“Lui Sa nel Grande Disegno“ prefazione di Barbara Amadori
Quando all’inizio di gennaio ho cominciato a calmarmi dopo la furia che mi aveva invaso facendomi scrivere in tre giorni e tre notti Lui Sa, un ebook di un centinaio di pagine dove per la prima volta ho parlato di mia sorella 8 anni dopo la sua morte, ho avuto una sorta di bisogno di supporto psicologico. Ho spedito il testo ad alcune persone con cui mi sento in particolare amore d’anima chiedendo un loro parere o meglio una sensazione “spietata”, un giudizio chiaro. Per capire se era evidente la mia chiarezza ma volevo che qualcuno al di fuori di me mi dicesse se questo tirare fuori mia sorella poteva essere scambiato per un’emanazione d’orgoglio, una mia richiesta d’attenzione o magari una storia patetica. E’ stato ed è troppo prezioso per me questo viaggio a ritroso nell’adesso per rischiare di dar adito a fraintendimenti nel condividerlo. Mi interessava di più che fosse chiaro il volere di Luisa che il mio desiderio di parlarne.
Perchè l’urgenza che mi aveva fatto scrivere i fiumi di coincidenze e di ricordi ancora mi sembrava una sorta d’assurdità. Una montagna di segni non cercati da me, almeno a livello conscio ma continuo a pensare che siano stati inviati da Luisa o da chi per lei. Non è facile avere le idee chiare in zone di questo tipo tanto meno certezze e talvolta neppure opinioni.
Anche se penso che tutto questo non sia capitato solo perchè lo tenessi per me.
Alcune persone non mi hanno risposto e posso perfettamente capirle, libertà innanzitutto, sempre. Certe non conoscevano neppure Luisa e comunque entrare nel contesto di un argomento tanto personale e per certi versi “aereo”, per non dire razionalmente insensato non è facile, ci vuole tempo, empatia, interesse, bisogna essere sulla stessa lunghezza e non sempre è il momento nè la priorità. Però mi ringrazio da sola per aver avuto il coraggio di “chiedere” una cosa tanto delicata, spesso non è facile neppure domandare anche per cose più semplici e di certo questa non lo era.
Una delle, poche, persone che mi hanno risposto è stata Krista Corso. Alla sua maniera col suo modo viscerale, coraggioso, senza rete e senza pudore. Krista è uno dei regali più belli che mi ha fatto il 2011, una bionda fuori dall’ordinario morbida come la panna e densa quanto l’acciaio. Mi ha inviato questa testimonianza diretta e vibrante come è nel suo stile, riempiendomi di gioia e di riconoscenza.
Chi si prende la responsabilità della morte di Luisa?
Tu… o io, perchè questo film di adesso è mio.
Non piango mai, non ho una scorza, ma una certa intelligenza che mi offre il lusso di non piangere mai.
Ho pianto, con dolore e molto.
Sono sul divano, Aissa è in poltrona e sono distrutta, bagnata dalle lacrime, sconvolta dentro all’inverosimile.
GRAZIE, è tutto molto assurdo.
Perchè non l’hai scritto prima? (domanda provocatoria e non effettiva)
Sei vera, sei una bambina pura e fai malissimo, arrivi dentro e rigiri un coltello affilato, ma era necessario perchè è l’emozione della vita vissuta che deve schiaffeggiare chi si trastulla nel nulla di fatto e il molto a vanvera parlato.
Evviva te, la tua finalmente giunta spinta a parlare di lei.
E’ tanto, troppo e molto, ma è quanto di più sconvolgente nel bene io possa aver letto.
Non c’è traccia di presunzione alcuna, ma sei sempre e solo delicata, anche quando fa tanto male, ma non fa male perchè si pensa che ci sei tu, fa male perchè c’è sempre e solo Luisa.
Su due piedi e a caldo posso dirti che io non piango MAI per cause che non valgono la mia resa, ma esiste un elemento genuino, ingenuo, puro, nel tuo modo di raccontare, esiste la bambina in te che ti ha guidata perchè mi hai strappato il cuore, è stato come guardare un film e premiare il regista con la reazione all’emozione: lacrime, vere, come se fossi li, come se fosse mia sorella, come se mi riguardasse. Ma non dipende da me, sei tu che hai saputo suonare le giuste corde.
E io potrei tranquillamente rappresentare un campione test dei più.
E’ la tua memoria che generosamente si srotola che ci permette di rivedere questo film fatto di Luisa-momenti e Luisa è lungo tutto lo scritto, la Maestra illuminante, sia per frasi riportate che per atteggiamenti raccontati.
E’ importante non aver paura di ricordare e raccontare, è il nuovo orizzonte spirituale, l’autenticità del se vissuto.
I segni sono quanto di più importante ci sia.
Gli angeli esistono, sono messaggeri severi, a volte si avvicinano, altre volte no, si esprimono con poche parole pronunciate a voce alta e la maggior parte delle volte indicano il cammino, attraverso i cambiamenti da apportare nella propria vita.
Dove vive Luisa se non dentro di te, ma in questo mio adesso, la responsabilità è mia e lei vive dentro di me.
A freddo forse potrò dire bene, dire molto e dire altro, ma adesso vado al nocciolo:
Hai creato nel lettore un emozione che ha provocato una reazione, è il corpo intero del lettore che hai smosso, scosso, sconvolto, andando cosi a provocare delle trasformazioni notevoli a livello dei blocchi.
Si dice che non sia semplice far ridere, ma è comunemente facile far piangere per pietà, impresa complicata è far piangere per autenticità priva di aspettative.
Quello che hai scritto è prezioso per il valore del ricordo, per la verità della storia, per l’intensità degli accadimenti, per la cornice legata al filo logico di dettagli quasi surreali seppur reali, per la sublimazione da corpo ad angelo, per la delicatezza di non imporre mai il tuo marchio emotivo, ma tempestare il tutto dalla tua volontà di luce, che si sente, proviene da una costante intelligenza che si sforza di rimanere dignitosa.
GRAZIE
per ora questo
spero lo pubblicherai, è un dono che non puoi non fare
5 gennaio 2012
Non collocate i suoi libri nello scaffale ‘Esoterismo’: Igor Sibaldi è un filologo, e non si tratta di un mero dato professionale ma di una compulsione derivante dal dato biografico: figlio di due mondi (padre italiano, madre russa) Sibaldi ha subito come una ferita il muro linguistico e dopo aver tradotto ottomila pagine di classici russi si è dedicato a muri più massicci: ebraico, greco neotestamentario, geroglifici. Partendo da lì ha ripercorso tutti i classici della narrazione, dal Faust al Libro della Giungla. Immergendosi nelle ricognizioni dello slavista, non possiamo più illuderci sulla casualità del carattere sapienziale delle grandi narrazioni: ogni scrittore che ha lasciato il segno nel nostro immaginario, si tratti di Dante o dell’anonimo
estensore di Aladino e la lampada incantata ci appare nelle vesti di iniziato. Rispunta l’esoterismo? No, perché il lavoro di Sibaldi ha una forte impronta psicoanalitica.
Nonostante le sue critiche all’odontoiatria della coscienza, il viaggio che propone è, in un certo senso, una nuova forma di terapia psicoanalitica: la frequentazione degli Spiriti Guida e il concetto di sincronicità sono anche junghiani e i draghi da affrontare negli stadi più avanzati del Viaggio sono blocchi psichici, traumi “rimossi”. Questo genere d’inconscio però non è dentro il nostro piccolo grande Io, non è ereditato geneticamente come voleva lo psicoanalista svizzero: la sua coralità è esterna, perenne, trascendente, irriducibile. Aldilà, non al di sotto. Ora però non dirigetevi ancora verso scaffali sbagliati: nel volume uscito in questi giorni (Libro degli angeli), che pure riprende tradizioni cabalistiche, lo slavista fa riferimento a Edmund Husserl, il matematico prestato alla filosofia. D’altro canto, ogni suo testo può essere percorso in cerca di suggestioni poetiche di grande impatto. Insomma, lasciate perdere gli scaffali e adoperate il comodino.
Il mondo invisibile riassumeva i libri precedenti: cosmogonia, mappe dell’Aldilà, Spiriti Guida, terapie, soprattutto un’ esaustiva ricognizione narratologica, dalla Commedia alle Mille e una notte. Ciò che in altri testi era immaginifico, a volte criptico, in ogni caso suggestivo, qui viene “spiegato” nel modo più razionale – e in certo senso banale – possibile. Ma
gli Unknown Instructors di Yeats intendevano fornire solo metafore. Divulgare non è “gettare perle ai porci”?
Sì, è proprio questo. Voler insegnare è un difetto grave, e ci si mette a insegnare proprio per superarlo. «Chi sa fare, fa; chi non sa fare, insegna» come diceva Cechov. È che richiede enorme fatica e coraggio accorgerti che ciò che scopri cambia il mondo di per sé, e se lo divulghi è soprattutto perché non osi assumerti la responsabilità di un cambiamento. Se esiste un inferno, chi insegna ci andrà di sicuro. Ma ho un’attenuante: nel mio modo di insegnare, faccio puntualmente in modo che chi mi ascolta disimpari ciò che sapeva prima. Ricorda, nel Monello di Chaplin, il bambino che rompe i vetri perchè il vetraio, suo padre adottivo, capiti poi a ripararli? Anch’io rompo vetri. Il lettore assiste a questo teppismo propedeutico e spero che scoppi a ridere. Se ride avrò il purgatorio. Almeno spero.
Stupisce la facilità con la quale sembra si possano raggiungere gli Spiriti Guida: basta seguire qualche indicazione ed ecco, laddove per quasi tutte le discipline l’adepto sarebbe appena agli inizi di una corretta, faticosissima concentrazione, qualsiasi lettore si ritrova circondato da assistenti e guide, in coppia, come si fosse rivolto a un tour operator. Immagino però che nei suoi corsi ci sia qualche aiuto in più. Forse troppi: a qualsiasi viaggiatore i Maestri si presentano nelle stesse forme.
È una cosa che ha stupito anche me, all’inizio. Ma ho dovuto riconoscere che il «contatto» con il cosiddetto Aldilà è una facoltà naturale. I bambini ce l’hanno e la praticano ottimamente. Per un adulto, non sarebbe più difficile del gioco o del desiderio, o dell’abbandono erotico – se da migliaia di anni gli “esperti” non si fossero impegnati a convincere il mondo del contrario. È facile intuire perché. Se hai un accesso individuale e rapido all’Aldilà, non ti occorrono sacerdotes, pontifices, e le principali strutture religiose non occorrono più. È ciò che spiegò, tra gli altri, Gesù, e com’è noto venne accusato anche lui di essere un tipo «anomalo». Quanto alle forme e agli abiti dei Maestri, non è vero che li vedano tutti negli stessi modi. È vero, invece, che uno dei primi consigli che gli Spiriti Guida danno al loro allievo è quello di non badare affatto a come li veda. Li si “vede” solo nella fase iniziale, o nei momenti di stanca. Quando la conversazione si scalda, ci si accorge che il confine tra noi e loro scompare. Come dicevano i miei primi Maestri: «Noi siamo te. Ma tu sei tu in un mondo piccolo. Noi siamo te in un mondo grande».
La cosa che più mi ha colpito ne I Maestri Invisibili è la sprezzante considerazione delle Guide riguardo all’umanità: “diffusori di tenebra”, noi uomini non solo siamo meno evoluti delle scimmie, ma non evolviamo come specie. Questa non s’era mai sentita, manco gli animalisti ultrà o le gattare spregiatrici dei loro simili. O forse questa considerazione vale solo per una parte dell’umanità (gli ilici) mentre Lei, seguendo la tripartizione degli gnostici, si rivolge agli pneumatici?
Il segreto è che ognuno di noi è in parte ilico, in parte psichico, e in parte pneumatikòs. Ognuno di noi ha, cioè, un “io” di cui sa pressoché tutto, un altro “io” che conosce il precedente, e un terzo “io” più grande, di cui gli altri due non sanno niente. L’evoluzione c’è quando si impara a identificarsi in quest’ultimo, e a non prendere troppo sul serio i brontolii e le perplessità degli altri due. C’è chi ci riesce presto (e vive vite molto interessanti) e chi no. L’ostacolo principale è dato dal fatto che la maggioranza di quel che leggi e senti dire in giro proviene dai due settori dell’«io» refrattari all’evoluzione, e su questo insistono tutte le Scritture, da Noé a Paolo a Dante, e molti filosofi, tra cui i più recenti sono Husserl, Sartre e Castaneda. Io ne convengo pienamente.
Nel Mondo invisibile sostiene che il malato non è vittima di determinati demoni-malattia: le malattie non esisterebbero come entità. Questo contraddice la concezione, inaudita e inquietante, rintracciabile in Maestri invisibili: ogni malattia è un immenso essere evoluto che viene a insegnarci e che evolverà in futuro, diventando un Angelo.
Non è una contraddizione. Un Angelo non è un’entità: è un’energia. Sono convinto che una delle cose che più ci sembra temibile, cioè la malattia, sia appunto in realtà un modello evolutivo della nostra psiche, che noi temiamo soltanto perché contrasta con il nostro attuale modo di essere. Un modello: nel suo carattere collettivo, nella sua potenza comunicativa, «contagiosa», nella sintesi creativa che in essa si opera tra corpo e mente (nella malattia noi facciamo avvenire ed esistere cose nuove nel nostro corpo!) e via dicendo. Tutti tratti propri degli Angeli, non certo dei demoni – che sono inferiori all’io umano, nella scala evolutiva dell’invisibile. Certo, la malattia distrugge. Ma ciò che ci distrugge o determina le nostre sconfitte, sia sociali sia individuali, non è sempre una qualche potenzialità evolutiva che avevamo negato, temuto, represso,
ignorato, e che non potendo farsi udire e realizzare dalla coscienza si è dovuta manifestare in altro modo?
Le capita spesso di citare mistici come Teresa D’Avila (omettendo il Santa, per altro). Ma la Via di costoro era tutta intera dentro la Chiesa, in quell’“Abbraccio” per Lei mortale. San Pio, che lottava come Giacobbe ogni notte, non s’è mai schiodato dalla gerarchia che lo perseguitava. Non vedevano chiaramente?
Non sono di estrazione cattolica, ma non ho dubbi sul fatto che il Cattolicesimo sia attualmente la religione istituzionale più ricca, più evoluta e soprattutto la più colta in campo psicologico, tra quelle di cui attualmente disponiamo. Teresa, padre Pio e moltissimi altri luminari della mistica cattolica hanno trovato in questa religione un ottimo ambiente per poter sviluppare le loro facoltà. Purtroppo, da filologo e studioso di teologia, non condivido in alcun modo l’uso che il Cattolicesimo fa delle Scritture, i sorprendenti errori nelle traduzioni, e soprattutto l’ignoranza che la stragrande maggioranza del clero ha del significato dei sacramenti di questa Chiesa.
C’è una componente ‘politica’ non trascurabile nel suo libro. Il mondo invisibile è un inno alla disubbidienza, alla trasgressione. Il nostro eroe diventa Caino, l’iniziato è un ribelle che invece di rientrare nella comunità deve disprezzarla. La
tradizione è per Lei solo una gabbia. Non c’è il rischio che testi come questo, con una lettura del Decalogo alquanto “comoda”, risultino solo disgreganti? Lei si preoccupa della dipendenza “psicologica” del legame matrimoniale. Non intravede una sacralità nei nostri legami, per quanto tortuosi possano essere nella contingenza? Non mi sembra, in altre parole, che sia ben chiara la distinzione tra senso di colpa, di cui disfarsi, e il concetto stesso di colpa. O di dovere.
Ci sono periodi della nostra storia individuale e della storia umana in cui è bene esercitarsi nel dovere, nell’obbedienza a comandamenti e istituzioni. E ciò avviene, in genere, quando un popolo o una cultura sente di aver raggiunto una verità o un valore sufficiente, o magari una verità o un valore più alto del livello della coscienza collettiva, e tale dunque da dover essere
approfondito. Ci sono altri periodi in cui noi, o la nostra cultura, o il nostro popolo, si accorge invece di crescere: e allora non c’è valore, non c’è obbedienza che diventi un limite da riesaminare. Gesù ne parla quando dice: «Non giurate mai fedeltà a nessuno, ma dite «sì» solo quando per voi è «sì», e dite «no» solo quando per voi è no». Da un lato, io penso che ci troviamo in periodo di questo tipo. Dall’altro, penso che il compito di qualsiasi filosofo sia quello di ricercare comunque, nella propria epoca, la possibilità di giungere a un periodo di transvalutazione. Se ci riesce, bene; se non ci riesce, meglio ancora: voleva dire che la sua epoca era abbastanza salda.
da Pure gli angeli hanno un’anima di Elio Paoloni
(maggio 2008)
Imminente a Rimini: 25 26 febbraio 2012 Seminario Igor Sibaldi “Maestri Invisibili”
Yeyay’el
yod-yod-yod
Io vedo il modo in cui gli altri guardano, e guardo oltre.
Per me il 2011 è stato un anno molto particolare in cui si è andata a configurare una situazione che ho potuto comprendere solo pochi giorni prima che si concludesse. Piccoli e grandi segni mi si sono presentati con una (capisco adesso) delicata pazienza, senza spinte o eclatanze, qualcosa aspettava che io fossi completamente pronta a recepire davvero e a ricevere, senza timori, dubbi o razionalità. E’ stata una semina durata molto tempo, forse “da sempre”, forse da 8 anni, forse ha fatto solo in modo che tutto quadrasse e io venissi condotta arresa in un luogo “tra di qua e di là” dove “credevo” di credere ma probabilmente non ero pronta davvero a “sapere”.

La teoria e la pratica sono molto più distinte, e distanti, di quello che sembra e per quanto si lavori, ci si impegni, ci si creda, si chieda e si faccia il Vuoto per recepire probabilmente ci deve essere una “maturazione” su tutta la linea per accedere ai frutti della nostra mente fatta comunque anche di aspettative inconsce, contraddizioni, paure e speranze.
Mia sorella Luisa, la mia migliore amica, è morta nel 2003 e con lei è partita tutta una parte di me e del mio mondo esteriore ed interiore, destabilizzandomi in maniera profonda e indifesa. Per molti anni, intendo anni miei terrestri perchè nel “di Là” probabilmente sono attimi, ho cercato di accettare, riconsiderare, ottimizzare, soluzionare, trovare la pace. Per quel fatto ma anche per “me”, per darmi un senso, il famoso motivo del perchè “siamo qui”.
Luisa era più piccola di due anni e mezzo, una ragazza sensibile, bellissima, che viveva con amore cercando l’amore di un uomo come la massima felicità che le potesse accadere. Attorno ai 30 anni si è ammalata di linfoma non Hodgkin e questo in un percorso lungo dieci anni tra guarigioni e ricadute, l’ha portata ad andare, con immenso dolore mio e della mia famiglia, dove è adesso.
Il 23 dicembre 2011 tramite un Angelo con una serie di segni chiari e inequivocabili mi si è aperto “l’altro mondo” e sono stata “costretta” a mettere su carta la storia di mia sorella e tutta la “mappa” di “casi e coincidenze” che mi hanno condotto a che lo facessi. Luisa non voleva più essere relegata in quella dimensione che ancora una minuscolissima parte di me percepiva come “dubbio” quella certezza che era ancora mescolata più a speranza che a sapienza. Luisa esiste qui davvero, in modo concreto e concrete sono le sue incitazioni al mio comprendere il Grande Disegno.

All’inizio 2011, epoca dei primi segni forti, ho provato gioia e sconcerto e contemporaneamente un blocco a condividere. Un grande pudore mi faceva resistere nei confronti di questo fatto personale che è stato quello che più mi ha destabilizzato nella mia esistenza. Le “coincidenze” si sono susseguite serrate e ho dovuto arrendermi all’evidenza.
Ora vivo davvero tra i mondi, come credevo di fare, come avrei voluto, ma non pensavo che si sarebbe realizzato con una intercessione angelica e una serie di dettagli che non avrei davvero potuto evitare di riconoscere e accogliere. Sto aspettando la prefazione di un’amica a cui tengo molto per pubblicare l‘ebook che ho intitolato Lui Sa, come Luisa, come qualcosa/qualcuno oltre me che Sa che lei c’è, ed è anche qui adesso, e che c’è sempre stata.
Pina Di Pasquale l’ho conosciuta parecchi anni fa ad un corso olistico serale (massaggio con gli olii essenziali) al quale entrambe eravamo iscritte nel perenne piacere di focalizzare una volta di più le nostre attrazioni e predisposizioni. Ha collaborato nell’ideare e organizzare, con molta caparbietà e determinazione, un interessante Convegno dedicato agli Angeli. Appena le ho chiesto informazioni mi ha immediatamente scritto questa lettera con tutti i dettagli sul programma e i nomi degli autorevoli relatori dell’evento (tra i quali l’amico Gianmarco Bragadin, autore, editore e ricercatore spirituale che ha curato con molto affetto e attenzione la prefazione del nostro “La Pace comincia da Te” Josaya Uno Editori).
Per chi fosse in zona il 17 e il 18 dicembre, a Cesenatico in Romagna, è un’occasione che appassionatamente consiglio, io ci sarò, tra l’altro il ricavato andrà interamente agli alluvionati della Liguria. Mi ha dato un brivido di particolare piacere il nome della titolare del Convegno: Tina (Bertuzzi, detta Tina degli Angeli, che conoscevo solo di fama) che è pure il nome della mia amata nonna Tina (genovese, come me, che ha abitato a Genova in Salita degli Angeli) anche lei da tempo tornata a Casa, tra gli Angeli.
Silvia Paola

“Carissima Silvia eccomi qui a raccontarti come e’ nata l’idea del convegno a Cesenatico!
Io e un’amica stavamo ricordando quanto AMORE avevo e ricevo da una splendida persona ora nel mondo Spirituale, ma comunque sempre vicino a noi.
La mia amica, che ha il dono di “vedere e sentire” l’Oltre, mi dice: “Sai che a Tina (questo il nome della mia Maestra Spirituale) farebbe piacere ritrovarsi e far conoscere ad altri il suo Dono e cio’ che lei portava a conoscenza delle persone cioe’ Gli Angeli”.
Tina degli Angeli
Ecco come ha avuto inizio l’idea del I° Convegno Tina Bertuzzi.
Ci siamo attivate subito per cercare i relatori, tutto avendo chiesto prima il permesso ai figli di Tina. Dopodiche’ assieme all’associazione Il Laboratorio della Vita di Gatteo, abbiamo inziato a interpellare i relatori: Gianmarco Bragadin, Anna Fermi, Manuela Racci, Stefania e Luca Veritti, Federico Bassetti, Silvio Bonatti, Don Pasquale, Annalisa Occhipinti, Lina Cassano, Siracusa Venera, Gabriele Muratori, Seline Vignoni.
Hanno tutti accettato di intervenire per portare le loro esperienze spirituali e Angeliche a questo convegno dedicato a Tina Bertuzzi, e durante la preparazione abbiamo constatato come le cose volute dal Mondo Spirituale si intersecano in modo armonioso e scorrevole!
Ringrazio coloro che parteciperanno, e coloro che da lassù saranno con noi per darci Forza, Gioia e Allegria!
Ti metto il programma… con un abbraccione!”Pina
Convegno a Cesenatico Angeli e Luce
Evento Facebook: clicca QUI
“ANGELI E LUCE”
I° Convegno Tina Bertuzzi
17 e 18 Dicembre 2011
C/O Alexia Palace Hotel
Viale Cavour, 20
47042 Cesenatico FC
Creato da Il Laboratorio della Vita, Barbara Casadei, Paola Lunedei
IMPORTANTE: Il Ricavato sarà devoluto in BENEFICENZA a favore degli alluvionati della Liguria.
Programma dettagliato:
Sabato 17 Dicembre
ore 14:00 Apertura segreteria
ore 15:00 Apertura convegno e presentazioni
ore 15:30 “Chi sono gli Angeli?” Venera Siracusa
ore 16:20 “Lo sguardo di un Angelo su di me” Manuela Racci
ore 17:10 Pausa caffè
ore 17:30 “Collaborare con la Luce” Stefania Valentini e Luca Medici Veritti
ore 18:30 “Gli Angeli attraverso la Bibbia” Don Pasquale Gentili
ore 19:20 Cena
ore 21:00 “Telefonate dal Cielo” le mamme raccontano l’incontro con gli Angeli
Domenica 18 Dicembre
ore 9:00 “Meditazione con i Cristalli” Federico Bassetti
ore 9:15 “Un Angelo dritto al Cuore” Anna Fermi e Vittorio
ore 10:00 “L’Albero della Vita” Gabriele Muratori
ore 10:50 Pausa caffè
ore 11:00 “Viaggio nei mondi Invisibili. Come ritrovare la speranza quando si perde la persona amata. Esperienze personali e messaggi degli Arcangeli” Gianmarco Bragadin
ore 11:50 “La voce dei Cristalli” Federico Bassetti
ore 12:40 Pranzo
ore 15:00 “Luce da Luce” Silvio Bonatti
ore 15:50 “Gli Angeli esistono” Lina Cassano
ore 16:40 “Gli Angeli ballano gioiosamente con Noi” Seline Vignoni
ore 17:00 Chiusura convegno e saluti
Per la durata del Convegno saranno disponibili alcune sensitive per aiuto e sostegno alle persone che ne facciano richiesta. Saranno presenti: Giancarla Padovan, Adele Napoleoni, Eliana Sergi, Stefania Valentini, Venera Siracusa, Fulvia Laghi, Alessandra Milani.

Modalità di partecipazione:
L’iscrizione si effettua mediante il versamento del contributo di partecipazione individuale di 30 euro, per i due giorni, tramite bonifico bancario
c/o la Cassa di Risparmio di Cesena
Fil. Gambettola intestato a “Il Laboratorio della Vita” : IT 21N0612067810CC0100506225
Indicare nella causale: nome, cognome, numero di telefono, n. dei partecipanti e se s’intende usufruire di cena e pranzo.
Il pranzo e la cena saranno consumati presso il Ristorante “Punta Nord” a 100 mt. dal luogo del Convegno, al prezzo concordato di 20 euro cad.

Per ulteriori informazioni rivolgersi:
Pina Di Pasquale 339-1511051
dipasqualepina@hotmail.it
Paola Lunedei 339-1246680
Federico Bassetti 333-3526868
laboratoriodellavita@libero.it
“Il Laboratorio della Vita”
Piazza Castello, 5 – Gatteo
tel 0541 1601223
Per ragioni organizzative è necessario effettuare le iscrizioni entro il 12-12-2011
Dove siamo
a circa 20 Km. dall’autostrada A14 uscita Cesena
a circa 30 Km. dall’aeroporto di Rimini
a circa 40 Km. dall’aeroporto Ridolfi di Forlì
Alberghi convenzionati:
Alexia Palace Hotel (sede del Convegno)
Viale Cavour, 20 – 47042 Cesenatico FC
tel 0547-81071
info@alexiapalace.it
Hotel Splendid (a 400 mt.dalla sede)
Viale Cavour 42 – tel 0547-81882
info@hotelsplendidcesenatico.it
Ristoranti convenzionati:
“Punta Nord” a 100 mt.dal luogo del Convegno, prezzo concordato di 20 euro cad.
Hotel “Splendid” 400 mt. Dalla sede del Convegno, prezzo concordato 18 euro cad.

























Commenti recenti