E’ pregiudizio comune credere che le cose non cambino.
Nei secoli la donna ha viaggiato a lungo modellandosi secondo gli schemi delle varie epoche affilando l’arte della seduzione come il modo più comune di garantirsi uno spazio.
Nella moda, nel cinema, nel mondo dello showbiz troviamo esempi femminili che di quest’arte ne hanno fatto un personaggio dando vita all’icona della donna debole e sensuale che affascina con dolcezza come la bionda Marylin o la sbarazzina e fresca Audrey Hepburn che conquista con una raffinata semplicità o l’enigmatica e bellissima Kim Novak dalle curve ben accettate allora.
Ma cosa accade quando il bisogno di sopravvivere come personaggio seppellisce l’esigenza di vivere per ciò che si è?
Quando modelli standardizzati limitano l’espressione di sé quello che scatta è l’adattamento o la ribellione.
Morire per un canone dettato dal fashion system fa riflettere e smuove nell’essere femminile il desiderio di mostrare l’altra faccia della luna, quella più nascosta perché spaventosa agli occhi di chi non è in grado di scorgere la vera bellezza nelle differenze e usa il corpo commercialmente frustrando l’anima.
E’ un momento questo in cui la coscienza femminile è stanca e pronta a farsi avanti in maniera consapevole non solo ribellandosi ma comunicando in azione la sua strategia di essere libera di esprimere il proprio valore come donna.
La donna che verrà è una donna che sa vivere nel presente secondo il suo valore che scopre ogni giorno esponendosi al rischio di deludere e perdere, è una donna che lo ha riconosciuto e accettato come indivisibile da sé.
E’ una donna nuova che ha il coraggio di non piacere, disturbare, osare con intelligenza e sensibilità.
Non sta più in un angolo aspettando di essere scelta è lei la Psiche che ha imparato a dividere i semi.
E’ una donna che non reagisce ma agisce e che non rinuncia alla sua femminilità per assecondare una società impaurita ma non ne fa di questa una mercificazione.
Non avrà paura di stare sola ma non disdegnerà un’unione in nome di una libertà che ha capito essere falsa se non condivisa, non cederà alla rabbia ma la sublimerà attraverso la creatività e parlerà al mondo facendosi ascoltare, dettando nuove linee sociali e commerciali.
Suggerirà il nuovo taglio, il nuovo stile collaborando al cambiamento per smentire chi di un pregiudizio ne ha fatto un ostacolo alla realizzazione di sé.
Il riconoscersi Integri e riconoscere che si è composti da molte parti mi ha portato ad unire, considerare, onorare accettare e finalmente ad amare parti di me che non riuscivo ad “inserire” in quella che credevo di essere.

Ho sempre considerato
(pur usufruendone nella fotunata vita che ho avuto la gioia di vivere, ovvero la capacità di creare , “malgrado me stessa” poichè l’inconscio è sempre stato molto più coraggioso ed intelligente di me!)
le cose materiali “futili” e non “degne” di essere desiderate e godute.
O meglio io mi sono sempre sentita a disagio di avere una parte di me che gioiva, sognava, desiderava, si gustava i sogni, le cose belle, buone, le cose di lusso, la vita “glamourosa” e seducente e di potermi con “leggerezza” sentirmi altrettanto glamourosa ed arrendermi ai miei – fattibili ed innocenti – desideri terreni.
Ero cupa, grave ed oscura credendo di essere nella verità.
Sempre una parte (insicura, tormentata, disallineata) dalla voce gentile ma implacabile, rigida e poco avezza al lasciarsi andare mi ricordava di quanta sofferenza ci fosse al mondo, di quanto bisogno e quanto dolore, e non ammetteva che io (cioè avendone sensi di colpa amari che mi facevano assaporare ciò che vivevo col cuore stretto) potessi godere di quello che la vita generosamente mi porgeva.
Non sempre, non ero così assoluta ma il mio tormento era costante. Un qualcosa che mi rodeva dentro, un qualcosa di interrotto, di incompleto. Una parte del mio tessuto, del mio dna, del liquido vitale che mi scorreva dentro ragionava allineata alla sofferenza, da sempre. Indagare ogni mio pezzo era il mio viaggio preferito e sminuzzare ogni mio pensiero e ogni mio passo era ciò che mi veniva più naturale e immediato. E mi ci crogiolavo perchè una parte di me aveva anche l’ardire di considerarmi superiore, sensibile e alla ricerca di quella verità pura e spesso non vissuta da molti che non vedevano oltre le apparenze di colorati ed inutili accessori (di qualsiasi tipo fossero). Questo era il mio pensiero.
FINAL’MENTE
una svolta relativamente improvvisa e imprevista nella mia vita mi ha permesso di fare una serie di passi che sono diventati un sentiero, poi una strada infine il Percorso che mi ha consentito di tirare fuori il coraggio e la mia vera essenza liberandomi di pregiudizi e credenze che a migliaia di strati coprivano la mia vera natura.
Il dovermi rimettere in discussione (e a ricominciare ad oltre quarant’anni) a seguito di ad una separazione (e poi un divorzio) a lavorare “seriamente” come mai avevo fatto in vita mia, strutturando il mio tempo, la mia giornata, la mia vita alla “norma delle cose” mi hanno aiutata a fare il salto quantico in me stessa e a riallinearmi con quella che era la mia natura reale troppa a lungo seppellita sotto gioghi di sensi di colpa e di idee punitive di ciò che doveva essere l’esistenza terrena.
Il motivo principale di questa visione diciamo “errata” ma in realtà condizionata e parziale credo di aver capito sia stata dettata dalla mia (normale negli umani!) paura di non essere amata che mi ha portato a guardare talmente in profondità (filosoficamente) da dimenticare la reale condizione che ha “il senso” e la vita che davvero vale la pena di essere vissuta: Amore Gratitudine e Gioia e la ricerca del Benessere su ogni piano e livello (per noi stessi ed ogni essere vivente) sono gli ingredienti e le mete di ogni Vita Integra Coraggiosa e Densa.
Il costruire la nuova me con fiducia, sorpresa, gratitudine e un’innocenza pura mi hanno regalato una nuova esistenza ed una nuova visione che mai avrei sospettato potesse nascere dai miei geni senza speranze.
E ciò che ogni essere vivente deve cercare, per onorare il Dio in Sé e nel Tutto, che è sempre lo stesso Dio che è poi in ogni “qualsiasi cosa che esiste” ed ogni cosa esiste proprio per aiutare tutti noi a capire questo e a comprendere che …DOBBIAMO Vivere davvero e non trascorrere l’esistenza a pensare come vivere meglio.
Detto ciò C’ENTRO (c’entro davvero molto e dappertutto dentro e fuori di me) sarà la mia tavola delle creazioni, in ogni piano e livello di esistenza e sarà il mio strumento per esprimere e focalizzare le mie priorità e le mie aspettative, le mie intenzioni, le mie emozioni, le mie eccitazioni, i miei gusti e i miei desideri, i miei colori ed il mio coraggio, le mie voglie e le mie ispirazioni, il mio carburante e le mie considerazioni di ogni natura esse siano senza trascurare alcun pezzo, considerandomi integra e meravigliosa proprio perchè ogni pezzo si è a’ccor’dato all’altro in una fusione di Amore come mai avevo sentito prima: l’Amore dell’Universo che mi ha raccontato di essere me: C’ENTRO eccome !
BENVENUTO ad ogn’uno abbia voglia e desiderio di condividere Gioia e Creazioni, le visioni collettive si realizzanio molto più velocemente avendo una forza più concentrata e potente e consentendo a molti di concretizzare Sogni, Priorità, Richieste che poi sono condensazioni fisiche di Amore Gratitudine e Gioia.
Silvia Paola

















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