inverno ha coinciso con un’eclisse lunare, un fenomeno che dall’anno 1 dopo Cristo ad oggi è capitato una volta sola, il 21 dicembre 1638. Non dovremo aspettare altrettanto per osservarne un altro identico, perché ricapiterà il 21 dicembre del 2094, come spiega l’astronomo Geoff Chester dell’Osservatorio Navale degli Stati Uniti.
Il Solstizio d’Inverno (Yule) è la notte più lunga dell’anno, quella che prepara il ritorno graduale alla Luce. Tutto in natura è sospeso, attende e freme. E’ un tempo prezioso in cui lasciare andare le nostre paure, i dubbi, le faccende finite, ideale per concludere quelle incerte. Insomma scegliamo di lasciare quello che ci blocca e ci pesa mentre ci prepariamo all’imminente rinnovamento, è il momento di esprimere il desiderio di essere persone migliori per l’anno nuovo che arriverà.
Il solstizio invernale è stato spesso associato alla nascita del “Re Divino”, molto prima della nascita del cristianesimo. Yule è la rinascita, il ritorno della speranza e della vita. Non ha mai cambiato il suo significato nel tempo. Del resto Yule e Natale non sono poi così diversi. Entrambi celebrano l’arrivo del Dio/Sole, così come Cristo è stato chiamato, la luce del mondo.
Scopo di Yule, da tempi immemori ad oggi e finchè ci sarà questo pianeta:
E’ la notte più lunga dell’anno. Portiamo in noi e analizziamo le attività che abbiamo svolto nei precedenti mesi estivi. Yule è il momento del risveglio e dei nuovi progetti, lasciando i rimorsi e il concluso alle spalle.
Il lavoro interiore da adesso alla primavera deve essere sull’Equilibrio, la Bellezza, la Pace e l’Armonia.
Guardando negli occhi e godendo del nuovo luminoso giorno che si sta aprendo ancora, una volta, per noi. Grazie!

“Fermatevi per scelta e non per via di un impedimento.
Procedete spediti attraverso gli ostacoli, se così vi dice il vostro Cuore.
I vostri ostacoli sono di materia densa, scavalcarli o aggirarli non cambia la loro natura e si ripropongono.
Se li attraversate, ne cambiate lo stato. Riconosciuti nella loro natura, potranno dissolversi.
In un certo senso, gli ostacoli che incontrate sono opera vostra ed è necessario che ne riconosciate la natura e scopo, perché il loro esistere abbia raggiunto lo stesso scopo e possano scomparire per sempre.
In questo vi sia guida l’umiltà.
L’umiltà vi permette di riconoscere un punto in cui fermarvi o un ostacolo da rendere inoperante.

Scopritevi fratelli con gli altri e non temete di incontrare ostacoli.
La Paura del loro giudizio è un ostacolo che potete porre soltanto voi.
La disarmonia rimanderà indietro le vostre parole e chi non doveva udirle, non le udrà mai.”

“Gli Ostacoli” tratto dal libro I Messaggeri di Luce di Sakyamuni
Ieri sera a Bertinoro (provincia di Forlì) c’è stato il consueto party invernale di Balo Onlus per la raccolta di fondi in aiuto degli oltre 100 bimbi che l’Associazione segue in maniera concreta e con un “piglio” davvero divertente. Le serate dicasi “consuete” soprattutto nella piacevolezza con cui questa organizzazione (che conosco da anni, attraverso cui do una “briciola di sostanza” contribuendo agli studi delle piccola Josephine Lewis e come Josaya da quest’anno sosteniamo anche il piccolo Xavier) ti fa davvero venire voglia di fare cose buone con entusiasmo e leggerezza.

un disegno che mi ha mandato la “mia” bimba di Calcutta (India)
Come ogni volta in questi incontri ci si diverte, si conoscono posticini deliziosi e si reincontrano vecchi e nuovi amici. Ieri sera al Bistrot Colonna di Bertinoro, un ex cinema trasformato in un locale affascinante e glamour (dove in altre sera torneremo sicuramente a sentire Jazz bevendo ottimo Sangiovese) io e Sandro siamo stati accolti da Elisabetta Ravaioli e Maurizio Magni che insieme ai soci fondatori di Balò, sorridenti e infervorati nella preparazione della sfilata che avremmo goduto poco più tardi (al suono di musica indiana contemporanea scelta dai dj Marco e Andrea Tavoni) delle fantastiche pashmine di chachemire e seta e strepitose stole fatte con tagli di sari indiani tradizionali e altri capi che di anno in anno diventano sempre più invoglianti e prestigiosi.
Elisabetta Severi (manager di Paola Frani) professionista della Moda con la “M”maiuscola ha reso la sfilata un momento davvero magico. Elisabetta Severi e sua sorella Cristina (questa volta addetta all’accoglienza d’ingresso) hanno trascorso parte dell’estate con l’omonima Ravaioli (insieme ad altri soci fondatori) a lavorare nel centro di Calcutta e nel tempo “libero” a scegliere i tessuti che sono stati trasformati in queste irresistibili opere d’arte.
I capi indossati da modelle non professioniste, sono tutti stati confezionati a Calcutta dalle ragazze locali che Balò istruisce ad un lavoro di sartoria che possa soddisfare standard internazionali garantendo loro una remunerazione equa i cui proventi vengono interamente reinvestiti nel progetto dell’Associazione.
Come ogni volta ci siamo “accapigliati” al banco dove i genitori di Elisabetta erano a disposizione per imbustarci i modelli (tutti pezzi unici) al temine della sfilata. Io ho acciuffato una pashmina double face viola e cacao e una blu cobalto doppiata a un sari di seta beige, ideale con i jeans.
Acquistare i capi del marchio Elipervoi (così chiamato col nome della fondatrice e presidente di Balo) sta diventando una desiderata occasione per rifornirsi di capi deliziosi, a prezzi contenuti e dando veramente una mano di cuore al cuore che Balo offre a un mondo di fanciulli che possono vedere con più chiarezza la certezza di un futuro Amico.
Non è vero che per fare del Bene bisogna soffrire, farlo divertendosi è molto Meglio!
Dall’8 dicembre sarà aperto a Cesena un temporary shop Balo dove saranno in vendita altri capi unici, approfittiamone!!!
Associazione Balo’ Onlus gruppo Facebook
…ovvero
come gestire la materia, nella norma e nell’extra, e non cedere ai sensi di colpa bensì trarne energia e soddisfazione.

L’Universo mi è estremamente Grato per i soldi che spendo e che faccio girare per il mondo.
Quando il denaro gira l’economia globale Migliora.
E’ bello essere generosi: insieme all’Amore oggetti, regali, soldi Tutto è energia che si condivide, arricchisce, ritorna.
Io mi amo e mi approvo.
Acquisto cose e oggetti per avere e donare gioia e gratificazione, perchè la mia vita sia più piacevole e di migliore qualità.
Chi riceve il mio denaro mi invia grandi Benedizioni e Gratitudine.
Benedico i soldi che spendo sapendo che in cambio avrò Gioia e Soddisfazioni.
Il denaro che faccio viaggiare per il mondo tornerà a me gioioso e moltiplicato.
Altrettanto che ricevere è Bello pregustare la Gioia di chi riceve un regalo da me.
Il Perdono è la porta principale da cui entra l’Amore, L’etimologia della parola vuole dire “dare al massimo”, “dare fino all’eccesso”, “fare atto di donazione per eccellenza”.
Mi piace perdonare e donare. A me stesso e agli altri esseri.
Da uno studio americano firmato firmato dal professore di Harvard Nicholas A. Christakis e da James H. Fowler, professore associato alla School of Medicine dell’Università di California, a San Diego, abbiamo la conferma che le buone azioni sono contagiose.
Se siamo i riceventi di episodi di generosità, collaborazione e gentilezza questo stato ci induce a fare lo stesso con altri individui anche sconosciuti. Secondo questo studio i comportamenti generosi si diffondono nella realtà scatenando un’ondata di cooperazione che influenza beneficamente dozzine, forse centinaia di persone come da esperimenti in laboratorio, a partire da un solo input originario.
E l’effetto e’ durevole nel tempo. “Benche’ questa moltiplicazione nel mondo reale potrebbe essere piu’ o meno elevata rispetto a quanto abbiamo verificato in laboratorio – afferma Fowler – personalmente e’ molto eccitante apprendere che la gentilezza e la generosità si diffondono fino a persone che non conosco e non ho mai incontrato”.
‘Connected: The Surprising Power of Our Social Networks and How Thet Shape Our Lives‘ (ovvero “Connesso: il sorprendente potere della nostra rete sociale e come influenza le nostre vite”),
James Fowler dell’UC San Diego, e Nicholas Christakis di Harvard.

Io credo che pensare a qualcosa di leggero come alla bellezza sia una vacanza per la mente che di suo continuerebbe vagare tra discorsi seri e a volte addirittura gravi. La bellezza, in senso globale, è armonia, lievezza e divertimento. Di questi piaceri la mente si nutre e il relax che la leggerezza le porta, contribuisce non poco a bilanciare i molti interrogativi esistenziali e gli infiniti “perchè” che quotidianamente il pensare sforna con l’intento di trovare un centro di gravità permanente che giustifichi il nostro essere qui.
Io godo davvvero della bellezza e dell’equilibrio delle forme andando proprio a nutrire quella parte che ha “bisogno” di giocare e di gioire per poter essere in accordo con i propri talenti e con il tutto che è nostro diritto vivere e sperimentare.
Mi dispiaccio quando – ancora – molte persone fanno nette divisioni tra la ricerca spirituale e il godere delle cose terrene, e mi fa rendere conto quanta gioia si possa sottrarci credendoci essere impegnati e integri mentre ci si tolgono piaceri che potrebbero farci passare parte del tempo in modo più leggiadro e fanciullesco.
Conosco molte persone, come sono stata un pò anch’io, ahimè, in passato… che si vergognano di amare la moda, le cose belle, l’estetica o quello che parrebbe essere soltanto frivolo, che fanno divisioni tra le cose “serie e accettabili” e quelle riprovevoli perchè troppo “superficiali”. E che fanno sentire “da meno” quelle a cui piace anche occuparsi o distrarsi con passatempi che a loro sembrano adatti solo a perditempo o vacui cervelli.
Mi è capitato molto spesso di stare in ambienti intellettuali e ancor più spirituali dove l’essere trascurati e superiori a questa visione era l’involucro ideale nel quale trascorrere il tempo su questa terra. Addirittura una virtù…che tristezza! Mi è sempre sembrato un atteggiamento afflitto, presuntuoso e causato da una bella dose di complessi e problemi …terreni.
Io sono orgogliosa di questa mia propensione, la considero una mia verità, una mia attitudine, uno sviluppo della mia fantasia e della mia visione del mondo. Un agire che mi fa disegnare e interpretare meglio la vita.
E comunque amare la Bellezza in ogni sua forma educa l’occhio all’armonia e alla magnificenza del mondo, delle persone e del percorso che tutti, amanti della bellezza o della bruttezza, siamo in “strada facendo”.

Come sopra così sotto, a creare il miracolo di una cosa. Ermete Trismegisto.
























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