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La Pace comincia da te

Alcuni giorni fa Lara Lucaccioni responsabile delle Web Partnership Performance Strategies, mi (e ci, me e Sandro Flora) ha contattato per collaborare alla diffusione informativa dell’I.O. Inside Out 2012 – lo spettacolare evento che ha caratteristiche particolarmente emotive e completamente dedicate all’individuo e alla sua massima realizzazione personale e interiore. Per quello che mi riguarda essere tra i blogger hub, gli incaricati delle comunicazione in tempo reale in diretta dall’evento è uno dei ruoli che più mi entusiasmano, ancor più che partecipare semplicemente come fruitrice. E quando ho visto date e relatori ho cominciato a cercare e informarmi leggendo, studiando e mettendo da parte tutto quello che ho trovato in rete.

Scriverò a breve un altro articolo dedicato a questo appuntamento che si svolgerà il 16 e 17 giugno nelle Marche, ma oggi voglio trascrivere un paragrafo tratto da un libro imperdibile (che ho finito di leggere a tempo di record!) “Mangia che ti passa” scritto da Filippo Ongaro uno dei relatori all’I.O. Inside Out 2012

(gli altri sono Giuseppe Vercelli, Igor Sibaldi e Max Damioli. Insomma il top dei top, ognuno di loro sia a livello personale che nella diffusione delle proprie competenze e appassionanti materie d’insegnamento).

Il Dr. Ongaro è medico, autore e divulgatore scientifico e ha dedicato la sua carriera alla promozione della salute e a trovare soluzioni innovative per prevenire e curare alla radice le malattie croniche dei propri pazienti. È stato per anni medico degli astronauti presso l’Agenzia Spaziale Europea (ESA). negli Stati Uniti è stato il primo italiano a ottenere il diploma in medicina funzionale (AFMCP) e l’abilitazione specialistica in medicina anti-aging (ABAARM). E’ vice presidente dell’Associazione Medicina Italiani Anti-Aging (AMIA) e autore di due libri oltre che relatore a numerosi congressi nazionali e internazionali.

Di frequente è ospite di trasmissioni radio e televisive e per La7 ha co-condotto il programma divulgativo Dottori in prima linea.

Di tanto in tanto allucinanti informazioni sulla fame nel mondo mettono in crisi la coscienza dell’uomo occidentale, a cui invece la buona stella ha dato il lusso o il privilegio di scegliere i modi della propria vita. È il momento in cui viene esplicitata forse la più grande contraddizione del mondo moderno. È quel “di tanto in tanto” che ha una lunga storia alle spalle, che ha prodotto le mastodontiche organizzazioni umanitarie come la FAO, che in tanti decenni non sono però nemmeno riuscite a scalfire il problema della fame nel mondo, la grande piaga purulenta che circonda il corpo opulento dell’Occidente.

Viene naturale chiedersi quanto si sarebbe potuto fare per i popoli affamati con i soli soldi che vengono spesi ogni giorno dalle varie organizzazioni internazionali per mantenere la propria agiata esistenza. O come si potrebbero sfruttare le oltre 4.000 tonnellate di cibo buono gettate ogni giorno da tutti noi in Italia.

In qualsiasi modo si mettano giù i dati, è drammatica e stridente la differenza tra un mondo occidentale in cui ci si ammala e si muore per le tante scelte sbagliate e il resto del mondo dove si muore invece per una totale mancanza di scelta.

Circa 24.000 persone muoiono ogni giorno di fame o di cause a essa correlate. Oltre tre quarti dei decessi interessano bambini sotto i cinque anni, bambini che prima di morire passano anni di sofferenza. Le statistiche ci dicono che i bambini malnutriti arrivano a stare male anche 160 giorni all’anno. Anche se carestie e guerre sono cause drammatiche di morte per fame, esse sono alla base solo del 10% dei decessi. La stragrande maggioranza degli affamati muore più silenziosamente per malnutrizione cronica che, quando non uccide, causa cecità, affaticamento, riduzione della crescita e suscettibilità a ogni sorta di malattia. Una forma opposta di malnutrizione, quella occidentale, è causa invece dell’obesità, in cui i danni non sono causati da carenze ma da micidiali eccessi.

La parola “fame” noi tendiamo a banalizzarla, riducendola al semplice desiderio di cibo che caratterizza il nostro mondo, ma in realtà, per tutti quelli che non hanno scelta, avere fame equivale a una profonda e invalidante condizione quotidiana, causata dall’impossibilità di procurarsi quantità sufficienti di cibo. Oggi oltre un miliardo di persone si trova in questa condizione mentre noi, allo stesso tempo, siamo costretti a dimagrire per prevenire i danni dell’esagerazione. 642 milioni di
questi affamati si trovano concentrati nell’Africa sub-sahariana, dove la fame uccide assieme all’HIV e ad altre malattie infettive.

Non solo la fame non è diminuita ma addirittura sta aumentando, visto che le stime dicono che solo nel 2006 gli affamati del mondo erano 854 milioni. In parte, questo è dovuto a un disinteresse delle organizzazioni internazionali nei confronti del tipo di agricoltura che servirebbe ai più poveri e dall’altro all’aumento devastante del prezzo del cibo, che ha ridotto il potere d’acquisto di tutte quelle persone che non hanno a disposizione che qualche dollaro al giorno. In effetti la povertà è la prima causa di fame al mondo.

I no-food non hanno né terra da coltivare né soldi con cui comprare cibo, ammesso che qualcuno glielo voglia vendere, visto che il ricco Occidente sembra essere invece un pozzo senza fine per le industrie, un bacino dove più cibo arriva e più ne viene consumato.
La FAO ci dice che non è il cibo a mancare nel mondo, in quanto la produzione globale di cereali permetterebbe in linea teorica di fornire per lo meno 2.730 kcal al giorno per persona.
Nel 2004 la Banca Mondiale indicava che circa un miliardo di persone vive con meno di 1,25 $ al giorno.

Che ruolo potrà mai avere nel mercato globale un consumatore privo di qualsiasi potere d’acquisto?
Una gestione avida delle risorse del mondo, tragiche guerre e cambiamenti climatici sono solo alcuni esempi dei motivi per cui ci sono ancora così tanti poveri sparsi sul globo e le ricchezze sono al contrario concentrate nelle mani di pochi. Siccità e inondazioni per esempio, effetto del riscaldamento globale, incidono in particolare sui più poveri, togliendo loro quelle poche risorse che ancora hanno.

E poi povertà e fame danno luogo a un circolo vizioso in cui la persona denutrita, non riuscendo più a lavorare, si trova ad avere sempre meno soldi per sfamarsi.
E pensare che molto spesso basterebbe poco per permettere a queste popolazioni di raggiungere l’autosufficienza: semi di buona qualità, attrezzi agricoli e accesso all’acqua farebbero per esempio un’enorme differenza.

Ma il mondo occidentale è riuscito a creare un ulteriore danno. Invece di sfruttare scienza, tecnologia e denaro per creare nuovi modelli sociali, ha esportato gli aspetti peggiori della propria realtà, contribuendo a creare nei paesi poveri una situazione paradossale in cui si osserva in parallelo una forte crescita sia delle malattie da eccesso che di quelle da difetto alimentare. L’Organizzazione mondiale della sanità chiama questo fenomeno “doppia pressione delle malattie”. Nelle stesse nazioni sottosviluppate c’è chi continua a morire di fame ma c’è anche un numero crescente di persone che, nei grandi centri urbani, mangia male e troppo, ammalandosi così delle stesse malattie da eccesso che colpiscono i pingui occidentali: diabete, obesità, cancro e malattie cardiovascolari, per citarne alcune. Spesso questo fenomeno si osserva nella stessa persona, nella quale si assiste a una nutrizione inadeguata nel periodo infantile, seguita, per chi ce la fa a sopravvivere e si sposta magari in città, da una malnutrizione con troppe calorie, zuccheri e grassi e pochi micronutrienti nell’età adulta.

(continua)

Dal dire al fare

Ritengo che tutto questo debba farci riflettere. Come abbiamo già osservato, mentre noi non riusciamo ad assumere un comportamento ragionevole nei confronti della nostra salute e del cibo, milioni di persone non hanno scelta e muoiono di fame e povertà.

Il primo passo per contribuire a un mondo più equo e bilanciato non è quello di improvvisarsi tutti eroi e volontari o di mandare sacchi di alimenti che non saranno mai in grado di sfamare continenti interi. Non è nemmeno quello di continuare a scrivere di questi problemi, a discuterne o a finanziare mastodontiche organizzazioni.

La soluzione è un’altra, di natura indiretta e personale: iniziamo a cambiare il nostro comportamento alimentare, il nostro rapporto con il cibo e con gli acquisti in generale.
Certamente questo non risolve tutto e soprattutto non dà risultati immediati, ma è il punto di partenza eticamente più corretto, in quanto è difficile risolvere i problemi altrui se non si è in grado di gestire i propri.

Chi non ha vissuto la povertà non può comprendere cosa vuol dire non avere un rifugio, non poter chiamare un medico quando ci si sente male, non avere nessuna prospettiva e non sapere nemmeno se domani si avrà abbastanza cibo per sopravvivere. Ma tutti noi fortunati occidentali, con un piccolo sforzo, possiamo capire quanto danno facciamo a noi stessi e al mondo intero con i nostri eccessi.

Ciò che non è necessario in campo alimentare è anche ciò che è dannoso perché sostiene un’economia del superfluo, viziata e sbilanciata, che è alla base delle ingiustizie del mondo. Non occorre quindi necessariamente diventare eroi o rivoluzionari per contribuire a un risanamento del mondo.

Basta correggere alcune elementari scelte personali per fare un importante primo passo. Questo cambiamento personale sarà d’esempio e inciderà sulle scelte degli altri, innescando una catena di cambiamenti concreti e traducendosi in una migliore salute non solo dell’individuo, ma del mondo intero.

(continua)

 

da “Mangia che ti passa”  di Filippo Ongaro

p.s.: ricorda tanto Ho-oponopono vero? Ti amo, mi dispiace, perdonami, Grazie.

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Ieri mattina ho deciso di andare da un medico erborista molto noto qui in città per un fastidioso disagio alle unghie delle mani che mi tormenta da quasi un mese. Quando 2 giorni fa mia mamma mi ha detto di aver sognato mia sorella Luisa, mancata nel 2003, è la seconda volta che la sogna da che è andata nel “di là”, che le diceva di far vedere le unghie, quali e di chi non si sà, ho deciso di prendere un pò più sul serio la cosa. Nel sogno di mamma, che è avvenuto nella notte di compleanno della sua mamma – mia nonna – anch’essa in cielo da anni, eravamo noi tre (mamma, Luisa ed io) più un’altra non identificata ragazza.

Lunedì mattina chiamo il negozio per sapere se sarebbe stato aperto nel pomeriggio. Qui c’è ancora tanta neve, impossibile spostare l’auto immersa in un cubo di ghiaccio, per cui sono partita a piedi tra muri di neve camminando in mezzo alla strada di neve gelata poichè i marciapiedi sono assolutamente impraticabili. Mi sembrava di essere in Russia, nei 4 chilometri freddi e difficoltosi per arrivare alla meta apprezzavo la fortuna di vivere, nella norma stagionale, in una nazione clemente e mi godevo il colloquio col dottor Monti, un pò crogiolandomi nella sua attenzione e comprensione cercando di riordinare fatti e situazioni accadute e contestualizzarle nel problema che mi portava da lui.

Sono arrivata davanti all’erboristeria alle 15,10 e avevo da far passare i 20 minuti per l’apertura, ma il dottore è talmente straordinario che ero felice d’essere la prima in lista. Lui non vende prodotti, lui ti fa un’indagine psico fisica emotiva esoterica energetica. Questo a tutti i clienti che stanno in paziente attesa della sua disponibilità. La prima e unica volta che ero stata lì è stato nel luglio del 2010, dopo averne sentito per anni meraviglie.

In quell’occasione quando abbiamo finito di parlare, quasi tre quarti d’ora di amorevole e tonica indagine sottile, sono rimasta così sorpresa di non dovergli dare nulla per la visita, oltre ovviamente pagargli i preparati, che sono tornata il giorno dopo per regalare a sua moglie Giusy il più grosso turchese grezzo che avevo in casa. Non contenti hanno contaccambiato con una cassettina di profumate e dolcissime pesche. L’abbraccio che mi hanno dato, uguale a quello del giorno prima, l’ho ancora sul corpo e nel cuore e non lo dimenticherò mai: amore caldo e puro.

Un improvviso cielo terso e un inaspettato sole caldo, non capisco come 4 chilometri fa era grigio scuro e pensavo minacciasse ancora, mi facevano trascorrere gli ultimi minuti di attesa davanti alla vetrina chiusa con un grande senso di luminosa riconoscenza. Giusy è arrivata poco dopo, mi fa entrare e mi chiede di cosa ho bisogno. Non mi riconosce ma è comprensibile dopo un anno e mezzo. “Vorrei parlare col dottore per un problema alle unghie” mi guarda dolce e dice “Non c’è” e io mi rammarico di non averlo chiesto stamattina al telefono e mi dispiaccio pensando chissà quando potrò tornare e sento inutile tutta quella strada fatta per nulla. Nello zainetto avevo anche una copia de “La Pace comincia da te” da lasciargli,  l’altra volta ne avevamo parlato e già conoscevano Ho-oponopono, ma il testo era solo in formato digitale, ero certa che avrebbe fatto loro piacere il libro di carta.

Giusy mi ascolta e mi da un libro su cui leggere, loro fanno così, e riconoscere le definizioni dei vari problemi psico fisici alla voce “mani o unghie”. Cerco ma non trovo il mio specifico. Le racconto brevemente un pò demotivata il sogno di mamma e la storia di Luisa e della sua morte 8 anni fa e la faccio breve perchè avrei voluto raccontare queste cose al dottore. Le stringo la situazione che mi è rimbalzata nella vita prepotentemente durante i giorni di Natale, con talmente tante urgenti coincidenze – che si sono rese chiare d’improvviso – tanto che mi hanno messo nella fretta di scrivere un ebook su mia sorella in tre giorni. E io credo per precisa intenzione di Luisa.

Giusy mi propone due fiori californiani per traumi antichi e un integratore per le unghie. Accetto i fiori dopo aver letto la scheda ma rifiuto l’integratore e mentre pago le chiedo quando posso tornare per parlare direttamente col dottor Monti. Mi guarda dolcissima e dice: “Nella prossima vita, non più in questa” la guardo interrogativa “E’ mancato a fine gennaio dell’anno scorso, in un mese ha fatto tutto”.

Sono rimasta di gesso. Mi ha preso per un attimo una dolce disperazione, un misto tra commozione e solitudine, una voce mi ha frusciato dentro “Devi fare da te, per te, ora”. Ho messo “La Pace comincia da Te” sul banco e con gli occhi lucidi ci siamo abbracciate come antiche amiche. Mi ha raccontato in poche e semplici parole delle difficoltà del negozio, di quelle personali, di quelle emotive, con dolcezza e un sorriso forte. Le ho lasciato il mio numero “Se posso fare qualcosa, se hai bisogno…” le ho sussurrato.

Sono uscita con uno strano rimpianto misto a un’immensa leggerezza. Nell’andata pensavo al mio problema alle mani, alla neve, a non scivolare, a se era il caso di parlare di sensazioni private e associazioni ardite, al piacere di ricevere ancora quell’abbraccio mentale e fisico che era sempre vivo e pulsante da oltre un anno e mezzo. Il ritorno è stato di benedizione, gratitudine e conforto che si facevano sempre più saldi e chiari a ogni passo. Tutto era bello e luminoso, la neve era amica, ogni attimo mi stava volendo bene, il dottore stava camminando accanto a me.

Non a caso sono andata al negozio, non a caso non ho chiesto di lui al telefono, non a caso le ho portato il libro di Ho-oponopono. E mi sono ri portata alla pace.

Ho pregato per lui ieri sera certa che mi sia vicino con l’immenso amore che mi ha donato in quell’unica visita che ho fatto con lui. Amore che è vivo e prezioso ancora oggi, e lo sarà per sempre.

Non conta quanto si sta insieme, quante volte ci si vede ma con quanta attenzione, passione e cuore lo si fa.

Grazie dottor Antonio Luigi Monti, se ci sei batti un colpo.

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‘Ariy’el
ayin-resh-yod

Tra le apparenze, come tra una nebbia, io conduco alla verità

Oggi mi è capitata una cosa strana. All’ora di pranzo sono andata a camminare con un’amica, dall’una alle tre e mezza di piacevoli chiacchiere e 10 chilometri in stradine di campagna assolate e deserte. Bellissimo e rigenerante, una vera immersione nella natura. E’ un buon periodo fisico e mentale, ho molti progetti sul lavoro, molte conferme positive dall’invisibile con il quale interagisco con una certa normalità. Quindi mi godevo beata questa veloce passeggiata stando attenta, come sempre, ai segni. Trovo per terra una carta da gioco, un 4 di denari. Caspita non so’ leggere le carte (queste sono le romagnole, e sono anche gli arcani minori, che comunque non so leggere, nè giocare, nè conosco) ma il 4 è uno dei miei numeri fortunati e il seme di denari è indubbiamente buono.

Ero già molto contenta, ottimo segno. Qualche chilometro dopo trovo un 7 di denari! Avevo nel tempo trovato una carta da gioco ma due insieme mai! Due carte, e di denari, il sette è uno dei miei numeri, mancherebbe il 9, pensavo, avrei fatto l’amplein! Mi pareva tutto straordinariamente propositivo.

Bella carica cammino aspettandomi la terza carta. Che trovo sulla via del ritorno. Un 5 di spade. Spade comunque non mi suona bene… ma per quanto appuntite e temibili con due carte di denari non possono vincere, anche se vagamente penso che dovrebbero essere lette nella sequenza in cui le ho trovate. Comunque sento che questi ritrovamenti hanno dell’eccezionale, non è da tutti i giorni trovare un trio di carte da tarocchi… Chissà forse un bambino giocava in macchina col finestrino aperto e un colpo di vento gliele ha fatte volare via, che fortuna pensavo, tutto è sincronia.

Arrivata a casa accendo il computer per leggere i responsi. Sono rimasta di gesso perchè peggio di così non potevo raccattare…

Quattro di Denari: Il Signore del Potere Terreno
Sette di Denari: il Signore del Successo Mancato
Cinque di Spade: il Signore della Sconfitta

Lette nell’ordine di ritrovamento… una “sciagura”!?

Daltronde ai segni ci credo, e ne constato sempre di più l’esattezza, e, anche se mi è passato per un attimo nel cervello “non erano lì per me”, il mio morale è sceso ai minimi termini. Mi sono sentita infastidita, spiazzata e tradita. Ho letto e cercato e analizzato bene i contenuti dei responsi. E mi domandavo: se credo agli Angeli e al propositivo dovrei credere anche a questo che esattamente pro positivo non è… o non sembra. Eppure in ogni situazione ci sono indicazioni per invertire i segni o le sentenze che in momenti di poca centratura potrebbero destabilizzare e farci creare contro.

Quello che so adesso, in questo momento della mia esistenza è solido e importante:

-Ognuno di noi ha la responsabilità al 100% di se stesso e delle proprie intenzioni, azioni e reazioni.
-L’Amore (il positivo, il bene) è più forte di qualsiasi “male” o percezione
-Se creo qualcosa di storto, ho il potere di creare qualcosa di dritto
-L’efficacia è la misura della verità
-L’energia va dove si concentra l’attenzione.

Questo fatto potrei averlo creato “per mettermi alla prova” e vedere come reagisco, e se sono davvero una Sciamana nel senso più nobile e potente del termine non devo tentennare ma prendere le redini di questa situazione emotiva.

E’ stato straordinario constatare che mentre non “sapevo nulla” dei risultati attribuiti alle carte mi sentissi fortunata, piena di energia e di aspettativa, e appena ho letto le spiegazioni mi sia sentita vagamente depressa, impotente e “tradita” dalla buona sorte.

E quindi? Per qualche minuto ho delegato la mia Forza e il mio Potere a delle parole lette sul pc, scritte da qualcuno che non conosco e non mi conosce, attribuite a dei pezzi di carta trovati per caso. Carte che per un’ora mi hanno messo in una condizione di sorpreso desiderio di indagare il “mio fortunato destino” e dopo aver letto i responsi per qualche minuto mi hanno gettato in un piccolo e interrogante sconforto.

Io penso che il “caso” abbia deciso di farmi fare un’immersione nel mio libero arbitrio, che posso preferire sì di tenere conto dei suggerimenti per migliorare un’eventuale situazione proiettata verso di me, ma ancor più di poter scegliere di creare immediatamente le mie spalle ancora più larghe, possenti e intelligenti lavorando per il mio equilibrio, la mia felicità e la mia buona sorte.

E visto che l’Amore è più forte di qualsiasi altra energia, ho messo le carte sotto il mio Angelo dicendogli di pensarci Lui a realizzare il meglio in questa situazione.

Io mi fido di me, della mia propensione alla felicità in ogni mio qui e ora, mi fido delle Forze del Bene e di tutto ciò che mi porta al bene. E dico Grazie a questa strana avventura che mi ha fatto salire, e conoscere ancora meglio, la parte più splendente, forte e migliore di me.

 

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Pina Di Pasquale l’ho conosciuta parecchi anni fa ad un corso olistico serale (massaggio con gli olii essenziali) al quale entrambe eravamo iscritte nel perenne piacere di focalizzare una volta di più le nostre attrazioni e predisposizioni. Ha collaborato nell’ideare e organizzare, con molta caparbietà e determinazione, un interessante Convegno dedicato agli Angeli. Appena le ho chiesto informazioni mi ha immediatamente scritto questa lettera con tutti i dettagli sul programma e i nomi degli autorevoli relatori dell’evento (tra i quali l’amico Gianmarco Bragadin, autore, editore e ricercatore spirituale che ha curato con molto affetto e attenzione la prefazione del nostro “La Pace comincia da TeJosaya Uno Editori).

Per chi fosse in zona il 17 e il 18 dicembre, a Cesenatico in Romagna, è un’occasione che appassionatamente consiglio, io ci sarò, tra l’altro il ricavato andrà interamente agli alluvionati della Liguria. Mi ha dato un brivido di particolare piacere il nome della titolare del Convegno: Tina (Bertuzzi, detta Tina degli Angeli, che conoscevo solo di fama) che è pure il nome della mia amata nonna Tina (genovese, come me, che ha abitato a Genova in Salita degli Angeli) anche lei da tempo tornata a Casa, tra gli Angeli.

Silvia Paola

“Carissima Silvia eccomi qui a raccontarti come e’ nata l’idea del convegno a Cesenatico!
Io e un’amica stavamo ricordando quanto AMORE avevo e ricevo da una splendida persona ora nel mondo Spirituale,  ma comunque sempre vicino a noi.
La mia amica, che ha il dono di “vedere e sentire” l’Oltre, mi dice: “Sai che a Tina (questo il nome della mia Maestra Spirituale) farebbe piacere ritrovarsi e far conoscere ad altri il suo Dono e cio’ che lei portava a conoscenza delle persone cioe’ Gli Angeli”.

Tina degli Angeli

Ecco come ha avuto inizio l’idea del I° Convegno Tina Bertuzzi.

Ci siamo attivate subito per cercare i relatori, tutto avendo chiesto prima il permesso ai figli di Tina. Dopodiche’ assieme all’associazione Il Laboratorio della Vita di Gatteo, abbiamo inziato a interpellare i relatori: Gianmarco Bragadin, Anna Fermi, Manuela Racci, Stefania e Luca Veritti, Federico Bassetti, Silvio Bonatti, Don Pasquale, Annalisa Occhipinti, Lina Cassano, Siracusa Venera, Gabriele Muratori, Seline Vignoni.

Hanno tutti accettato di intervenire per portare le loro esperienze spirituali e Angeliche a questo convegno dedicato a Tina Bertuzzi, e durante la preparazione abbiamo constatato come le cose volute dal Mondo Spirituale si intersecano in modo armonioso e scorrevole!

Ringrazio coloro che parteciperanno, e coloro che da lassù saranno con noi per darci Forza, Gioia e Allegria!
Ti metto il programma… con un abbraccione!”

Pina

 

 

 

 




Convegno a Cesenatico Angeli e Luce


Evento Facebook: clicca QUI

 

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Contiene libro + 2 mazzi di carte + La Piccola Guida per la Protezione Emotiva Angelica
Prezzo € 14,88 (-15%)

“ANGELI E LUCE”

I° Convegno Tina Bertuzzi

17 e 18 Dicembre 2011

C/O Alexia Palace Hotel
Viale Cavour, 20
47042 Cesenatico FC

 Creato da Il Laboratorio della Vita, Barbara Casadei, Paola Lunedei

IMPORTANTE: Il Ricavato sarà devoluto in BENEFICENZA a favore degli alluvionati della Liguria.

 

Programma dettagliato:

Sabato 17 Dicembre

ore 14:00    Apertura segreteria
ore 15:00    Apertura convegno e  presentazioni
ore 15:30    “Chi sono gli Angeli?” Venera Siracusa
ore 16:20    “Lo sguardo di un Angelo su di me” Manuela Racci
ore 17:10     Pausa caffè
ore 17:30    “Collaborare con la Luce” Stefania Valentini e Luca Medici Veritti
ore 18:30    “Gli Angeli attraverso la Bibbia” Don Pasquale Gentili
ore 19:20     Cena
ore 21:00    “Telefonate dal Cielo”  le mamme raccontano l’incontro con gli Angeli

 

Domenica 18 Dicembre

ore 9:00   “Meditazione con i Cristalli” Federico Bassetti
ore 9:15     “Un Angelo dritto al Cuore” Anna Fermi e Vittorio
ore 10:00  “L’Albero della Vita” Gabriele Muratori
ore 10:50   Pausa caffè
ore 11:00   “Viaggio nei mondi Invisibili. Come ritrovare la speranza quando si perde la persona amata. Esperienze personali e messaggi degli Arcangeli” Gianmarco Bragadin
ore 11:50    “La voce dei Cristalli” Federico Bassetti
ore 12:40    Pranzo
ore 15:00   “Luce da Luce” Silvio Bonatti
ore 15:50   “Gli Angeli esistono” Lina Cassano
ore 16:40   “Gli Angeli ballano gioiosamente con Noi” Seline Vignoni
ore 17:00    Chiusura convegno e saluti

 

Per la durata del Convegno saranno disponibili alcune sensitive per aiuto e sostegno alle persone che ne facciano richiesta. Saranno presenti: Giancarla Padovan, Adele Napoleoni, Eliana Sergi, Stefania Valentini, Venera Siracusa, Fulvia Laghi, Alessandra Milani.

 


Modalità di partecipazione:

L’iscrizione si effettua mediante il versamento del contributo di partecipazione individuale di 30 euro, per i due giorni, tramite bonifico bancario

c/o la Cassa di Risparmio di Cesena
Fil. Gambettola intestato a “Il Laboratorio della Vita” : IT 21N0612067810CC0100506225

Indicare nella causale: nome, cognome, numero di telefono, n. dei partecipanti e se s’intende usufruire di cena e pranzo.

Il pranzo e la cena saranno consumati presso il Ristorante “Punta Nord” a 100 mt. dal luogo del Convegno, al prezzo concordato di 20 euro cad.


 

 

Per ulteriori informazioni rivolgersi:

Pina Di Pasquale 339-1511051

dipasqualepina@hotmail.it

 

Paola Lunedei 339-1246680
Federico Bassetti 333-3526868

laboratoriodellavita@libero.it

“Il Laboratorio della Vita”

Piazza Castello, 5 – Gatteo
tel 0541 1601223

 

Per ragioni organizzative è necessario effettuare le iscrizioni entro il 12-12-2011

Dove siamo
a circa 20 Km. dall’autostrada A14 uscita Cesena
a circa 30 Km. dall’aeroporto di Rimini
a circa 40 Km. dall’aeroporto Ridolfi di Forlì

 

Alberghi convenzionati:

Alexia Palace Hotel (sede del Convegno)
Viale Cavour, 20 – 47042 Cesenatico FC
tel 0547-81071

info@alexiapalace.it

Hotel Splendid  (a 400 mt.dalla sede)
Viale Cavour 42 – tel 0547-81882

info@hotelsplendidcesenatico.it

 

Ristoranti convenzionati:

“Punta Nord” a 100 mt.dal luogo del Convegno, prezzo concordato di 20 euro cad.

Hotel “Splendid” 400 mt. Dalla sede del Convegno, prezzo concordato 18 euro cad.

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Da qualche mese ho deciso di alzarmi molto presto per andare a camminare. La sveglia è alle 5,30, mi alzo alle 5,45 e alle 6 sono fuori. Inizialmente lo facevo tutti i giorni presa da un entusiasmo urgente di dimostrarmi qualcosa, la rinnovata novità di guardare il mondo (e me stessa) da un’altra prospettiva mi faceva balzare dal letto, ora ho acquisito il ritmo delle 3 – 4 volte a settimana. E devo dire che qualche mattina lascio suonare la sveglia più volte indecisa se alzarmi o riaddormentarmi, cercando delle scuse valide per poter rimandare l’”impegno”.

Le poche volte che ho ceduto al richiamo suadente del materasso mi sono ritrovata (oltre che con meno energia durante la giornata) più che altro con una colpevole disistima verso la mia propensione naturale nel scegliere prima il piacere e poi il dovere. In realtà uscire a quell’ora è un miracolo di benessere e malgrado lo “sforzo” di mantenere le promesse che mi faccio, appena scendo in strada e mi incammino, con profondo piacere, verso la meta che scelgo diversa ogni giorno, mi rendo conto di quanto la mente si insinua subdola per destabilizzare le buone intenzioni e il vero potere che scegliamo o meno di mettere in atto.

Essere sola è meraviglioso, mi ricompatta e mi rende integra, fa sì che io possa godere senza distrazioni di quello che mi circonda. Ho la fortuna di abitare in una piccola città e con un giro totale di 5 – 7 chilometri al giorno riesco a passare dal centro alla campagna. Vedere il sorgere del sole, gli uccellini che non smettono un attimo di dialogare, la primavera inoltrata che incanta, i muscoli delle gambe che ringraziano, la mia mente che ringrazia me e il creatore di dettagli che esistono sempre ma si perdono nelle abitudini di vite poco attente e poco propense a goderne. Non faccio altro che camminare, godendo di me e dell’umanità ancora addormentata che fa risaltare tutta la bellezza e la magia che c’è ancora in questo pianeta perfetto.

Questa mattina è stato l’ennesimo miracolo. Soddisfazione a parte, solo per il fatto di farlo, (mi adoro per questo) a quell’ora, nel silenzio del mondo ancora dormiente, ci si accorge di dettagli che in altri momenti solo solo ricordi o dati di fatto teorici. Ho avuto un momento “d’estasi”. E’ come se fossi acceduta a un piano differente di me, una realtà allargata nelle immagini e nei suoni. Scendendo, mentre già ero nel ritorno, dallo stradone che mi riportava verso casa, fiorito di erba alta e papaveri, insetti e merli e lumache e odori di gelsomini e altri fiori selvaggi, ho avuto come un’allucinazione. Sentivo i rumori, miei dai miei passi a quello del mio k-way, al più sottile filo d’erba, come se io fossi il suono, i colori attorno pulsavano vividi e liquidi, il sole che dorava tutto generoso e instancabile. Sono entrata nella Grazia della dimensione senza confini tra me e il tutto.
E’ banale, è “inutile” condividerlo, irraccontabile perchè bisogna provarlo, impossibile rendere la vastezza e la totalità di questo stato. Ognuno di noi ha provato almeno un momento magico in cui si è sentito Uno, e desidera profondamente che si riproponga questo dono in cui tutto respira assieme in un unico organismo. Stamattina la mia gratitudine, come quando accade sempre felicemente incredula, per le tante meraviglie sempre a disposizione, offerte a chiunque le voglia notare, è stata l’essenza che scorreva da me al mondo insieme alle mie lacrime, un tipo di pianto in cui vorrei vivere perennemente, il mondo ancora una volta mi ha fatto entrare nel suo battito caldo e vivo.
Io ringrazio di questo privilegio che torna, dell’evidenza di essere un accordo divino, di poter osservare mentre sono osservata, inglobata nei non confini, né di spazio né di tempo. Momenti che durano un attimo ma che sintetizzano ogni volta la consapevolezza e la percezione dell’immenso onore di essere parte della creazione, qualunque cosa accada.

1.  L’universo fisico è una realizzazione dei miei pensieri.

2.  Se i miei pensieri sono negativi, essi creano una realtà fisica negativa.

3.  Se i miei pensieri sono perfetti, essi creano una realtà fisica di perfetto Amore.

4.  Io sono al 100%  responsabile nel creare il mio universo fisico come è.

5.  Io sono al 100% responsabile di correggere i pensieri negativi che creano una realtà indesiderata.

6.  Niente esiste al di fuori di me. Tutto esiste qui dentro me come pensiero nella mia mente.

Io vivo e godo qui e ora.

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AMORE da conquistare e con cui stare