
A volte il cervello parte con un ritmo che sembra impossibile da controllare o quanto meno da stabilizzare. Abbiamo sempre un’esagerazione di cose da fare, da sistemare, da cambiare, migliorare… E questo su ogni piano e livello di esistenza pratico e spirituale. A volte sembra che tutto caschi a pezzi e noi corriamo a destra e a manca nella nostra mente cercando di sostenere e incollare pezzi di noi.
Senza contare i sensi di colpa, che per quanto razionalmente abbiamo capito che sono roba da eliminare totalmente dalla nostra vita, chissà perchè si permettono di infiltrasi nella nostra già complicata gestione dell’esistenza insieme a quello che da sempre “i saggi”, i genitori, la società, i diffusori dello Spirito e qualsiasi altra fonte che ci era parsa autorevole ci striscia dentro. E in “quelle volte” ci chiediamo “Ma che cosa vuole la vita da me?”
In realtà le cose sono semplici, molto più semplici di quanto ci paiano in quei momenti dove la nostra mente ribolle senza requie. E l’imparare a godersi la vita un nostro diritto a una meravigliosa avventura.
Immagina..
Immaginate dei rapporti personali non più basati sul bisogno, ma che emergono da un’esperienza di appagamento, di potere e di espressione del più alto pensiero su noi stessi e sugli altri che risiede dentro tutti noi!
Immaginate delle storie d’amore nate non dal pensiero che <non potete vivere senza> una determinata persona, ma dalla consapevolezza che l’espressione del vostro Sé più elevato non dipende da qualcun’altro, ma arricchisce immensamente ogni individuo del quale toccate la vita, permettendovi di amare a partire da una disposizione a dare!

Immaginate che lavoro e carriera siano una celebrazione gioiosa del meglio di voi stessi e l’esperienza più felice di Chi Siete!
Immaginate una vita senza il timore di Dio e senza sensi di colpa anche per le infrazioni più piccole a quelle che credete le Regole di Dio!
Immaginate la libertà di anima, mente e corpo che avrete quando comprenderete finalmente di essere Uno con Dio! Immaginate il potere che avrete, il potere di creare la vita che sognate e quello di aiutare altri a crearla a loro volta!
Immaginate la fine delle frustrazioni e delle ansie per il domani, della tristezza e del dispiacere per quello che è accaduto in passato, quando scoprirete che nulla può andare male, che tutte le cose sono perfette così come sono, che Dio non richiede nulla da voi, se non di essere esattamente quello che siete, di fare esattamente quello che fate e di avere esattamente quello che avete proprio ora!
Infine, immaginate la meraviglia di una vita che si esprime attraverso di voi, nella quotidianità, grazie alla vostra maggiore consapevolezza.
Da ‘Che cosa vuole Dio‘ di Neale Donald Walsch
La mente in molte faccende tende a condurre in luoghi che non desideriamo. Sembra per certi versi una nemica che travolge ogni nostra buona intenzione e si avvia dove può avere una gratificazione immediata, travolgendo il nostro buon senso e i nostri migliori programmi, lasciandoci deboli e amareggiati testimoni della nostra presunta incapacità di gestirla.
E se questo si somma ad altre prove fallite conferma al nostro Sé che “noi non siamo in grado di condurci con responsabilità ed entusiasmo” e cominciamo a vivere al di sotto dei nostri desideri e delle nostre potenzialità. Una forma fisica attraente e ammirata, innanzitutto da noi stessi, innalza autostima, forza e potere e queste sensazioni attraggono fatti, circostanze persone in allineamento a queste emanazioni.
Il difficile non è arrivare ad un risultato ma mantenere la relazione d’amore con noi stessi rendendoci consci e del dare valore alla forma che ci piace di noi, che è intessuta in una serie di livelli sui quali dobbiamo necessariamente giocare.
Creare ciò che vogliamo esprimere godendone “per sempre”, perdonando la parte che si accontenta rendendosi poi fragile, infelice e insoddisfatta.
Lo so …per esperienza diretta!
Dobbiamo riassestare questa zona ogni giorno per smatellare la programmazione mentale che le ha dato tanta forza e potenza condizionando come un dittatore il nostro vissuto fino ad ora.
La prima cosa da fare è un’approfondimento realistico di ciò che siamo. L’immagine che vogliamo darci di noi deve combaciare con l’Io profondo perchè è da lì che proviene la forza reale per mettere in pratica quello che ci piace.
A volte si hanno sogni o immaginazioni che non nascono dal profondo nostro essere, sono “sottopersonalità” o forse imitazioni di qualcuno che vorremmo essere.
Non ci sono modelli da imitare, eventualmente immagini che ci affascinano e rinforzano a cui ispirarsi, da cui trarre esempio ma la vera alleanza sarà con l’essenza unica e irripetibile che è l’espressione di cui siamo composti.
Indaghiamoci, passiamo del tempo dentro di noi a far emergere la nostra verità più sincera, unica e irripetibile e divertiamoci a migliorarla.
Stabiliamo l’immagine di noi stessi, creiamola in ogni dettaglio, innamoriamocene e riportiamola a noi il più spesso possibile. Comportiamoci come già fossimo quella persona che ci piace tanto. Muoviamoci con la grazia che sappiamo esserle connaturata, usiamo il tono di voce che la rende più gradevole anche alle nostre orecchie, lasciamola esprimere come ci piace possa essere.
Mentre lo facciamo siamo GIA’ quella persona. Sentiamoci fondere con questa figura che non vede l’ora di venire allo scoperto per esprimere la propria migliore personalità. Allineiamoci al nostro Meglio.
Questa essenza deve prendere forza e potere, reale e autonomo. Dobbiamo diventare chi siamo nei nostri migliori pregi e talenti.
Prima mossa: sostituire la parola devo con voglio alternandola a scelgo.
Voglio amarmi con tutta me stessa e scelgo di mettere ME e le mie priorità, con gioia e gratitudine, in cima ai miei pensieri. Nessuno mi distoglierà da quest’intento, neppure io.
Non ci sono scuse per non iniziare ad esprimere all’esterno la nostra vera natura, bellezza compresa, se ne troviamo anche solo una è il momento in cui abbiamo più bisogno di fare il punto della situazione.
L’energia ed il benessere che da il piacersi completamente è impareggiabile, si irradia da dentro a fuori attirando ulterirmente ciò che ci serve per fare di noi il nostro capolavoro creativo.
Una cosa importante da fare: pulizia su tutta la linea. Quindi impietosamente eliminare dalla nostra vita cose, oggetti, la roba inutile, il superfluo che intasa il nostro ambiente e la nostra vita.
Bisogna avere molto coraggio ma la liberazione non sarà solo fisica ma soprattutto psicologica.
La mente per ben funzionare ha bisogno di molto spazio.
Per l’abbigliamento alcune dritte piene di autostima: quello che non si usa almeno da un anno: fuori! I colori sbagliati, i tagli che non valorizzano, tutto quello che non sentiamo “nostro”, tutto quello che è “troppo” comodo e rasenta la trascuratezza, quello che non metteremmo mai se ci fosse qualcuno a cui teniamo.
Facciamo un bel ripulisti e riordiniamo il guardaroba con l’intento di utilizzare solo ciò che ci fa sentire belli, a proprio agio, sicuri.
Anche in casa abituiamoci a usare le cose “belle”, quelle che si acquistano per chissà quali occasioni, mettiamole per noi stessi, ci faranno sentire subito più allineati e potenti.
Le cose peggiori eliminarle definitivamente, quella ancora mettibili un bel sacco (o due o tre come mi è già capitato !) e diamole in pasto ai contenitori sparsi dappertutto che li ricicleranno per chi ne ha più bisogno di noi.
Liberi!
Riguardo i capi che vogliamo tornare a indossare tra qualche chilo vale la stessa regola, solo cose che ci piacciono immensamente e che ci stanno Bene! Ci stimoleranno ad aver pazienza nel viaggio alla ricerca del nostro Io migliore e a prenderci cura di noi.
Quindi anche se abbiamo ridotto all’osso il guardaroba abbiamo tenuto il Meglio. Al prossimo giro di shopping rifletteremo che è meglio un acquisto di qualità che troppa roba non all’altezza della quota su cui abbiamo deciso di volare o che resta inutilizzata per mille altri motivi.
Abituiamoci a questo concetto. Io merito il meglio. Di quello che posso scelgo il meglio e qui rimango in allineamento.
Già questa presa di consapevolezza fa posizionare la mente e la stima di sé stessi in ciò che intendiamo dirci e darci.
Nessuno deve e può farci sentire a disagio o fuori posto: tutto quello che sono, che ho, che uso e che mangio lo scelgo per la qualità e con l’intento di trattarmi Bene.
Non devo certo lamentarmi quando qualcuno non mi tratta bene se non riesco a farlo io per prima.
Questo è un perno essenziale nella gestione di noi, senza questa visione si plana nel pressapochismo che scivola nel lasciarsi andare. E nell’insoddisfazione da compensare magari mangiando troppo…
Quindi ripulisco iniziando dalla parte che voglio: fisica, mentale, ambientale. O meglio tutto assieme.Tenendo fede ai propositi strepitosi che altrimenti rimarrebbero da depennare sulla lista che con tanto impegno abbiamo compilato.
Quindi l’Azione subito a seguito del pensiero. O meglio ancora farli agire appaiati. Subito!
Silvia P
Hoseki Maria Vannini, Amica che sicuramente proviene da essenze di altre vite, e come ci siamo conosciute ed amate lo conferma, ha scritto questo articolo che condivido in ogni senso. e come le ho risposto mi associo totalmente.
Da questo ulteriori riflessioni e ricerca. Le radici delle parole insegnano molto su di noi e sulla realtà che crediamo a volte vera verità. Riscoprendo con fantasia magici percorsi dobbiamo, il più spesso possibile, riscrivere la nostra vita e la nostra storia con più Immaginazione ed Entusiasmo.
Immaginazione significa “In me mago agere”, ovvero faccio vivere il mago in me, la mia parte creativa.
Riguardo la definizione di Entusiasmo, copioincollo da wikipedia: deriva dal greco antico enthusiasmòs, formato da en (in) con theos (dio). Letteralmente si potrebbe tradurre con “con Dio dentro di sé”, o “indiamento”, “invasamento divino”.
La verità felice è piena di entusiastica immaginazione: creando la mia verità io creo la mia realtà!
E buffo è che l’etimologia di Verità sia infinita, non c’è una definizione precisa e univoca.
E’senza confini, senza definizioni: una, nessuna, centomila.
“Non se può più di sentir parlare sempre e solo della verità e della sua ineffabile perfezione ! Tutti inseguono, da secoli, la VERITA’, tutti la cercano a prezzo di incredibili sacrifici…Eppure, la verità, in qualunque contesto e nel migliore dei casi, fa male! Sempre!
Da tempo immemorabile, ogni essere umano si è prefisso il nobile scopo di raggiungere questa “mai vista Signora”, non ha mai provato seriamente a raggiungere la felicità, la ricchezza, la gioia, ma la verità..Per farne cosa?
E, quale verità, la mia, la tua, quella su Dio, sulla Natura, sull’Essere, sulla politica, sulla religione, sul vicino di casa, sul significato di un’opera d’arte ?
La verità si nasconde dappertutto e tutti, ad un certo punto, proclamano la loro verità e spesso questa fa spargere sangue innocente !
Questa incessante e, a mio parere, inutile ricerca produce discussioni interminabili, odi,separazioni…E, poi, ammesso che la si trovi, o si creda d’averla trovata, quanto è difficile spiegarla …
Io amo la bugia, la bugia lieve, la dolce bugia …La bugia che consola, che nasconde o corregge le pecche di ognuno di noi, i difetti, le brutture; la bugia che rimodella la realtà che dispiace, che cela il dolore o lo presenta nel modo meno invasivo…
La bugia che protegge, che fa discutere, ma non divide, bensì tenta di riunire, di calmare, di risolvere..
Eppure, provate a definirvi bugiardi e vedrete che coro di insulti, proteste o sorrisini ironici vi faranno eco. Perchè nessuno ha mai intuito il potere pacificatore della bugia, il suo voler aggiustare ciò che non va, accontentare, placare gli animi? La bugia, è vero, deforma, spesso, la realtà, ma a fin di bene, la verità la mostra in tutta la sua crudeltà!
Se imparassimo ad usare correttamente la bugie quante piccoli e grandi eventi potrebbero essere vissuti in modo più costruttivo e divertente ..
Se rimodellassimo una circostanza di vita a nostro piacimento, se pensassimo ad una faccenda in una prospetiva più aderente ai nostri desideri non saremmo più felici? E, se è vero, che la nostra mente, come da più autorevoli fonti viene spiegato, non distingue un fatto reale da uno immaginario e vive entrambe la circostanze alla stessa maniera e con le stesse emozioni, non è più sensato cominciare a “prenderci in giro”e a riscriverci la nostra storia e la nostra verità?
Neville Goddard narra la parabola dell’ingiusto maggiordomo( LA FACOLTA’ CREATIVA DELL’IMMAGINAZIONE , pg 38 e sgg. ) per chiarire come un accadimento reale rivissuto nella nostra immaginazione e dunque nella nostra vita, possa cambiare, adattarsi al nostro sentire, ai nostri desideri se”giustamente” falsificato.
E,quindi qualunque evento negativo si può trasformare, grazie ad una menzogna!!
Una vicenda sgradevole può diventare in un’esperienza aderente ai nostri bisogni se impariamo ad usare la nostra fantasia per cambiare il brutto di una cosa in bello…
E’ proprio tanto difficile fare questo tentativo ? Dimenticare per un istante la tirannia della verita’ e provare a mentirci, a mentire? Se questo può essere il modo per addomesticare una nostra esperienza di vita e sgravarla dal dolore che comporta perchè non farlo? Che c’è di male nel perseguire la felicità anche a costo di una bugia?”
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