Ma chi sono davvero i giganti?
Leggi questa storia interessante che ti regala Paul McKenna.
Immaginate di svegliarvi un giorno in una terra popolata quasi interamente da giganti.
Dapprima sareste senza dubbio terrorizzati: tutto questo rumore e la sgradevole sensazione di impotenza che accompagna ogni vostra caduta rimarrebbero con voi per tutta la vita.
Dopo un po’ di tempo, tuttavia, molti di quei giganti comincerebbero a sembrarvi buoni e vi rendereste conto che uno di loro, in particolare, dimostra un certo interesse per la vostra sicurezza e benessere.
Immaginate poi che un giorno, apparentemente senza motivo, il gigante di cui avete imparato ad avere una fiduci assoluta cominci a gridarvi contro, a minacciarvi addirittura a colpirvi. Come potreste mai sentirvi ancora sicuri in una terra popolata da tali esseri?
Ci devono ben essere delle leggi in questa terra o delle regole da imparare per poter sopravvivere…

Un giorno incontrate altri esseri piccoli come voi: sembrano uguali a voi e, in loro compagnia, vi sentite subito più sicuri. Alcuni sostengono di conoscere le leggi di quella terra e ve le spiegano.
Mettendo insieme le conoscenze che avete acquisito dall’osservazione dei giganti e ascoltando i loro insegnamenti provenienti da quelle voci rimbombanti simili a quelle di un dio, cominciate a capire che cosa dovete fare o non fare per non correre pericoli.
Fai quello che ti viene chiesto. È più facile andare avanti se obbedisci. Non piangere. Non alzare le mani. Studia. Trovati un lavoro. Fai quello che ti viene chiesto. Sposati. Fai dei figli che ti sostengano nella vecchiaia. Fai quello che ti viene chiesto.
La lista si fa più lunga mano a mano che il vostro corpo, un tempo minuscolo, si fa più grande (accresciuto, senza dubbio, dal cibo speciale prodotto nella terra dei giganti) finché, un bel giorno, improvvisamente, vi rendete conto che di giganti non ce ne sono più.
Poi, un giorno, vi svegliate e vedete un esserino minuscolo che alza lo sguardo verso di voi: si e svegliato in una terra di giganti. E, poiché lo amate, cominciate a insegnargli tutto quello che avete imparato su come sopravvivere in questa terra.
E così, il ciclo continua…
Il circolo vizioso.
Il comportamento è direttamente collegato alla persona che crediamo di essere – l’immagine che abbiamo di noi stessi.
L’uomo continuamente conferma a se stesso di essere la persona che crede di essere, ma il sistema che utilizza per interpretare il proprio comportamento e le risposte a esso, è la propria immagine di sé.
Si tratta di un vicolo cieco.
Ricerche in campo psicologico hanno dimostrato che l’essere umano riesce a tollerare solo un certo grado di discrepanza tra i propri pensieri ed i propri comportamenti.
Che cos’è l’immagine di sé?
L’immagine di sé è il modo in cui vi vedete nella vostra immaginazione.
Il motivo per cui essa ha tanta forza è che il vostro comportamento non si discosterà quasi mai da tale mappa interiore.
Essa agisce come una sorta di profezia che si autoavvera.
Il modo in cui pensate a voi stessi influenza anche il modo in cui gli altri pensano a voi.
Dato che il 90% di ciò che comunichiamo è inconscio, chi vi circonda risponde continuamente al vostro linguaggio del corpo, al tono di voce e ai segnali emotivi che trasmettete.

I tre IO
Al cuore di tutto c’è il nostro IO autentico, la realtà di chi e che cosa siamo veramente. Tuttavia, sovrapposto a questo vero IO – con tutte le sue stranezze, debolezze e un’identità senza pudori – c’è uno strato di vergogna, di paura e di sensi di colpa: la persona che temiamo di essere, l’immagine negativa che abbiamo di noi stessi.
Perciò, per fare in modo che gli altri continuino ad apprezzarci e approvarci, a darci amore e denaro, sovrapponiamo un ULTERIORE strato all’IO che temiamo di essere – la persona che fingiamo di essere.
Ecco la lezione chiave di oggi:
“Il motivo per cui non state ancora vivendo la vita dei vostri sogni è che state sprecando tempo ed energie per nascondere al mondo l’idea negativa che avete di voi stessi”

Paul McKenna ti aspetta da Venerdì 16 a Domenica 18 Marzo 2012 nel FORUM DELLE ECCELLENZE 2012. Per la prima volta in Italia (in esclusiva) con Performance Strategies.
Dopo la Parte I° e la Parte II° eccomi a te con la Psico dieta parte terza. L’arrivo della buona stagione invoglia a mettersi nella miglior disposizione per perdere qualche chilo, anche per dimagrire volere è potere! Ma collaborando direttamente con le energie del Tutto potrai fare immediati passi da gigante e ritrovare con facilità la tua forma psico fisica migliore.
Il sovrappeso è particolarmente legato alla psiche, più di altri “distretti” visto che mangiare bisogna ed è fonte non solo di piacere ma di gratificazione (non sempre positiva) quanto meno immediata.
Il corpo però è una faccenda “fisica” e ha bisogno anche di “passi” fisici nel seguire una mente illuminata nella purificazione riuscendo a rendersi reciproci alleati.
Quando il problema si protrae da tempo vuole dire che si sono accumulati strati di memorie che naturalmente vanno a frapporsi con tutte le migliori intenzioni. Quindi… occorre pulire!
Devi parallelamente al percorso spirituale darti degli step “oggettivi”. Intanto realisticamente farti un idea del risultato finale e visualizzarti in quell’immagine che è il meglio di Te. …Sii realistica però! E ogni giorno aiutati con questo mantra di straordinaria efficacia:
Il Tutto è Amore, Io sono il Tutto, Io sono Amore. Immergendoti in questa energia, si stabilizza il “programma” ad Agire come se fossi Amore.
E l’Amore è l’unica sostanza in grado di perdonare, sciogliere, modificare, trasformare e (ri)creare.
Aggiungerai un programma oggettivo, un percorso di Amore concreto per te. Inizia subito a guardarti con gli occhi dell’Amore, questo è un auto benedirsi e come ben sai OGNI situazione reagisce al meglio quando ciò accade, anche e soprattutto nei confronti di noi stessi che disfiamo o creiamo il Tutto.
Noi siamo i responsabili del film che è la nostra vita: registi, sceneggiatori, autori e attori.
La ripetizione (pensata, scritta, cantata, sussurrata) di queste parole (IMMENSAMENTE più Potenti di quanto tu supponga), alcune modifiche psico fisiche alla tua alimentazione, la visualizzazione della tua nuova figura saranno un supporto di infinita e concreta soddisfazione per lavare la tua programmazione che ti portava (nel passato) a creare contro di te. Puoi inventare mantra personalizzati da aggiungere, l’importante che siano pregni di positività, entusiasmo e non contengano negazioni di nessun tipo.
Ogni giorno usa il respiro come una pulitura interna. Dedicati 7/8 minuti prima di alzarti e altrettanti prima di addormentarti, inspira insieme al mantra un fascio di brillante Luce bianca fosforescente che dirigendosi in ogni tua cellula nutre, rigenera e brucia il grasso in eccesso poi espira frustrazioni e ansietà liberando completamente il tuo sistema di memorie.
Dedica attenzione a Te stessa e al tuo corpo e alla tua bellezza ogni giorno aggiungendo piccoli accorgimenti che ti gratifichino e che concretizzino l’amore per te su ogni livello.
SCEGLI alcuni accorgimenti pratici, sostituisci gli alimenti con corrispondenti che possano apportarti migliori memorie e Vita: un dolce con un frutto (e sii consapevole che quel meraviglioso frutto maturo, profumato e disintossicante è nato PER TE, per arrivare tra le tue mani e diventa Te apportandoti la sua vitalità, il suo “senso” di essere nato ed esistito e sarà felice di continuare ad esistere in una persona meravigliosa, che si ama, che ha buoni e propositivi pensieri, che ha cura di Sé stessa…Tu!).
Un delicato pesce al vapore invece di un primo piatto grondante ragù… sempre avendo gratitudine per quell’essere vivente che ha scelto di arrivare a Te e che tu hai Scelto di attrarre per poter avere le sue doti, la sua ricchezza, il suo “senso” del Tutto. Colorate e croccanti verdure leggerissime e piene di sali minerali e vitamine. E…

E così puoi osservare e alleare ogni alimento che diventerà parte di te, con amore, gratitudine e gioia invertendo ere di memorie che agiscono contro il tuo desiderio: essere bella, essere al meglio e con-moltiplicare questo tuo meraviglioso stato di benessere con il mondo intero.
Trova anche il momento ogni giorno scegliendo di essere più attiva. Piccoli cambiamenti quotidiani, il desiderio di una passeggiata con il piacere di ritrovare la consapevolezza del tuo respiro, delle tue gambe toniche, del tuo amore di onorare la vita, del tuo essere Qui e Ora.
A te sta una parte di pratica, il Sé superiore (la parte intelligente e sapiente di te) ti supporterà rafforzando potentemente ogni tuo avanzamento verso la persona CHE SAI di essere e che vuoi dimostrare all’esterno.
Stai costantemente Attenta ai tuoi pensieri perchè come ben sai, sono Potenti e creano tutto quello che hai nella vita.
Sopra La Petite Robe di Chiara Boni PE 2011
L’arrivo della primavera è un passaggio che aspettiamo generalmente con grande entusiasmo perchè ci consente un cambiamento generale su tutti i livelli. Già dall’epifania smaniamo sentendo il rinnovamento che la natura in modo impercettibile attua e ci fa captare per memorie oggettive e in sottili, continui stati non manifesti che impregnano un tempo che il nostro intuito, più avanti di noi “sa”.
E come ogni anno una delle cose divertenti che la nostra materialità ci propone, è il dare uno sguardo a quello che indosseremo nella stagione che sta entrando. Non è solo un fatto di moda o di estetica, è un ancestrale mezzo di comunicazione cercare di “spiegare” agli altri e al mondo intorno chi noi siamo e come lo interpretiamo, come ci raccontiamo attraverso le forme e i colori, questa nostra nuova rinascita primaverile. E’ il nostro film personale con cui ci concediamo di giocare, divertendoci e rinnovando la nostra comunicazione con l’ambiente.
Anche se da sempre ogni cambio di stagione acquisto quasi tutte le riviste con gli inseriti delle sfilate, difficilmente acquisto qualcosa che è “di tendenza”. Sfogliare le foto e capire i dictat è più un insieme di divertimenti artistici, un posizionare mentalmente la “filosofia” dell’epoca, un godere della fantasia e della linea rinnovatrice che invade il mondo, apprezzando esteticamente quest’arte con cui abbiamo saputo invadere gioiosamente il mondo. Gli stilisti sono meravigliosi creatori di sogni che sta a noi interpretare.

Anzi sostanzialmente quando qualche pezzo è così “invadente” da fare lo stile preciso della stagione mi guardo bene dall’acquistare qualcosa su quel tema, ho un forte senso dell’unicità (non più dell’eccentricità… insomma non spesso:) ma del mood che mi racconti davvero nel mio qui e ora con una personale revisione dell’interpretazione.
Il modo migliore di seguire la moda è ascoltare profondamente se stessi e dare la propria personalissima impronta a ogni proposta che acquisirà vita perchè saremo noi a trasmetterla e non viceversa.
La moda e le tendenze sono un veicolo per sperimentare la nostra creatività, la nostra fantasia e la voglia di nuovo. Di fare fresca chiarezza in noi sperimentando per affinità o per contrasto reinventando il nostro essere unici.
Chissà se è una scusa per mollare il durissimo, per la maggior parte del genere femminile, impegno perché l’ago della bilancia stia in bilico tra quello che decidiamo il peso “giusto” o massimo più due chili ma (finalmente!) sembra che la donna donna, ovvero quella che da morbida viaggia verso la rotondezza sia una nuova icona di desiderio. Desiderio che gli uomini uomini hanno sempre manifestato quando appare alla loro visuale una donna che ha il coraggio di essere e di sembrare tale. Dall’anno scorso anche Vogue ha dedicato alle morbide e felici un vasto settore in una sezione del sito chiamato Vogue Curvy dove possiamo trovare sempre più foto, moda, filosofia e informazioni per la felicità per chi delle diete non ne vuole più sapere o altamente se ne infischia.
Che sia un fatto personale o finalmente il coraggio delle donne che nella maggior parte dei casi ha scelto di essere bella qualunque forma abbia, trovo che questa grande libertà non possa che fare bene a noi stesse, al mondo dell’immagine e dell’autostima globale a prescindere. Abbiamo passato troppo tempo a confrontarci con dei modelli che sono quantomeno improbabili, almeno per la maggior parte degli umani, confondendo il termine “bellezza” con quello di standard veramente difficili da raggiungere e soprattutto da mantenere.
“Credo fermamente che a rendere una donna sexy e bella non sia la sua taglia o il colore di rossetto che porta. Quello che rende davvero sexy è quello che proietta, la fiducia in se stessa, la consapevolezza di sé, il senso dell’umorismo e l’intelligenza” afferma Kate Dillon top model curvy.
La sua storia? Scoperta a San Diego quando aveva sedici anni. Si è trasferita a New York, partecipando al concorso Elite model of the Year. In pochissimo tempo è diventata una top degli anni 90. Piegata dall’anoressia, ha abbandonato la moda nel 1993 quando ha iniziato a rimettere su peso. Si è laureata all’ Università del Texas in Relazioni Internazionali, a giugno dello scorso anno ha concluso un master a Harvard. Dieci anni dopo, è tornata in passerella come modella plus size finalmente raggiungendo la sua massima popolarità.
Christian Siriano stilista USA giovanissimo e in forte ascesa “Penso che il corpo sia molto importante, non importano le sue dimensioni, grandi o piccole che siano. Sono convinto che la cosa bella della moda sia che ogni persona appaia diversa indossando un capo. Mi piace molto che molte delle mie clienti abbiano curve formose” e aggiunge “Ho sempre creato vestiti per donne reali. Ho creato abbigliamento per donne che portano taglie dalla 32 alla 50, e ne vado molto fiero. Penso che tutti noi vorremmo delle donne con misure più varie”

Per il mondo curvy iniziano ad aprirsi orizzonti nuovi: Patrizia Mirigliani, patron del concorso di Miss Italia, annuncia come “rivoluzione” del 2011 l’entrata della taglia 44. “Ci vuole una reginetta anticrisi, dalle linee morbide e rassicuranti, lontana dal velinismo”. Potersi iscrivere al concorso senza l’incubo della taglia è una libertà in più per le nostre ragazze e per la donna in generale.
“Da sempre ci sta a cuore il discorso etico. Questa rivoluzione è l’ennesima espressione della nostra filosofia di vita” annuncia orgogliosa. Una donna che sia simbolo della ragazza della porta accanto. Basta corpi irraggiungibili, bellezze senza imperfezioni. “Se le curve sono al posto giusto, posso valutare anche bellezze taglia 46″.
Al passo con i tempi anche il concorso di bellezza più famoso d’Italia. Ritorna il modello della donna del dopoguerra come icona del ventunesimo secolo. E come allora, la bellezza delle curve, come fonte di sicurezza e femminilità.
Come dire, siamo a una svolta nella vera sovranità di espressione della nostra immagine. Ognuno di noi (anche i maschietti please!) sono nell’epoca giusta per allineare la propria esteriorità a qualcosa di più che un involucro (impossibilmente) perfetto. Questo non sta a significare sciatteria o trascuratezza, ma celebrazione dell’essere, meraviglioso, che sappiamo di essere.
Mostrare esternamente ciò che sentiamo dentro è una grande conquista: l’amore per noi stessi, la bellezza, la fantasia e l’allegria con cui scegliamo di farlo dona a noi stessi la libertà che riteniamo più giusta e più opportuna e tutta l’autenticità che sappiamo di avere.
Nella graziosa cittadina di Nizza una donna americana di nome Joan stava facendo la spesa al mercato rionale, quando vide un uomo che assomigliava moltissimo a Pablo Picasso.
-Scusate, signore siete forse Pablo Picasso?
-In persona rispose Picasso con un sorriso.
-Non vorrei disturbarvi” disse tremando, ma vi supplico, potreste
disegnare il mio ritratto, anche solo un semplice schizzo? Sarei felice di pagarvi per questo
-Certamente si può fare rispose il maestro.

Joan credette di svenire. Si sedettero a un tavolo di un caffè poco lontano. Picasso prese foglio e carboncino e cominciò a lavorare.
Quindici minuti più tardi girò il foglio e lo pose a Joan. Era una cosa spettacolare un Picasso autentico ed era il suo ritratto!
Joan prese il ritratto, lo abbracciò, e ringraziò profusamente. Poi apri il suo portafoglio, prese il libretto degli assegni e chiese
-Quanto vi devo, Maestro?-
-Cinquemila dollari rispose Picasso in tono neutro.
Joan era sbalordita. Cinquemila dollari? Ma Maestro, con il dovuto rispetto, voi avete lavorato solo un quarto d’ora
-Niente affatto signora – rispose tranquillo Picasso. Voi non comprendete: per poter disegnare quel ritratto mi ci sono voluti ottant’anni e quindici minuti.
Qualsiasi cosa scegliate, conosciate o facciate, questa rappresenta la somma di tutto quello che avete fatto e imparato in tutta la vostra vita.















Commenti recenti